La nostra seconda luna ci sta lasciando

La nostra seconda luna ci sta lasciando

Lo so, eravamo tutti ben consapevoli che la nostra terra avesse una sola luna. E di fatto è ancora cosi, o meglio lo sarà tra qualche giorno. Si, perché, in questo ultimo periodo, un altro satellite stava orbitando attorno alla terra.

Si tratta di una mini-luna, un oggetto rimasto fino ad ora segreto e nascosto. E ‘invisibile a occhio nudo e troppo piccola per avere effetti sulla Terra, come per esempio le maree. Ma è lì, in orbita attorno al nostro pianeta.

La scoperta

A scoprirla è stata una coppia di astronomi, Kacper Wierzchos e Teddy Pruyne del Catalina Sky Survey, durante alcune osservazioni notturne svolte per la caccia agli asteroidi in avvicinamento, potenzialmente pericolosi, il 17 settembre 2020 grazie al telescopio Pan-Starrs 1, è stato inizialmente identificato come un asteroide di 4-12 metri di diametro, classificata come “magnitudine 20”.

“Non sembrava essere diversa dagli altri asteroidi vicini alla Terra che scopriamo”, tranne per il fatto che si trovava in orbita attorno alla Terra anziché al sole”.

Ha spiegato Wierzchos al New York Times. Il Primo incontro ravvicinato con questo oggetto, a cui è stato il dato il nome “2020SO” è avvenuto martedì 1 dicembre 2020, alle 9:47 ora italiana è passato vicino al nostro pianeta senza comportare rischi, alla distanza di circa 50.000 chilometri, pari al 13% della distanza che separa Terra e Luna. I telescopi di mezzo mondo hanno seguito il passaggio di questo strano visitatore, invisibile a occhio nudo.

Il suo ingresso dopo l’eclissi

Come una grande stella del cinema, questa “mini luna” ha fatto un entrata spettacolare nell’orbita terrestre. Il suo passaggio del dicembre 2020, è avvenuto infatti subito dopo l’eclissi di penombra con cui la Terra ha debolmente offuscato l’83% del disco lunare.

Un magnifico spettacolo, culminato quando in Italia erano le 10:44, è durato 4 ore e 21 minuti, risultando visibile da Asia, Australia e America, e che a annunciato l’arrivo della luna.

In orbita da tre anni

Dopo alcuni giorni dalle prime osservazioni, dove la misteriosa Luna appariva ai telescopi sotto forma di pochissimi pixel di luce che si muovevano rapidamente, è partita la caccia di astronomi professionisti e dilettanti.

L’orbita della cometa 2020 SO

Una volta riusciti a calcolarne l’orbita, si è compreso, con grande sorpresa che l’oggetto misterioso, pur non essendo mai stato osservato prima, non è affatto un nuovo arrivato. Secondo i dati, infatti, si tratta di un oggetto che è rimasto agganciato all’orbita terrestre negli ultimi tre anni, e che proprio in questi giorni si appresta a dire addio alla terra svincolandosi dalla sua gravità.

Le caratteristiche delle mini-lune

Le mini-lune, come spiegano anche gli esperti, hanno un destino praticamente già scritto. Si tratta infatti di oggetto che in rare circostanze vengono catturati dalla gravità terrestre e che rimangono nell’orbita terrestre solamente per un determinato periodo di tempo, prima di rituffarsi nello spazio o di bruciare dopo il contatto con l’atmosfera del pianeta.

Anche in questo caso la storia si sta ripetendo, ed è una fortuna averla scoperta e potuta osservare.

Di cosa si tratta?

Inizialmente gli astronomi avevano ipotizzato che si trattasse di un piccolo asteroide. Ma i successivi rilievi hanno portato a pensare che invece 2020 non sia un asteroide ma un oggetto artificiale: questo a causa di alcune caratteristiche nel suo moto, ad esempio la bassa velocità rispetto alla Terra.

Per capire meglio la natura dell’oggetto, gli astronomi del Pan-Starrs1 insieme ad altri gruppi in tutto il mondo hanno svolto ulteriori osservazioni e attraverso una misurazione indiretta hanno scoperto che il rapporto fra la massa e la superficie di 2020 SO è molto basso e ciò indica che probabilmente si tratta di un corpo cavo più che di un oggetto denso e compatto.

Dati questi ultimi dati, gli scienziati sono propensi a pensare, (come spiega la Nasa), che si tratti di uno stadio del razzo Atlas-Centaur, utilizzato nel settembre 1966 per spedire la sonda lunare Surveyor 2 (che poi fallì l’atterraggio e si schiantò sulla Luna).

Un relitto che racconta una storia

Il razzo raggiunse un’elevata velocità, vicina a quella di fuga dal campo gravitazionale terrestre, che era necessaria per portare il carico nello spazio a distanza sufficiente dalla Terra. A causa di velocità così alte questo e altri frammenti di razzi sono rimasti nel Sistema solare.

Studiando la traiettoria e propagandola indietro nel tempo, come spiega l’Istituto nazionale di astrofisica, risulta che l’oggetto si trovava nei pressi della Terra nel 1966.

Una conferma di quest’ipotesi è arrivata poi all’inizio di dicembre 2020 dalle osservazioni di due gruppi di astronomi, secondo cui la luce solare riflessa da 2020 SO è compatibile con quella che ci si può aspettare dalla superficie metallica di un razzo non giovanissimo, che è stato 54 anni nello spazio.

Il progetto Catalina Sky Survey

Il Catalina Sky Survey (CSS), di cui fanno parte gli astronomi che hanno individuato la seconda luna, è un progetto di ricerca finanziato dalla Nasa e coordinato dagli esperti dell’università dell’Arizona, oltre che dal Lunar and Planetary Laboratory.

L’obiettivo dei telescopi del CSS è quello di cercare di scovare oggetti celesti, tra cui comete e asteroidi, che possono incrociare la loro orbita con quella della Terra.

“La nostra missione è interamente dedicata alla scoperta e al tracciamento di oggetti vicini alla Terra (NEO) nel tentativo di catalogare almeno il 90% della popolazione stimata di tali oggetti”

Si legge sul sito del CSS, tra cui asteroidi potenzialmente pericolosi che in futuro potrebbero precipitare sul nostro pianeta.

Gli astronomi si servono di tre telescopi: uno di 1,5 metri situato sulla cima del Monte Lemmon in Arizona, uno di 68 cm ubicato nei pressi del Monte Bigelow, sempre in Arizona e uno di 0,5 metri che si trova presso il Siding Spring Observatory in Australia.  

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Digitalizzatore "Socio-simpatico" e consulente informatico. Da qualche anno ho iniziato ad occuparmi di Marketing Digitale (leadweb.it). Uno dei miei interessi è la Storia della Tecnologia, ed in particolare dell'informatica, argomento sul quale ho scritto 2 libri. Sono convinto che conoscere le incredibili storie che stanno alla base dell'avvento dei computer e le vicende dei loro creatori possano essere di aiuto alla crescita della consapevolezza nell'utilizzo di tutti gli strumenti.
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