Il mondo Linux è in fermento con l’annuncio delle novità previste per Linux Mint 22.2, la cui uscita è attesa per la fine di luglio o l’inizio di agosto 2025. La nuova versione, ufficialmente denominata “Zara”, introduce interessanti cambiamenti estetici che potrebbero ridefinire l’identità visiva di questa popolare distribuzione Linux.

Un nuovo tema predefinito con tocchi di blu
La modifica più significativa riguarda il tema predefinito “Mint Y”, immediatamente riconoscibile per i suoi ampi spazi grigi intervallati da accenti colorati. Con Linux Mint 22.2, il team di sviluppo sta introducendo una sottile tinta blu negli elementi grigi dell’interfaccia, con l’obiettivo di rendere il design più moderno e leggermente metallico.
Questa evoluzione segue una tendenza già adottata da altre importanti realtà come Apple, Firefox e GNOME. Come spiegato da Clem Lefebvre, leader del progetto Linux Mint:
“Il grigio puro è neutro, può essere percepito come freddo o caldo in base a ciò che lo circonda. Aumentando il blu, lo forziamo ad apparire freddo. È una pratica comune nel design delle interfacce utente. Il grigio raramente è completamente grigio, di solito contiene un po’ più di blu rispetto al rosso e al verde.”
Non si tratta di un cambiamento radicale, ma di un aggiustamento sottile che la maggior parte degli utenti potrebbe non notare immediatamente, a meno che non venga fatto notare o si utilizzi la modalità scura, dove questa modifica rende le applicazioni “molto più morbide rispetto a prima”, secondo le parole di Clem stesso.
Adattamento alle nuove tecnologie: l’integrazione con libadwaita
Oltre all’aspetto puramente estetico, c’è un motivo più tecnico e pragmatico dietro questa svolta cromatica: l’integrazione con le applicazioni moderne che utilizzano GTK4 e libadwaita.
Linux Mint facilita l’installazione di applicazioni da Flathub attraverso il suo strumento “Software Manager”. Un gran numero di queste applicazioni utilizza GTK4 e libadwaita, il toolkit UI di GNOME che standardizza l’aspetto, il layout e il comportamento delle applicazioni GTK4, ma limita intenzionalmente le opzioni di personalizzazione rispetto alle versioni precedenti di GTK.
Il leggero passaggio al blu dovrebbe aiutare a migliorare l’armonia visiva quando si eseguono moderne applicazioni GTK4 insieme alle applicazioni GTK3 preferite da Mint. Inoltre, Linux Mint 22.2 ottimizza il portale desktop XDG XApp per supportare i colori di accento, garantendo che la scelta del colore di accento impostata negli ambienti desktop Cinnamon, MATE e Xfce venga ripresa e riflessa nell’interfaccia delle applicazioni Flatpak GTK4/libadwaita.
Un nuovo approccio a libadwaita
È evidente che l’opposizione di Linux Mint alle applicazioni GTK4/libadwaita si stia attenuando. Clem stesso si chiede: “C’è qualcosa di realmente sbagliato in queste applicazioni una volta che seguono il tema e forniscono controlli della finestra adeguati?”
Piuttosto che continuare a declassare o fare fork di applicazioni pre-GTK4 (come ha fatto in Linux Mint 22), il team sta esplorando un compromesso sostenibile. I temi Mint-X e Mint-Y acquisiscono fogli di stile libadwaita personalizzati, e sono state apportate modifiche al pacchetto libadwaita di sistema per indicargli di non utilizzare il proprio foglio di stile.
Il risultato è un approccio pragmatico al modo in cui le applicazioni moderne appaiono su Mint. Anche se queste modifiche non possono ripristinare le tradizionali barre dei menu o annullare le decorazioni lato client, dovrebbero far sì che le applicazioni GTK4 si sentano più come ospiti benvenuti quando vengono eseguite sui desktop degli utenti Mint, piuttosto che, come spesso accade, visitatori indesiderati.
Mint prevede di esplorare la creazione di una propria libreria di piattaforma XApp o una libreria di estensione downstream per rendere il suo approccio sostenibile a lungo termine. I dettagli esatti sono ancora in fase di definizione, ma sembrano promettenti.
Come sottolineato nell’annuncio: “Nuotare contro corrente con fork e downgrade è in definitiva inutile. Linux Mint non deve necessariamente abbracciare i cambiamenti di interfaccia e esperienza utente in stile libadwaita, ma ha certamente senso confrontarsi con il mondo così com’è, non come preferirebbe che fosse.”
Un nome in sequenza… quasi
Un dettaglio curioso riguarda la scelta del nome in codice. Linux Mint segue la convenzione di scegliere nomi femminili in ordine (più o meno) alfabetico per ogni nuova versione. Dopo Linux Mint 22.1 “Xia”, la nuova versione salta direttamente a “Zara”, saltando la lettera Y. Forse, come ironicamente suggerito nell’articolo originale, Clem ha avuto un’esperienza negativa con qualcuno il cui nome inizia con Y!
Guardando al futuro
Questi cambiamenti, insieme ad altre modifiche che verranno rivelate più avanti, promettono di rendere Linux Mint 22.2 “Zara” un aggiornamento solido e interessante quando verrà rilasciato in versione stabile durante l’estate. L’approccio equilibrato tra tradizione e innovazione continua a essere uno dei punti di forza di questa distribuzione, che cerca di offrire un’esperienza Linux accessibile e moderna senza abbandonare i principi di semplicità e controllo da parte dell’utente che l’hanno resa così popolare.
Il nuovo look bluastro di Linux Mint potrebbe sembrare un piccolo cambiamento, ma rappresenta un importante passo filosofico verso una coesistenza più armoniosa con il futuro delle applicazioni Linux, mantenendo al contempo la propria identità distintiva nel sempre più variegato panorama delle distribuzioni desktop.



















Lascia un commento