Quel che gli ultimi mesi hanno certificato è che molti aspetti della vita quotidiana sono ormai indissolubilmente cambiati. Di conseguenza sta cambiando anche l’approccio degli investitori sui mercati e il loro rapporto con i servizi finanziari. Un mondo che si evolve di continuo e che è pronto ad entrare in una nuova fase della sua era.
INVESTIMENTI E DIGITALIZZAZIONE
L’industria del risparmio gestito registra, ormai da tempo, risultati negativi. In Italia, seppur il trend sia in conformità con quello europeo, si tiene meglio botta: il calo rispetto ai paesi considerati big è stato del 9,5, stando alle analisi di Tosetti Value. La realtà parla, al contrario, di un autentico boom degli investimenti digitali, che dovrebbe superare il muro dei 71 miliardi, secondo le più ottimistiche proiezioni, entro la fine dell’anno attualmente in corso. Per le piattaforme di investimento digital sono aumentate le percentuali di crescita, in alcuni casi anche del 200% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Non una novità, certamente, poiché la comodità delle tecnologie digitali è ormai nota da tempo. Ma la quarantena – che ha prodotto sì anche un effetto positivo – ha costretto autenticamente gli italiani a casa a ricorrere con maggior forza ai vantaggi dei servizi di nuova generazione. Anche in campi storicamente considerati più lenti, macchinosi e difficili per il cambiamento: trattasi dei servizi professionali, ma anche della consulenza e degli investimenti.
I VANTAGGI DEGLI INVESTIMENTI DIGITALI
Moneyfarm ha individuato cinque aspetti positivi degli investimenti digitali, emersi in particolare negli ultimi due mesi. Si tratta di piccoli dettagli che, come sovente avviene, fanno la differenza, tanto più in un contesto variegato come quello del mercato finanziario.
Il primo di questi aspetti positivi è il controllo totale degli investimenti.
Addio ai report trimestrali sull’andamento del proprio investimento, poiché il digitale consente il controllo rapido e preciso delle performance del proprio portafoglio in ogni momento. Ciò è un indubbio vantaggio, poiché consente di considerare le scelte messe in campo dal gestore. Per molti, questa, è una opzione irrinunciabile.
Subito dopo c’è la trasparenza. Che si traduce, nella sua interezza, in rendiconti, accountability, possibilità di fare domande. Quindi legata indissolubilmente al controllo totale: in questo modo il gestore è parte attiva, in tempo reale, delle dinamiche del suo investimento e del suo risparmio.
Ancora: contatto diretto con un consulente di fiducia e possibilità di sfruttare un approccio multichannel tramite app, chat, telefono e aggiornamenti live. Le aziende digitali, nate cioè in epoca post globalizzazione di Internet, per sopperire alla mancanza di rapporti faccia a faccia tra consulente e investitore, hanno così pensato di aprire nel tempo vari canali di comunicazione per i propri clienti. Ciò garantisce la possibilità di comunicazione, anche frequente, e di interazione con ogni mezzo: applicazioni, chat, email e newsletter, tramite cui fruire di aggiornamenti continui e appositamente costruiti per gli utenti.
Infine i costi, che risultano essere inferiori, come ogni contesto privo di eccessiva burocrazia. Questo si traduce in una serie di operazioni più efficienti con costi ammortizzati, ma comunque minori, per ogni cliente. Il rapporto di totale trasparenza favorisce strutture di costo più semplici, con meno variabili e costi accessori. La maggior parte di quanto speso da un investitore, circa il 70%, in genere va a remunerare la distribuzione. Quindi è evidente come un approccio digitale possa apportare una serie di benefici anche e soprattutto in questo senso.
Il futuro, in Italia, in Europa e nel mondo, appartiene al digitale, ormai è un fatto assodato. Ed è stato sfatato, finalmente, un altro tabù: quello che voleva, per un certo tipo di attività, la presenza fissa dell’apparato burocratico. Meno sforzi, più semplificazione. Sta davvero prendendo piede una nuova epoca. Con le tecnologie protagoniste, capaci di servire una serie di prodotti su larga scala. E con grande, grandissima qualità.




















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