Una delle sue insegnanti fu Mary Somerville che aveva scritto diversi testi per l’università di Cambridge. Ella incoraggiò Ada a proseguire negli studi matematici e tentò inoltre di farle apprendere i principi fondamentali della matematica e della tecnologia ponendoli in una dimensione più vicina alla sfera filosofica e poetica. In breve, grazie agli stimoli della brava insegnante, le particolari doti di Ada cominciarono ad emergere, tanto che il matematico e Augustus De Morgan, professore all’Università di Londra e che diventò poi suo tutore, la invitò a seguire studi di livello più avanzato di algebra, di logica e di calcolo, cosa decisamente inconsueta per una donna del suo tempo.
Fu proprio Il De Morgan che, in una lettera alla madre, scrisse che sarebbe diventata
Nel 1833 Ada partecipò ad un ricevimento tenuto dalla Somerville e in quest’occasione ebbe modo di incontrare l’allora quarantaduenne Charles Babbage. In quegli anni Babbage era alle prese con la costruzione della sua seconda invenzione, la “Macchina Analitica”, un calcolatore meccanico incredibilmente complesso per quell’epoca, dotato di memorie ed unità centrale, in grado di risolvere operazioni di una certa complessità, ma soprattutto programmabile.
Da quell’incontro, tra Babbage e Ada nacque una lunga storia di stima reciproca che spesso determinò delle collaborazioni. Ada rimase affascinata dall’universalità delle idee di Babbage e cominciò ad interessarsi al suo lavoro studiando i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e con la macchina analitica. Babbage a sua volta fu molto colpito dall’intelletto di Ada e delle sue abilità, tanto che la definì
In un suo articolo del 1843, in particolare, ella descrisse tale macchina come uno strumento programmabile e con incredibile lungimiranza, prefigurò il concetto di intelligenza artificiale, spingendosi ad affermare che la macchina analitica sarebbe stata cruciale per il futuro della scienza. Nel 1842 Charles Babbage fu invitato da Menabrea per un seminario all’Università di Torino sulla macchina analitica e ad Ada venne chiesto di tradurre gli articoli di Menabrea e di integrarli con delle note.
In circa nove mesi, a titolo di esempio, ella spiegò il modo in cui la macchina avrebbe potuto effettuare un determinato calcolo, scrivendo quello che cent’anni dopo, venne unanimamente riconosciuto come il primo software della storia. Il suo programma, volto a calcolare i “numeri di Bernoulli” utilizzati per stilare tabelle numeriche, era di gran lunga più complesso di qualunque altro tentativo di Babbage e giustifica pienamente la fama di Ada come prima programmatrice della storia.
L’Ada Lovelace Day dal 2009 ad oggi, celebra quindi non solo una ricorrenza legata ad una delle più importanti donne della scienza, ma il ruolo stesso che la figura femminile rappresenta, in termini di ispirazione, per le ragazze che si affacciano al mondo del calcolo e della scoperta in tutte le sue sfumature, dalla tecnologia alla matematica, dall’ingegneria alla biologia, la volontà di aprire la strada alle prossime generazioni.
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