Il 18 febbraio 2020. il rover Perseverance della NASA ha completato l’ammartaggio, superando con successo una serie di criticità. Ma Perseverance non è arrivato da solo su Marte, al suo interno infatti è alloggiato un altro robot.
Un piccolo drone a forma di elicottero, dalle dimensioni di una scatola di fazzoletti, e con un peso pesa solo 1,8 kg. Il suo nome è Ingenuity ed in grado di rimanere in volo per novanta secondi raggiungendo un’altezza di 4,5m
Il test per il volo su Marte
Ingenuity ha compiuto il primo volo a motore su un pianeta diverso dalla Terra e, si spera, possa essere un modello di base in grado di aprire la strada per la costruzione di velivoli volanti da utilizzare nelle missioni future su Marte.
E’stato progettato per volare nell’atmosfera marziana, che è pari circa all’1% di quella terrestre, usando due eliche coassiali controrotanti che ruotano a 3.000 giri al minuto.
L’alimentazione è garantita da batterie agli ioni di litio ricaricabili tramite celle fotovoltaiche. La sua missione è quella di compiere una serie di test di volo, allontanandosi di qualche centinaio di metri dal rover, e contestualmente scattare foto del suolo marziano.
Può sembrare banale, ma il fatto che Ingenuity possa volare su Marte sarà il primo vero test da superare, per molti motivi, tra cui l’atmosfera molto rarefatta, l’assenza di controlli umani (si orienta in base al sole e vola grazie a comandi pre-impostati), e i requisiti di alimentazione.
Insomma la missione Perseverance rappresenta una duplice scommessa con tante strade da aprire.
Il processore a bordo di Ingenuity è uno Snapdragon 801 che, “per assurdo”, ha una potenza di calcolo molto superiore a quella dei processori a bordo di Perseverance. Dopo aver ricevuto i comandi dalla Terra (attraverso il rover), l’elicottero volerà in autonomia seguendo una traiettoria prefissata e impostata nel software.
Linux su Ingenuity
Ma c’è un altro aspetto della missione di Ingenuity che gonfia d’orgoglio gli entusiasti sostenitori di Linux, il sisitema operativo Open Source che fa del pinguino il suo logo ed il suo cavallo di battaglia.
Il sistema operativo scelto dalla NASA per operare sul piccolo drone è Linux.
A confermare la presenza del pinguino su Ingenuity è stato l’ingegnere senior della NASA Tim Canham, che lavora per il Jet Propulsion Laboratory (JPL), in un’intervista con l’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE). Intervista che vi invito a leggere per intero se siete interessati all’argomento.
Ecco un passaggio della conferenza stampa
C’è qualcos’altro che puoi condividere con noi che gli ingegneri potrebbero trovare particolarmente interessante?
Questa è la prima volta che porteremo Linux su Marte. In realtà stiamo eseguendo un sistema operativo Linux, il framework software che stiamo utilizzando è quello che abbiamo sviluppato al JPL e l’abbiamo reso open source alcuni anni fa. Quindi, chiunque può usare il framework integrato in Ingenuity e usarlo per il proprio progetto. È una vittoria dell’open-source: stiamo usando un sistema operativo open-source e un software di volo open-source per far volare componenti commerciali che potete acquistare anche voi.
Per la prima volta quindi ci sarà quindi un Linux volante su Marte. Il framework è lo stesso utilizzato per i CubeSat. Si chiama F’ (F Prime) ed è disponibile su GitHub.
Il primo volo di Ingenuity è previsto in primavera, Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo al piccolo drone ed augurargli un buon volo !
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