Non è più una novità il fatto che il gioco sia un settore in costante crescita, non lo scopriamo di certo noi oggi. Tutte le statistiche descrivono il comparto come solido, in grado di generare decine di miliardi di euro l’anno di fatturato e di conseguenza di ingenti entrate per l’Erario. Le piccole, le medie e le grandi imprese che gestiscono questo tipo di intrattenimento, in Italia, collaborando con più di 60.000 punti vendita, tra bar, sale da gioco, agenzie di scommesse, casinò online, tabacchi ed altro ancora, hanno ottenuto risultati difficili da non analizzare. Certamente l’influenza del gioco online ha accelerato questo processo.
Per partire con l’analisi di numeri del gioco in Italia, può essere utile dare uno sguardo innanzitutto all’attualità e a quelle che sono le quote di mercato dei casinò online AAMS nei primi mesi del 2022. Come si nota dalla grafica, infatti, gli italiani hanno scelto determinati provider basandosi sul fatto che si tratta di portali certificati ADM e sulla qualità dei servizi offerti. Come si evince, dunque, regna un certo equilibrio.
Rispetto al 2019, in realtà, soprattutto nel 2020, il gioco legale in Italia ha subìto, rispetto all’anno precedente, una perdita di circa 22 miliardi di euro. I guadagni complessivi, infatti, girano intorno agli 88,4 miliardi. Ben 75,4 di questi 88, sono tornati nelle casse dei giocatori. Per questo motivo, la spesa ammonta a 13 miliardi, divisa tra Erario e i ricavi delle imprese. 7 miliardi sono stati destinati al primo, gli altri 6 alle seconde. Le vincite sono andate in negativo di circa 15 miliardi, così come i guadagni dell’Erario (-4,1 miliardi) e i ricavi delle imprese del settore (-2,3 miliardi). Anche le chiusure di circa 1.600 sale da gioco, avvenute nel 2020, hanno sicuramente influenzato questo trend, oltre ad aver spinto ancora di più il gioco illegale a fronte di quello legale. Sicuramente, il trend negativo non ha avuto nulla a che vedere con il gioco online. La differenza di raccolta di denaro rispetto al gioco fisico è evidente: il gioco a distanza ha raccolto ben 49,2 miliardi, mentre quello fisico, rispetto ai dati analizzati nel 2019, ha raccolto 39,1 miliardi, per una perdita di circa 35 miliardi. Allargando il raggio d’azione, calcolando il fatturato degli ultimi 3 anni rispetto a quello degli anni precedenti, vediamo che il tasso della spesa degli italiani nel gioco d’azzardo è aumentato del 3,5%. La spesa complessiva degli ultimi 3 anni, infatti, conta ben 110 miliardi. Le slot machine, tra tutte le attività ludiche, sono sicuramente quelle che da anni riscuotono maggior successo tra i giocatori. Infatti, la spesa complessiva degli italiani nell’ultimo triennio ammonta a 50 miliardi circa.
In passato, la volontà dello Stato in Italia era quella di diminuire il numero delle slot disponibili sull’intero territorio. Quelle presenti, in passato, erano circa 250mila. Nonostante questo, ad oggi vi sono ancora oltre 350mila slot attivate legalmente nel nostro paese. Di queste ultime, circa l’80% sono AWP, mentre il resto sono VLT. La regione che ne conta di più è certamente la Lombardia, che è anche la regione italiana nella quale si gioca maggiormente. Da sola, la regione lombarda conta circa 50mila slot. Al secondo e al terzo posto di questa speciale classifica si piazzano la Campania e il Lazio, con circa 40mila slot presenti sul loro territorio. La questione è totalmente diversa per quanto concerne la Valle D’Aosta, che, anche considerata la piccola porzione di territorio, ha a disposizione 850 macchinette.