IRIS²: l’Europa costruisce la sua autonomia digitale nello spazio

Mentre le costellazioni satellitari di Starlink e Kuiper solcano già i cieli offrendo connettività globale, l’Unione Europea ha avviato la sua risposta strategica. Si chiama IRIS² (Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite) ed è il terzo programma spaziale di punta del continente, dopo Galileo e Copernicus. Non si tratta semplicemente di replicare quanto già esistente, ma di costruire un’infrastruttura sovrana che risponda alle esigenze di sicurezza, resilienza e autonomia digitale dell’Europa.

Il 16 dicembre 2024, a Bruxelles, la Commissione Europea ha firmato il contratto di concessione con il consorzio SpaceRISE, segnando l’avvio concreto del progetto. Un momento cruciale per l’ambizione spaziale europea, che si prepara a investire 10,6 miliardi di euro in dodici anni per mettere in orbita circa 290 satelliti. La cifra è imponente: 6 miliardi provenienti dalle casse dell’Unione (con 2,4 miliardi già stanziati nel quadro finanziario 2021-2027), 550 milioni dall’Agenzia Spaziale Europea e oltre 4 miliardi dal settore privato.

Una costellazione multi-orbita per prestazioni superiori

La peculiarità di IRIS² risiede nella sua architettura multi-orbitale. A differenza delle megacostellazioni che posizionano migliaia di satelliti tutti nella stessa orbita bassa, il progetto europeo distribuirà 264 satelliti nell’orbita terrestre bassa (LEO, a 1.200 km di altitudine) e 18 satelliti nell’orbita terrestre media (MEO, a 8.000 km). Questa soluzione consente di ottenere comunicazioni a bassa latenza con prestazioni paragonabili alle reti terrestri, utilizzando però un numero significativamente inferiore di satelliti rispetto a concorrenti come Starlink, che ne ha già più di 8.400 in orbita.

L’approccio multi-orbita combina i vantaggi delle diverse altitudini: la LEO garantisce connessioni veloci e latenza minima, mentre la MEO offre copertura più ampia e stabilità. Un ulteriore strato di satelliti LEO verrà sviluppato per fornire servizi aggiuntivi, creando un sistema ridondante e resiliente.

Sicurezza e sovranità al centro

IRIS² non è solo connettività. È innanzitutto uno strumento di sicurezza nazionale e autonomia strategica. Il sistema sarà integrato con il programma GovSatCom dell’UE per fornire comunicazioni sicure e crittografate ai governi, alle agenzie di sicurezza e alle forze armate degli Stati membri. La costellazione incorporerà crittografia quantistica e tecnologie all’avanguardia per proteggere le comunicazioni da minacce cyber e attacchi ibridi, sempre più frequenti nel panorama geopolitico attuale.

Le applicazioni governative spaziano dalla sorveglianza dei confini e delle aree marittime alla gestione delle crisi e degli aiuti umanitari, dalla protezione delle infrastrutture critiche (come le ambasciate dell’UE) alle operazioni di difesa e sicurezza. In un mondo dove le comunicazioni satellitari rappresentano un asset strategico, avere un’infrastruttura europea autonoma significa non dipendere da attori extraeuropei per funzioni vitali dello Stato.

Servizi commerciali per cittadini e imprese

Accanto alla missione governativa, IRIS² offrirà anche servizi commerciali per il mercato privato. Internet satellitare ad alta velocità per le aree rurali e remote, eliminando le zone morte di connettività in Europa e in Africa grazie alle orbite Nord-Sud della costellazione. I settori dei trasporti (marittimo, ferroviario, aereo e automotive), la gestione intelligente delle reti energetiche, il banking, le attività industriali offshore, la telemedicina remota e i servizi cloud beneficeranno della nuova infrastruttura.

L’obiettivo è ridurre il divario digitale all’interno dell’Unione, garantendo connettività anche nelle zone più periferiche, e offrire alle imprese europee un’alternativa competitiva ai provider extraeuropei.

Il consorzio SpaceRISE: un’alleanza pubblico-privata

Il contratto di concessione è stato assegnato al consorzio SpaceRISE, guidato da tre grandi operatori satellitari europei: SES (Lussemburgo), Eutelsat (Francia) e Hispasat (Spagna). Accanto a loro, un ecosistema di subappaltatori che rappresenta l’eccellenza dell’industria spaziale continentale: Thales Alenia Space, Airbus Defence and Space, OHB, Telespazio, oltre a operatori di telecomunicazioni come Deutsche Telekom e Orange. Piccole e medie imprese del settore “New Space” saranno coinvolte per apportare innovazione e soluzioni disruptive.

L’Agenzia Spaziale Europea svolge un ruolo chiave di supervisione tecnica, monitorando le attività di sviluppo e validazione grazie alla sua esperienza decennale nella gestione di programmi complessi. La collaborazione pubblico-privato mira a ottimizzare i costi, condividere i rischi e stimolare l’innovazione, creando un modello di partnership che potrebbe fare scuola per futuri progetti europei.

I centri di controllo: Italia protagonista

Nel percorso di sviluppo, sono stati identificati i centri di controllo della costellazione. Tre hub strategici gestiranno le operazioni: Tolosa in Francia, il Fucino in Italia e Bettembourg in Lussemburgo. La scelta del centro del Fucino, già sede di una delle più importanti stazioni di telecomunicazioni satellitari d’Europa, conferma il ruolo di primo piano dell’Italia nel progetto e nell’industria spaziale continentale.

