L’inventore del mouse

Il brevetto numero 3,541,541 presentato nel 1967 e registrato nel 1970, definiva una tecnologia per
“il controllo con la mano di un indicatore di posizione su una qualsiasi superficie che gestisse un cursore su uno schermo a tubo catodico”.

La definizione originale, riletta oggi mostra quanto fosse complicato soltanto trovare le parole giuste per spiegare ciò che Douglas Engelbart, e i suoi colleghi avevano concepito, uno strumento a cui, molti anni più tardi è stato dato il nome di “mouse”.

Douglas Engelbart

Ma andiamo per gradi e proviamo a capire meglio chi era Douglas Engelbart. Nato a Portland da una famiglia di origine scandinava, dopo la Seconda Guerra Mondiale si laurea in Ingegneria Elettronica.

Decise poi di proseguire con una specializzazione e un PhD a Berkeley. Nel 1957 Engelbart venne assunto allo Stanford Research Institute aMenlo Park in California e divenne responsabile dell’Arc, (Augmentation Research Center), un laboratorio che presenterà 21 brevetti che porteranno il suo nome.
Sarebbe profondamente ingiusto ricordare Engelbart solo come l’inventore del mouse.

Troppo avanti per il suo periodo storico

Come ogni geniale visionario, egli mise la basi per tantissimi progetti, come lo sviluppo degli ipertesti, le reti di computer e le interfacce grafiche.

Ma, come spesso è accaduto nella storia, tutte queste conquiste, tutte queste intuizioni, furono troppo avanzate per il periodo storico, tanto che all’inizio degli anni sessanta sembravano pura utopia.

In un’intervista rilasciata dal Engelbart nel 1987, raccontò che l’ispirazione per la creazione di quello che molti anni dopo sarà chiamato “mouse” (e nessuno sa con certezza la ragione di questo nome), arrivò osservando un planimetro, uno strumento utilizzato dagli ingegneri per misurare le aree geometriche irregolari.

Il primo prototipo era costruito in legno, aveva tre tasti e regolava il movimento del cursore attraverso due ruote perpendicolari, solo dopo anni si sostituirono le ruote con una sfera.

La madre di tutte le demo

Il valore del lavoro di Engelbart e soci è tutta in una presentazione del 9 dicembre del 1968, che ormai è passata alla storia come la madre di tutte le demo.

In 90 minuti Engelbart, in collegamento con i suoi laboratori grazie a modem rudimentale, presentò l’Abc dell’informatica moderna.
Una dimostrazione multimediale pubblica, forse la prima della storia, che presagiva molte delle tecnologie che usiamo oggi: dal personal computing al social networking.

La demo del 1968, che ormai si è aggiudicata il titolo di “Mother of All Demos” è ancora rintracciabile su YouTube

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Published by
Daniele Bottoni