Lo Stato di New York ha appena firmato una legge rivoluzionaria che obbligherà i giganti dei social media come TikTok, Instagram e Snapchat a mostrare etichette di avvertimento sui potenziali danni alla salute mentale dei giovani utenti. La governatrice democratica Kathy Hochul ha firmato il provvedimento S4505/A5346 il 26 dicembre 2025, segnando un punto di svolta nella battaglia per proteggere gli adolescenti dai rischi dell’uso eccessivo dei social network.
Una legge storica che cambia le regole del gioco
La nuova legislazione rappresenta un approccio innovativo alla protezione dei minori online, puntando non sul divieto ma sulla trasparenza informativa. Come riporta ANSA, l’approccio ricorda quello adottato per prodotti come tabacco e alcol: informare i consumatori sui rischi, lasciando poi a loro la scelta consapevole.
La legge si concentra su funzionalità specifiche dei social media che “possono creare dipendenza”, secondo i legislatori dello Stato di New York. Tra queste:
- Scroll infinito (infinite scrolling)
- Riproduzione automatica di foto e video (autoplay)
- Feed algoritmici con raccomandazioni personalizzate
- Sistemi di “mi piace” e notifiche push
- Consigli personalizzati basati sul comportamento dell’utente
Come funzioneranno gli avvisi
Le warning label (etichette di avvertimento) dovranno comparire in momenti specifici dell’esperienza utente:
- Al primo utilizzo: quando un giovane utente si connette dallo Stato di New York e interagisce per la prima volta con qualsiasi funzionalità considerata “predatoria”
- Periodicamente: le notifiche continueranno ad apparire a intervalli regolari in base all’uso continuato
- Senza possibilità di bypass: gli utenti non potranno ignorare o saltare gli avvisi cliccando semplicemente su “OK”
Questo ultimo punto è cruciale: a differenza di molti popup che gli utenti hanno imparato a chiudere automaticamente, questi avvisi non potranno essere aggirati, costringendo i giovani a prenderne effettivamente visione.
I dati allarmanti che hanno spinto la legge
La decisione della governatrice Hochul non è arrivata nel vuoto. Secondo uno studio del Dipartimento Health and Human Services citato dal Corriere della Sera, i numeri sono preoccupanti:
- Gli adolescenti che trascorrono più di tre ore al giorno sui social media corrono il doppio del rischio di sviluppare ansia e depressione
- Circa la metà degli adolescenti afferma che i social media li fanno sentire peggio con il proprio corpo
- I teenager con i livelli più alti di utilizzo dei social media hanno quasi il doppio delle probabilità di valutare la propria salute mentale come scarsa o molto scarsa
“La sicurezza dei newyorkesi è stata la mia massima priorità fin dal mio insediamento, e questo include proteggere i nostri figli dai potenziali danni delle funzionalità dei social media che incoraggiano un uso eccessivo”, ha dichiarato la governatrice Hochul. “È essenziale adottare le misure necessarie per garantire che le persone siano consapevoli di eventuali rischi e dai potenziali danni”.
Sanzioni per chi non si adegua
Le piattaforme social che non rispetteranno la nuova normativa dovranno affrontare conseguenze serie:
- Azioni civili da parte dello Stato
- Sanzioni fino a 5.000 dollari per ogni violazione
Si tratta di cifre che, moltiplicate per milioni di utenti potenzialmente coinvolti, potrebbero trasformarsi in oneri economici significativi per i giganti tecnologici.
Il precedente californiano e il contesto internazionale
New York non è il primo stato americano a muoversi in questa direzione. Come riportato da ANSA, un anno fa i legislatori della California avevano proposto un disegno simile, conosciuto come “Social Media Warning Law”. Trasformato in legge nell’ottobre 2024, entrerà in vigore nel 2027.
Il provvedimento di New York arriva inoltre a poche settimane dal drastico divieto imposto dall’Australia, che ha vietato l’uso dei social network ai minori di 16 anni. Si tratta di approcci diversi allo stesso problema: l’Australia sceglie il divieto totale, New York e California puntano sulla trasparenza e la consapevolezza.
Le reazioni: entusiasmo dalle associazioni di genitori
Julie Scelfo, fondatrice e direttrice esecutiva di Mothers Against Media Addiction (MAMA) e membro della Kids Code Coalition, ha espresso grande soddisfazione:
“Questa è un’ottima notizia per genitori e famiglie. Il design che crea dipendenza è una minaccia per la salute pubblica che danneggia i bambini americani da troppo tempo. Siamo entusiasti di vedere così tanti stati implementare etichette di avvertimento per sensibilizzare sui rischi. I nostri figli vogliono indietro la loro vita. I genitori vogliono che i nostri figli riprendano la loro vita”.
La Kids Code Coalition è un’organizzazione che sostiene politiche volte a responsabilizzare le aziende tecnologiche nel dare priorità alla sicurezza e al benessere dei giovani in ogni fase della progettazione del prodotto.
Le incognite ancora da risolvere
Nonostante l’entusiasmo, restano alcuni punti critici da chiarire:
- Linee guida specifiche: al momento non sono state definite le modalità esatte con cui gli avvisi dovranno essere visualizzati
- Periodo di transizione: non è chiaro quanto tempo avranno le piattaforme per adeguarsi
- Silenzio delle big tech: le aziende tecnologiche non hanno ancora commentato pubblicamente il provvedimento
- Applicazione territoriale: la legge riguarda per ora esclusivamente lo Stato di New York, sollevando questioni su come verrà applicata a piattaforme globali
Un modello da esportare?
La decisione di New York potrebbe rappresentare un modello per altri stati americani e potenzialmente per altri paesi. L’approccio basato sulla trasparenza informativa, piuttosto che sul divieto totale, potrebbe trovare maggiore consenso sia tra i legislatori che tra l’opinione pubblica.
Il parallelo con le etichette su tabacco e alcol è significativo: quegli avvisi, introdotti decenni fa, hanno contribuito a ridurre il consumo di questi prodotti, soprattutto tra i giovani, senza necessità di divieti assoluti.
Il contesto più ampio: SAFE for Kids Act
Questa legge si inserisce in un pacchetto più ampio di misure volte a proteggere i minori online. New York ha infatti anche approvato il SAFE for Kids Act (Stop Addictive Feeds Exploitation for Kids Act) e il Child Data Protection Act, che previene la raccolta e vendita di dati dei minori da parte di siti web e dispositivi.
Secondo il sito ufficiale del governo di New York, questi provvedimenti fanno parte di uno sforzo coordinato per affrontare la crisi della salute mentale giovanile a livello statale.
Conclusioni: verso un internet più consapevole?
La legge firmata dalla governatrice Hochul rappresenta un esperimento sociale su larga scala. Riusciranno degli semplici avvisi a modificare i comportamenti degli adolescenti sui social media? O serviranno misure più drastiche?
La risposta arriverà nei prossimi mesi, quando la legge entrerà in vigore e sarà possibile valutarne l’impatto reale. Nel frattempo, il messaggio lanciato è chiaro: i social media non sono un terreno neutro, e le loro funzionalità più coinvolgenti possono avere conseguenze serie sulla salute mentale dei più giovani.
Mentre l’Australia ha scelto la via del divieto e New York quella della trasparenza, il dibattito globale su come proteggere i minori nell’era digitale è appena iniziato. E probabilmente, come spesso accade, la soluzione migliore sarà un equilibrio tra educazione, regolamentazione e responsabilità condivisa tra piattaforme, genitori e istituzioni.




















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