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e-Sports: il successo globale dei MOBA. Il sogno adesso è Parigi 2024

In Italia sono arrivati negli anni 80 e c’è chi giura che arriveranno anche alle Olimpiadi.

Forse non è un’utopia pensare che dal 2024, precisamente dai Giochi Olimpici di Parigi, anche i videogames possano entrare nella rassegna di discipline sportive più famosa della storia. Sotto l’etichetta di e-Sport, infatti, ci ricadano tutti quei videogiochi a livello competitivo organizzato e professionistico, in multigiocatore, di cui sono organizzati campionati e tornei, sia dal vivo che online.

Tra i generi più comuni ci sono gli strategici in tempo reale (noti con la sigla RTS), poi gli sparatutto in prima persona (FPS), i Massively Multiplayer Online (MMO), i giochi di guida e infine i MOBA, il settore più famoso e con più utenti.

Moba è l’acronimo di Multiplayer Online Battle Arena e sono una tipologia di giochi caratterizzati da due elementi fondamentali: la strategia e l’abilità. Le modalità di gioco sono relativamente semplici: i giocatori sono divisi in due squadre e il loro obiettivo è quello di distruggere la base nemica. Dopo aver selezionato i propri personaggi, i giocatori dovranno guadagnare esperienza e quindi ottenere livelli sempre più alti, aumentando le statistiche dei propri campioni (come la capacità offensiva o la resistenza agli attacchi). Tra i personaggi da scegliere c’è veramente tanta scelta: da quelli che colpiscono a distanza a quelli abili nel corpo a corpo, oppure maghi, supporti che creano protezioni, tank. Un mondo dinamico e accattivante che fanno dei MOBA un vero successo.

Tra i più famosi ci sono League of Legends e Dota2. I numeri del primo, noto anche con la sua sigla LoL, sono da capogiro: annunciato nel 2009, nel 2011 ha fatto registrare 70 milioni di registrazioni e 12 milioni di giocatori al giorno, diventati 27 milioni appena tre anni più tardi. Dota2 invece è stato distribuito nel 2012 sulla piattaforma Valve. Sviluppato utilizzando il motore grafico di Source Engine, ha come obiettivo principale di ciascuna squadra quello di distruggere la fortezza degli avversari, con ogni giocatore che controlla un eroe.

In Italia il mondo degli e-Sports inizia negli anni 80, precisamente nel 1984, quando a Milano viene costituita l’AIVA, l’Associazione Italiana Video Atletica (di cui è presidente onorario Renzo Arbore), con l’intento di regolamentare e dare autorevolezza alle gare degli appassionati italiani. Da quel momento il settore è cresciuto in maniera esponenziale fino a quando, nel 2014, si è deciso di fondare Giochi Elettronici Competitivi, ente di ASI riconosciuto anche dal Coni, che si occupa della regolamentazione degli sport elettronici.

Insomma, il mondo degli sport sta cambiando e dobbiamo abituarci all’idea che presto potremmo stare davanti al televisore a guardare una partita di calcio, giocata però da due appassionati di playstation. “Penso sia inevitabile – ha detto Bracken Darrel, CEO di Logitech – gli e-Sports saranno la disciplina più grande al mondo”. Intanto però dal Comitato Olimpico Tedesco è arrivata una bocciatura: questa categoria non può essere considerata un’attività sportiva, ma un semplice e-Gaming. La disputa, siamo sicuri, non finirà qui.

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Published by
Massimo Uccelli