Chatgpt diventa “su misura”: Openai risponde alle critiche con nuove opzioni di personalizzazione

L’intelligenza artificiale impara l’arte della conversazione personalizzata: arrivano i controlli emotivi per un chatbot più umano

L’intelligenza artificiale sta imparando non solo a rispondere, ma anche a farlo con il tono giusto. Openai ha annunciato un significativo aggiornamento per Chatgpt che segna un cambio di rotta importante: d’ora in avanti, gli utenti potranno regolare manualmente il carattere emotivo del chatbot, scegliendo quanto debba essere cordiale, entusiasta o formale nelle conversazioni.

La rivoluzione del tono: quando l’ia diventa troppo fredda

La decisione arriva in risposta a un’ondata di critiche che ha investito Openai all’inizio del 2025, dopo il lancio di Gpt-5.2. Gli utenti si sono trovati di fronte a un assistente virtuale trasformato: meno amichevole, più formale, in alcuni casi persino percepito come scortese. Un cambiamento drastico rispetto al predecessore, che era stato invece criticato per essere “troppo amichevole e adulatorio”.

Il problema? Nel tentativo di correggere l’eccessiva affabilità del modello precedente, Openai aveva creato un’ia che molti hanno descritto come “meno colloquiale, quasi fredda”. Una lezione importante su quanto sia delicato l’equilibrio nella comunicazione digitale, anche quando proviene da algoritmi sofisticati.

Personalizzazione al centro: come funzionano i nuovi controlli

Le nuove funzionalità sono accessibili direttamente dal menu “personalizzazione” sia nelle app mobili che sul sito web. Gli utenti possono ora calibrare parametri emotivi specifici, regolando quanto Chatgpt debba essere:

  • Cordiale: dal distaccato professionale al caloroso e accogliente
  • Entusiasta: da sobrio e misurato a energico e coinvolgente

Questi controlli si aggiungono alle opzioni già disponibili, come la scelta di uno stile di base che può variare da ‘schietto’ a ‘cinico’, permettendo una gamma ancora più ampia di personalizzazioni. L’obiettivo è chiaro: offrire un’esperienza conversazionale che si adatti alle preferenze individuali di ogni utente.

Oltre il tono: la sicurezza dei più giovani

L’aggiornamento non si limita alla personalizzazione emotiva. Openai ha colto l’occasione per rivedere le linee guida sul comportamento dell’ia, introdotte originariamente nel maggio 2024. La novità più significativa è l’introduzione della sezione ‘U18’, specificamente dedicata agli utenti minorenni.

Questa nuova direttiva punta a “mettere la sicurezza degli adolescenti al primo posto”, rappresentando un riconoscimento esplicito della responsabilità che accompagna tecnologie sempre più diffuse tra i giovani. Un passo importante in un’era in cui l’ia diventa parte integrante dell’educazione e della vita quotidiana delle nuove generazioni.

Il paradosso dell’ia conversazionale

Questa vicenda solleva interrogativi affascinanti sul futuro dell’interazione uomo-macchina. Se da un lato vogliamo assistenti virtuali efficienti e precisi, dall’altro desideriamo anche una connessione emotiva, un’esperienza che sembri “umana”. Il fatto che Openai abbia dovuto fare marcia indietro e offrire controlli granulari dimostra quanto sia complesso trovare il giusto equilibrio.

Come riportato da Engadget, questa mossa rappresenta un chiaro tentativo di risolvere il malcontento degli utenti, ma evidenzia anche una verità più profonda: non esiste un tono “giusto” universale per l’ia. Ciò che funziona per un utente può risultare irritante per un altro. La personalizzazione, quindi, non è solo una feature in più, ma diventa una necessità fondamentale. Fonte

Verso un futuro sempre più personalizzato

L’introduzione di questi controlli emotivi segna probabilmente solo l’inizio di una tendenza più ampia. Con l’intelligenza artificiale che diventa sempre più pervasiva nelle nostre vite quotidiane – dal customer service all’assistenza educativa, dalla produttività personale all’intrattenimento – la capacità di “addomesticare” il tono e il carattere di questi assistenti virtuali diventerà sempre più importante.

Openai sembra aver compreso la lezione: l’ia del futuro non sarà solo intelligente, ma anche emotivamente intelligente, capace di adattarsi non solo a cosa diciamo, ma anche a come preferiamo sentircelo dire. Un passo avanti verso un’intelligenza artificiale davvero al servizio dell’esperienza umana, in tutte le sue sfumature e preferenze individuali.


Fonte: Ansa

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Published by
Massimo Uccelli