Il lancio: razzi europei per satelliti europei

I satelliti IRIS² saranno lanciati esclusivamente da vettori europei, promuovendo l’indipendenza dell’accesso allo spazio. Il primo lancio è previsto per il 2029, con l’obiettivo di avere il sistema pienamente operativo entro il 2030. Inizialmente, nelle more del completamento della costellazione, i servizi governativi saranno forniti attraverso capacità satellitari esistenti degli Stati membri, coordinate tramite il programma GovSatCom già dal 2025.

La sfida del ritardo competitivo

Se da un lato IRIS² rappresenta un salto qualitativo nell’ambizione spaziale europea, dall’altro emerge il problema del ritardo accumulato. Starlink è operativa dal 2019 e conta già oltre 8.400 satelliti, offrendo connettività in gran parte del mondo, compresa l’intera Europa. La costellazione cinese Guowang prevede addirittura 13.000 satelliti. IRIS² diventerà pienamente operativa nel 2030, con una costellazione più piccola e tecnologie che rischiano di essere già superate alla data di lancio.

Durante il 2024, mentre l’Europa negoziava i contratti, SpaceX ha lanciato 300 satelliti Starlink modificati per il servizio Direct to Cell, che permetterà di connettere direttamente gli smartphone ai satelliti senza bisogno di antenne dedicate. L’esempio del lanciatore Ariane 6, nuovo ma già tecnologicamente datato rispetto ai vettori riutilizzabili della concorrenza, rappresenta un monito: il settore spaziale evolve a velocità vertiginosa e i lunghi tempi della burocrazia europea potrebbero trasformarsi in un handicap.

Tecnologie all’avanguardia e compatibilità 5G

Per compensare il ritardo temporale, IRIS² punta sull’eccellenza tecnologica. Il sistema sarà compatibile con gli standard 5G e le loro evoluzioni future, integrando tecnologie crittografiche e di cybersecurity di livello governativo attraverso un approccio “secure-by-design”. La ridondanza multi-orbitale e l’architettura resiliente garantiranno continuità di servizio anche in caso di guasti o attacchi a singoli satelliti.

Payload dedicati a bordo dei satelliti permetteranno inoltre di ampliare le capacità e i servizi di altri programmi spaziali europei, creando sinergie con Galileo (navigazione) e Copernicus (osservazione della Terra). L’integrazione tra i tre programmi faro dell’UE potrebbe generare applicazioni innovative che nessun sistema isolato potrebbe offrire.

Un investimento per l’autonomia strategica

Al di là degli aspetti tecnici ed economici, IRIS² rappresenta una scelta politica precisa. In un contesto geopolitico sempre più frammentato, dove le tecnologie digitali e spaziali sono strumenti di potere e influenza, l’Europa ha deciso di non dipendere da fornitori esterni per le sue comunicazioni strategiche. Come dichiarato da Timo Pesonen, Direttore Generale della Commissione Europea per la difesa, l’industria e lo spazio: “La Commissione ha soddisfatto la necessità imperativa dell’Unione di una capacità di connettività autonoma e sicura. IRIS² è alla base della nostra autonomia strategica e capacità di difesa”.

Josef Aschbacher, Direttore Generale dell’ESA, ha sottolineato come “in un mondo geopolitico sempre più complesso, garantire comunicazioni governative resilienti, sicure e veloci è essenziale”. La fiducia riposta nell’Agenzia Spaziale Europea per supervisionare lo sviluppo conferma l’esperienza dell’organizzazione nella realizzazione di programmi complessi di respiro continentale.

Occupazione e competitività industriale

Oltre alla dimensione strategica, IRIS² avrà ricadute significative sull’industria europea. Il progetto creerà migliaia di posti di lavoro qualificati nel settore aerospaziale, stimolerà l’innovazione tecnologica e attirerà talenti verso un comparto cruciale per la competitività futura del continente. Le piccole e medie imprese del New Space avranno opportunità di crescita e accesso a un mercato che, fino a pochi anni fa, era dominio esclusivo dei grandi contractor.

La partnership pubblico-privato favorisce inoltre lo sviluppo di nuovi modelli di business e l’emergere di un ecosistema imprenditoriale dinamico, capace di competere a livello globale non solo nei lanci e nella manifattura satellitare, ma anche nei servizi a valle e nelle applicazioni innovative.

Verso il 2030: una scommessa necessaria

IRIS² è una scommessa ambiziosa e necessaria. Ambiziosa perché richiede coordinamento tra Stati membri, investimenti massicci e accelerazione nei tempi di sviluppo. Necessaria perché senza un’infrastruttura spaziale autonoma, l’Europa rischia di restare dipendente da potenze extraeuropee per funzioni vitali della sua sicurezza e della sua economia digitale.

Il successo dipenderà dalla capacità di mantenere il cronoprogramma, di integrare tecnologie all’avanguardia e di creare un mercato commerciale sostenibile che affianchi i servizi governativi. Ma dipenderà anche dalla volontà politica di sostenere il progetto nel lungo periodo, garantendo i finanziamenti oltre il 2027 e resistendo alle tentazioni di soluzioni più rapide ma strategicamente rischiose.

Mentre i primi satelliti si preparano al lancio, l’Europa guarda al cielo con una consapevolezza nuova: lo spazio non è solo frontiera scientifica, ma campo di battaglia per l’autonomia e la sovranità digitale del ventunesimo secolo. E in questa partita, IRIS² rappresenta la risposta del continente.

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