Marte – 3 sonde in arrivo in 10 giorni

Prima quella degli Emirati Arabi, poi la cinese e l’americana

Sono dieci giorni al cardiopalmo quelli che ci terranno con gli occhi puntati su Marte per seguire l’arrivo al fotofinish delle tre sonde lanciate lo scorso luglio.

Hope

La prima a tagliare il traguardo è stata la sonda Hope, degli Emirati Arabi Uniti, che poco dopo le 17 del 09 Febbraio (ora italiana), ha completato il proprio inserimento nell’orbita di Marte.

La sonda ha percorso oltre 480 milioni di chilometri dal giorno del suo lancio dalla Terra, 204 giorni fa. Collocarsi nella giusta orbita.

Era una delle fasi critiche della missione, considerato che Hope ha dovuto compiere una lunga frenata per ridurre la propria velocità (relativa al Sole) passando da 121mila a 18mila chilometri orari in poco meno di mezz’ora.

La manovra è stata eseguita come da programma e ora la sonda si manterrà in un’orbita ellittica intorno al pianeta con una distanza minima di mille chilometri e una massima di 50mila chilometri; nel corso delle prossime settimane, l’ampiezza dell’orbita sarà via via modificata fino a raggiungerne una più stabile che permetterà a Hope di avvicinarsi fino a 22mila chilometri da Marte e di allontanarsi fino a 43mila chilometri, compiendo un giro completo intorno al pianeta ogni 55 ore.

La diretta dell’arrivo di Hope nell’orbita di Marte

Tianwen 1

Dopo Hope, il (10 febbraio) sarà il turno il turno della missione cinese Tianwen 1: si collocherà in una diversa orbita intorno a Marte e nei prossimi mesi tenterà di fare atterrare sul pianeta un proprio robot automatico (rover).

La sonda, in avvicinamento a Marte ha scattato un’immagine in scala di grigi catturata a 2,2 milioni di chilometri dal Pianeta Rosso.

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La China National Space Administration (CNSA) ha diffuso lo scatto, dimostrando che la fotocamera ad alta risoluzione a bordo di Tianwen-1 funziona correttamente, e così anche gli altri sistemi, in vista dell’ingresso in orbita.

Perseverance

Il 18 febbraio la NASA ha invece in programma di fare atterrare il proprio rover Perseverance, nell’ambito di una missione che ha richiesto anni di preparazione e che è tra le più attese degli ultimi tempi nell’esplorazione di Marte.

Il lancio della sonda è avvenuto con successo il 30 luglio 2020, ed il suo arrivo sulla superficie di Marte è previsto per il giorno 18 febbraio 2021, approssimativamente alle ore 21.30 CET.

La missione è incentrata principalmente sull’invio di Perseverance sulla superficie di Marte, un rover derivato dal predecessore Curiosity per ridurre i costi, a cui sono state applicate diverse migliorie.

Oltre al rover, sbarcherà su Marte anche un velivolo sperimentale, una sorta di drone che dovrà dimostrare se è possibile il volo autonomo in un ambiente particolarmente ostile.

Ingenuity

Per Ingenuity (questo è il nome del drone) ci saranno diversi traguardi da raggiungere prima di procedere con le vere e proprie sequenze di volo iniziali.

La NASA ricorda che prima di tutto Ingenuity dovrà arrivare integro. Successivamente si dovranno testare tutti i sistemi di protezione e ricarica (di tipo solare grazie ad un pannello nella porzione superiore).

Immediatamente dopo si dovrà valutare l’efficacia del sistema di comunicazione e solamente alla fine si potrà procedere con i primi test di volo, previsti nei prossimi mesi.

Una volta che Ingenuity dimostrerà di poter volare autonomamente e riuscirà ad effettuare il primo ritorno sul rover Perseverance, allora si procederà con test sempre più complessi e a distanze maggiori.

Gli obiettivi primari della missione consistono nello studiare l’abitabilità di Marte, nell’investigare il suo passato e cercare tracce di eventuale vita biologica. Si prevede, inoltre, lo stoccaggio di campioni geologici per consentire a una futura missione di portarli sulla Terra col fine di analizzarli accuratamente.

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Published by
Daniele Bottoni