Il primo video virale della storia

Il primo video virale della storia

Se navighi su internet o sui social network, ti sarai senz’altro accorto che ci sono dei video che ottengono tantissime visualizzazioni. Questo genere di video viene definito “virale”, proprio per la velocità con cui esso si diffonde e viene visto da una incredibile quantità di persone.

Ma quando è iniziata questa diffusione? quale è stato il primo video virale mai girato?

Sono sicurissimo la scena che vedi qua sotto non ti è nuova, di sicuro l’hai già vista, sotto forma di video, meme o gif animata. Questo breve filmato continua ad ottenere un grandissimo successo in rete.

Un uomo è seduto alla sua scrivania, in un ufficio tipico della fine Anni ’80 e inizio Anni ’90, con gli enormi monitor a tubo catodico.

Qualcosa, però, sembra non funzionare e allora l’uomo colpisce con forza la tastiera, e poi decide di impugnarla e scagliarla contro il monitor. Nel frattempo, il vicino si affaccia dalla parete per verificare cosa stia accadendo, preoccupato per la sua incolumità.

badday.mpg – Il primo video virale della storia

Il nome di quel video è “badday.mpg“, ed è ormai ufficialmente riconosciuto come il primo video virale della storia di Internet. La sua diffusione è avvenuta tramite la posta elettronica, arrivando a intasare server e rendendo inutilizzabili alcuni dei primi servizi e-mail.

La tesi della cospirazione

Parte del successo del video è da attribuire a Benoit Rigaut, sviluppatore web con un passato al CERN. Quando, nel 1998 Rigaut riceve il video da un suo collega via mail, egli decide di caricarlo sui server del CERN (il nodo Internet più grande in Europa, a quel tempo), creando anche un sito web per poter diffondere il video più velocemente tra i suoi contatti.

Rivedendo molte volte il filmato però egli nota alcuni particolari un po’ sospetti. Prima di tutto, lo schermo era spento e scollegato dal PC e dalla presa elettrica.

L’uomo alla scrivania, poi, sembra scambiarsi un’occhiata di complicità con il collega “preoccupato” e, mentre si dirige verso il corridoio, egli guarda anche alla telecamera di sicurezza. Insomma, tutto sembra far pensare che il filmato non sia “genuino” e che i protagonisti del breve video seguano un copione ben preciso.

Sul sito dedicato al video, Rigaut rilancia immediatamente la sua tesi del complotto, con tanto di fermo immagine (sebbene sgranato) e ingrandimenti utili a supportare la sua tesi.

Ecco la vera storia

In effetti Rigaut non andò poi così lontano dalla verità. Quello che a un primo sguardo sembrava essere un video “spontaneo”, altro non è che uno dei primi esempi di spot web.

Tutto nacque sul finire degli Anni ’90 all’interno degli uffici della Loronix, azienda hi-tech di base in Colorado, che in quel periodo era impegnata nello sviluppo di un sistema di registrazione e telecontrollo per videocamere di sicurezza, dedicato a uffici e piccole aziende.

Il CEO dell’azienda Peter Jankowski ebbe l’idea di girare un video di “prova”, da inviare a possibili acquirenti sparsi in tutti gli Stati Uniti.

Per realizzarlo coinvolse uno dei suoi dipendenti storici, Vinny Licciardi, il quale ebbe l’idea geniale di impersonare il tipico “dipendente frustrato” che distrugge monitor e PC (in realtà né lo schermo né le varie periferiche erano funzionanti). La scena non richiese moltissimo tempo per essere girata, dal momento che il video dura solo 26 secondi. Come sottolinea Jankowski, però, c’è stato bisogno di un secondo ciak: nel corso del primo, sia Licciardi che il collega scoppiarono fragorosamente a ridere.

Il video venne poi inviato via CD a varie aziende e negli Stati Uniti. A quel punto la strada per la viralità era praticamente spianata.

Precursore dei tempi

Non appena diviene più semplice condividere video online, altri utenti realizzano le proprie versioni di “badday”, facendosi riprendere intenti a distruggere computer e altri oggetti all’interno degli uffici.

Senza poterlo minimamente immaginare, Vinny Licciardi e il suo capo, con un solo video, fissarono un incredibile primato.

Nel video tra l’altro sono presenti tutti gli elementi caratterizzanti dei video virali odierni: l’estetica da telecamera di sicurezza; durata inferiore ai 30 secondi; lo “sclero” (passatemi il termine) e la conseguente distruzione di un oggetto.

Se a questo si aggiunge poi l’ombra lunga delle tesi complottiste, tanto in voga anche ai nostri giorni, ecco la ricetta esplosiva per “il primo video virale della storia”.

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Digitalizzatore "Socio-simpatico" e consulente informatico. Da qualche anno ho iniziato ad occuparmi di Marketing Digitale (leadweb.it). Uno dei miei interessi è la Storia della Tecnologia, ed in particolare dell'informatica, argomento sul quale ho scritto 2 libri. Sono convinto che conoscere le incredibili storie che stanno alla base dell'avvento dei computer e le vicende dei loro creatori possano essere di aiuto alla crescita della consapevolezza nell'utilizzo di tutti gli strumenti.
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