Oggi parliamo di una notizia che ha scosso il mondo tech negli ultimi giorni e che riguarda milioni di utenti: Windows 10 non morirà nel 2025, o meglio, Microsoft ha deciso di concedere una proroga, ma come sempre, non è tutto oro quello che luccica.
La notizia che cambia tutto
Ricordate quando Microsoft aveva annunciato che il supporto per Windows 10 sarebbe terminato definitivamente il 14 ottobre 2025? Bene, quella data rimane invariata, ma ora c’è un colpo di scena: gli utenti potranno ricevere aggiornamenti di sicurezza fino all’ottobre 2026, cioè un anno in più. La grande novità? Possono ottenerli gratuitamente, ma solo se accettano di giocare secondo le regole di Microsoft.
Le condizioni del “regalo”
E qui arriva il trucco – perché di trucco si tratta. Per accedere a questo anno extra di aggiornamenti gratuiti, dovete soddisfare due condizioni non negoziabili:
Prima condizione: dovete essere loggati con un account Microsoft. Addio account locali, Microsoft vuole che siate connessi al suo ecosistema.
Seconda condizione: dovete utilizzare l’app Windows Backup per sincronizzare le vostre impostazioni sul cloud. Non basta semplicemente avere un account Microsoft – dovete attivamente utilizzare il loro servizio di backup basato su OneDrive.
Come funziona Windows Backup
L’app Windows Backup è già integrata in Windows 10 e permette di salvare impostazioni del PC, credenziali, app, documenti, foto e video direttamente su OneDrive. Microsoft specifica che per ottenere l’anno gratuito basta sincronizzare le impostazioni del sistema, quindi stiamo parlando di una quantità relativamente piccola di dati.
Ma attenzione: avete solo 5 GB gratuiti su OneDrive. Se volete fare il backup di tutto il resto, dovrete pagare per spazio aggiuntivo.
Le alternative (a pagamento)
Se non volete sottostare a queste condizioni, Microsoft vi offre due alternative:
- 30 dollari per dispositivo per un anno di aggiornamenti
- 1.000 punti Microsoft Rewards (che potete accumulare usando Bing o facendo acquisti nell’ecosistema Microsoft)
Per le aziende la situazione è diversa: possono acquistare fino a 3 anni di supporto esteso, ma partendo da 61 dollari per dispositivo il primo anno, con costi che aumentano progressivamente.
Perché Microsoft fa questo voltafaccia?
I numeri parlano chiaro: oltre il 53% degli utenti Windows a livello globale usa ancora Windows 10. Stiamo parlando di circa 500 milioni di dispositivi. Se Microsoft avesse davvero interrotto il supporto a ottobre 2025, si sarebbe trovata con un’enorme base di utenti esposta a vulnerabilità di sicurezza.
Il problema è che molti PC, anche relativamente recenti, non possono passare a Windows 11 a causa dei requisiti hardware stringenti, in particolare la necessità del TPM 2.0 e di processori più recenti.
La strategia nascosta
Questa mossa apparentemente generosa nasconde una strategia molto chiara: Microsoft vuole spingere gli utenti verso il cloud e verso il suo ecosistema di servizi. Non è un caso che richiedano l’uso di Windows Backup e di un account Microsoft.
È quello che in gergo tecnico chiamiamo “vendor lock-in” – una volta che siete dentro l’ecosistema Microsoft con i vostri dati sincronizzati, è molto più difficile uscirne.
I rischi da considerare
Se decidete di non accettare queste condizioni e non pagare, dal 14 ottobre 2025 il vostro Windows 10 continuerà a funzionare, ma:
- Nessun aggiornamento di sicurezza
- Nessun supporto tecnico
- Esposizione crescente a vulnerabilità
Nel tempo, questo diventerà un problema serio per la sicurezza dei vostri dati.
Il mio consiglio
Come sempre, la mia raccomandazione è di valutare attentamente le vostre opzioni:
- Se il vostro PC supporta Windows 11: considerate seriamente l’upgrade
- Se siete già nell’ecosistema Microsoft: l’anno gratuito potrebbe essere una buona soluzione ponte
- Se preferite mantenere privacy e controllo: valutate alternative come Linux o considerare l’acquisto di un nuovo PC
Conclusioni
Questa mossa di Microsoft è un perfetto esempio di come le grandi tech companies sappiano trasformare un problema (milioni di utenti su un OS non più supportato) in un’opportunità di business (spingere verso i servizi cloud).
Windows 10 non muore nel 2025, ma il prezzo della sopravvivenza è la vostra indipendenza digitale. Come sempre, non esistono pasti gratis nel mondo della tecnologia.
E voi cosa ne pensate? Accetterete le condizioni di Microsoft o è arrivato il momento di considerare alternative? Fatemelo sapere nei commenti!




















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