Il ritardo dell’AI di Apple: l’acquisizione di Perplexity come strategia di recupero

La crisi dell’intelligenza artificiale a Cupertino

Apple si trova in una posizione inedita nella sua storia recente: per la prima volta da decenni, l’azienda di Cupertino insegue la concorrenza invece di guidarla. Nel panorama dell’intelligenza artificiale, mentre Google e OpenAI dominano il mercato con prodotti maturi e performanti, Apple fatica a tenere il passo con il suo Apple Intelligence, promesso ma mai davvero decollato.

La situazione è particolarmente grave in Europa e Italia, dove gli utenti attendono ancora l’arrivo delle funzionalità AI promesse. Siri, l’assistente vocale che doveva essere rivoluzionato dall’intelligenza artificiale, è ora previsto per la primavera del 2026 – un ritardo che evidenzia le difficoltà tecniche e strategiche che Apple sta affrontando.

I ritardi europei: tra regolamentazione e strategia

Il caso europeo è emblematico delle sfide che Apple deve affrontare. Apple Intelligence non è ancora disponibile in Italia e nel resto dell’Unione Europea, ufficialmente a causa delle “incertezze normative” legate al Digital Markets Act (DMA).

Tuttavia, molti analisti ritengono che le regolamentazioni europee siano solo una comoda scusa per nascondere ritardi più profondi nello sviluppo tecnologico. Mentre Apple promette l’arrivo di Apple Intelligence in Europa per aprile 2025, le funzionalità più avanzate di Siri sono state posticipate indefinitamente.

L’opzione Perplexity: un’acquisizione da 14 miliardi di dollari

Di fronte a questi ritardi, Apple sta seriamente considerando l’acquisizione di Perplexity AI per circa 14 miliardi di dollari, che rappresenterebbe la più grande acquisizione nella storia dell’azienda.

Perché Perplexity?

Perplexity AI offre diversi vantaggi strategici:

  • Tecnologia matura: A differenza dei progetti interni di Apple, Perplexity dispone già di un motore di ricerca AI funzionante e apprezzato dagli utenti
  • Talenti specializzati: L’acquisizione porterebbe in Apple un team di esperti in AI che potrebbero accelerare lo sviluppo interno
  • Alternativa a Google: Con la partnership Google-Apple sotto minaccia antitrust (vale 20 miliardi di dollari annui), Perplexity potrebbe diventare il nuovo motore di ricerca predefinito

Gli scenari dell’acquisizione

Scenario 1: acquisizione completa (14 miliardi)

  • Pro: Controllo totale della tecnologia, integrazione profonda con l’ecosistema Apple, acquisizione di talenti chiave
  • Contro: Costo elevato, rischi antitrust, possibili resistenze degli azionisti data la valutazione premium

Scenario 2: partnership strategica

  • Pro: Costi contenuti, implementazione rapida in Safari e Siri
  • Contro: Mancanza di controllo strategico, dipendenza da un partner esterno

Scenario 3: status quo

  • Pro: Preservazione del cash, sviluppo interno controllato
  • Contro: Ulteriori ritardi competitivi, perdita di market share nell’AI

Le implicazioni finanziarie

Con 256 miliardi di dollari in riserve di cassa al Q1 2025, Apple può certamente permettersi l’acquisizione. Tuttavia, il prezzo di 14 miliardi rappresenta un multiplo significativo rispetto alla valutazione di Perplexity di inizio 2024 (520 milioni di dollari), evidenziando l’urgenza strategica di Apple.

La competizione si intensifica

La situazione è complicata dal fatto che anche Meta ha mostrato interesse per Perplexity, pur non riuscendo a concludere un accordo. Inoltre, Samsung sta per annunciare una partnership strategica con Perplexity, il che metterebbe Apple in una posizione ancora più svantaggiosa nel mercato degli smartphone.

Il confronto con i competitor

Google: Domina con Gemini integrato profondamente in Android e nei servizi web
OpenAI: Leader tecnologico con ChatGPT, già partner di Apple ma potenziale concorrente
Meta: Investimenti massicci in AI con acquisizioni strategiche come Scale AI (14,3 miliardi)

I rischi e le opportunità

Rischi dell’acquisizione

  • Rischi antitrust: Un’acquisizione da 14 miliardi potrebbe attirare l’attenzione dei regolatori
  • Integrazione tecnologica: Fondere la tecnologia Perplexity con l’ecosistema Apple richiederà tempo
  • Cultura aziendale: L’integrazione di team e culture diverse è sempre complessa

Opportunità strategiche

  • Recupero competitivo: Possibilità di colmare rapidamente il gap tecnologico
  • Indipendenza da Google: Riduzione della dipendenza strategica dal rivale
  • Nuove revenue: Potenziali nuovi flussi di ricavi dai servizi AI

Conclusioni: una mossa necessaria?

L’eventuale acquisizione di Perplexity rappresenta più di una semplice operazione di M&A: è il riconoscimento implicito che la strategia AI di Apple ha fallito nei tempi e negli obiettivi. Con Siri rinviato al 2026 e Apple Intelligence ancora limitato geograficamente e funzionalmente, l’azienda si trova nella posizione inedita di dover “comprare” l’innovazione invece di svilupparla internamente.

Tuttavia, questa potrebbe essere la mossa giusta al momento giusto. In un mercato dove la velocità di innovazione nell’AI è cruciale, 14 miliardi potrebbero essere un prezzo ragionevole per recuperare due anni di ritardo competitivo.

La domanda non è se Apple dovrebbe fare questa acquisizione, ma se può permettersi di non farla. Con la concorrenza che avanza rapidamente e gli utenti sempre più esigenti riguardo alle funzionalità AI, il tempo per Apple potrebbe essere scaduto per una strategia di sviluppo puramente interna.

Il 2025 potrebbe essere l’anno in cui Apple dovrà scegliere tra l’orgoglio dell’innovazione interna e la necessità strategica di rimanere competitiva nell’era dell’intelligenza artificiale.

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Redazione