Giovanni Pio Gravina spiega l’importanza dell’attention nel marketing

Non vi è dubbio alcuno che stiamo vivendo un’epoca satura di informazioni di qualsiasi tipo e, conseguentemente, la lotta per catturare l’attenzione dei consumatori è sempre più intensa. Nell’ambito più specifico del marketing quando si parla di attention (attenzione) si fa appunto riferimento alla capacità di catturare e ovviamente mantenere l’attenzione degli utenti verso un particolare messaggio, un prodotto, un brand.

L’attention è una risorsa considerata particolarmente preziosa dagli analisti e può essere davvero interessante scoprire perché questo parametro è così cruciale nel marketing. Lo abbiamo chiesto a uno dei massimi esperti del settore, Gianpio Gravina, noto consulente MarTech.

L’attention è una vera e propria “valuta”

La rivoluzione “Internet” ha apportato enormi cambiamenti nelle modalità in cui le persone usufruiscono dei vari contenuti. Considerando la mole enorme di informazioni alla quale gli utenti possono avere facilmente accesso, l’attenzione del consumatore è ormai considerata una vera e propria “valuta” spiega Gravina.

È un dato di fatto: ormai le aziende non sono soltanto più in competizione con i loro diretti concorrenti, ma addirittura con qualsiasi tipologia di contenuto online, siano questi post sui social media, video virali, articoli e via discorrendo. Per un’azienda, in quadro così complesso, la sfida è quella di riuscire a catturare l’attenzione dei consumatori rapidamente, in modo efficace e, possibilmente, per lungo tempo.

L’attention è tutta uguale?

L’attention è tutta uguale? No, risponde Gravina. A volte si tende a confondere la quantità con la qualità e questo è sicuramente un grave errore. Ottenere un clic o una visualizzazione può sembrare un grande successo e se è innegabile che ciò è importante, si deve anche riflettere sul fatto che quello che conta davvero è la “qualità” dell’attenzione. Facciamo un esempio banalissimo: il caso del clic su un annuncio e l’abbandono della pagina dopo pochi secondi va considerata alla stregua di un insuccesso. Totalmente diverso è il caso dell’utente che non solo clicca sull’annuncio, ma magari legge l’intero contenuto, condivide l’informazione e procede con l’acquisto. In altri termini: è importante attirare l’attenzione, ma quello che è davvero fondamentale è coinvolgere significativamente l’utente creando contenuti che siano interessanti, rilevanti e utili, anche se non è sempre detto che vi sia la finalizzazione dell’acquisto.

Attention: quali strategie per catturarla?

Esistono strategie valide per catturare l’attention? Ovviamente sì. Per quanto possa sembrare scontato, la cosa più importante rimane quella di creare contenuti di valore. In un mercato sempre più concorrenziale e sempre più affollato è fondamentale fornire contenuti accattivanti e interessanti che rispondano in toto alle esigenze e agli interessi dei consumatori, che si tratti di articoli, di tutorial, di contenuti multimediali o altro.

Risulta cruciale anche la personalizzazione. Offrire un’esperienza personalizzata fa sì che un prodotto o un brand rimangano ben impressi nella mente degli utenti. Utilizzando le tecniche di big data analytics, le aziende possono creare messaggi su misura per segmenti specifici della loro utenza.

Infine, conclude Giovanni Pio Gravina, si deve tenere conto che viviamo in un’epoca visuale. È lapalissiano che immagini, video e in genere i contenuti multimediali riescano a catturare l’attenzione più di quanto potrebbe fare un testo scritto. In altri termini: utilizzare un video accattivante può essere ciò che fa la differenza tra un contenuto che viene ignorato e uno che viene “consumato” e condiviso.

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Redazione