L’etichetta energetica degli smartphone: cos’è, come leggerla e perché è utile

A partire dal 2024, anche in Italia è stata introdotta l’etichetta energetica per gli smartphone, un’iniziativa dell’Unione Europea pensata per aiutare i consumatori a fare scelte più consapevoli in termini di efficienza, sostenibilità e durata dei dispositivi mobili. Proprio come per gli elettrodomestici, ora anche i telefoni cellulari hanno un “cartellino” che ne riassume le prestazioni principali dal punto di vista energetico e ambientale.

Ma cosa contiene esattamente questa etichetta? Come si legge? E perché può fare la differenza nel momento dell’acquisto?

Cos’è l’etichetta energetica degli smartphone

L’etichetta energetica è uno strumento ufficiale pensato per favorire la trasparenza e promuovere l’economia circolare. È obbligatoria per tutti i modelli di smartphone immessi sul mercato europeo e deve essere visibile sia nella confezione sia nei materiali informativi online.

Non si tratta solo di un’indicazione sul consumo energetico: l’etichetta fornisce una valutazione complessiva del dispositivo sotto vari aspetti legati alla sostenibilità e alla durata nel tempo.

Come si legge l’etichetta

L’etichetta energetica degli smartphone è divisa in diverse sezioni, ognuna delle quali fornisce informazioni tecniche utili. Ecco i principali elementi da tenere d’occhio:

1. Classe di efficienza energetica (A a G)

Simile a quella di frigoriferi e lavatrici, questa scala va dalla classe A (massima efficienza) alla classe G (minima efficienza). La valutazione tiene conto del consumo energetico per ciclo di carica e dell’efficienza dell’alimentazione.

2. Indice di riparabilità

Misura quanto è facile riparare il dispositivo, da 0 a 10. Prende in considerazione la disponibilità di pezzi di ricambio, la facilità di smontaggio, la presenza di documentazione tecnica e il costo delle riparazioni. Un indice alto (vicino a 10) significa che il telefono è progettato per durare nel tempo.

3. Durabilità della batteria

Indica quante ricariche può sopportare la batteria prima di perdere capacità (di solito misurata al di sotto dell’80% della capacità iniziale). Un valore elevato è indice di maggiore affidabilità e minore necessità di sostituzioni.

4. Indice di resistenza alle cadute

Simula l’effetto di urti e cadute accidentali, fornendo una valutazione sulla robustezza strutturale del dispositivo. Questo test è importante per chi utilizza il telefono in contesti dinamici o lavorativi.

5. Protezione da polvere e acqua

Esprime il grado di resistenza agli agenti esterni, come polvere e umidità, secondo la scala IP (Ingress Protection). Per esempio, IP68 indica un livello molto elevato di protezione.

Perché è utile l’etichetta energetica

Questa etichetta rappresenta un passo fondamentale verso la sostenibilità nel mondo tech, per almeno tre motivi:

  1. Aiuta i consumatori a scegliere meglio: con dati chiari e oggettivi, chi acquista può confrontare i dispositivi non solo in base a design e prestazioni, ma anche a durata e impatto ambientale.
  2. Promuove la progettazione sostenibile: i produttori sono incentivati a realizzare dispositivi più facili da riparare, aggiornare e riciclare.
  3. Riduce i rifiuti elettronici: scegliendo prodotti più durevoli e riparabili, si riduce la necessità di sostituire frequentemente lo smartphone, con benefici diretti sull’ambiente.

Conclusione

L’etichetta energetica degli smartphone è molto più di un semplice adesivo sul retro della confezione: è uno strumento di consapevolezza, pensato per mettere al centro la qualità, la trasparenza e il rispetto per l’ambiente. In un’epoca in cui l’obsolescenza programmata è sempre più criticata, poter contare su dati verificabili e comparabili è un vantaggio reale per tutti: utenti, tecnici, rivenditori e, naturalmente, il pianeta.

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Redazione