Nuek anticipa il futuro dei pagamenti digitali: Italia all’avanguardia per immediatezza, ma rimangono barriere all’Open Data

  • L’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, promuove l’interoperabilità paneuropea con l’integrazione di Bancomat Pay, Bizum e MB Way, in modo che i trasferimenti “da persona a persona” possano essere effettuati tra utenti dei tre Paesi utilizzando solo un numero di telefono
  • La fiducia e la sicurezza rimangono barriere chiave per l’implementazione dell’Open Data: il 43,6% degli italiani evidenzia il timore che i dati possano essere hackerati e diventare di dominio pubblico fra i principali motivi per cui non si è disposti a condividere dati finanziari con entità o società diverse dall’entità abituale

Roma, 15 dicembre 2025. Il settore dei pagamenti sta attraversando una profonda trasformazione: gli utenti richiedono immediatezza, gli esercenti cercano esperienze fluide e le infrastrutture si stanno evolvendo verso modelli interoperabili e basati sui dati. Lo rivelano i nuovi report sui trend di pagamento di Nuek, società tecnologica di Minsait (Gruppo Indra) specializzata in infrastrutture di pagamento, preparati in collaborazione con Analistas Financieros Internacionales (Afi).

Italia, leader europeo nei pagamenti istantanei

Inviare e ricevere denaro in pochi secondi è diventato essenziale. Secondo il Fast Payments Toolkit della Banca Mondiale, oltre 100 Paesi gestiscono già sistemi di pagamento istantaneo. L’uso diffuso dei trasferimenti istantanei non solo modifica sostanzialmente le abitudini di pagamento di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, ma semplifica e accelera anche il flusso di denaro nell’economia. Inoltre, crea un ambiente altamente favorevole alla digitalizzazione, all’innovazione finanziaria e alla concorrenza nell’offerta di servizi di pagamento.

Le nuove normative europee impongono, tra l’altro, a tutte le banche di offrire pagamenti istantanei in euro a partire dal 2025. Dal 2027, inoltre, anche IMEL e gli istituti di pagamento dovranno offrire il medesimo servizio. Piattaforme come Bizum (Spagna e Andorra), Bancomat Pay (Italia) e MB Way (Portogallo) hanno consentito, a partire dal primo trimestre del 2025, trasferimenti peer-to-peer tra utenti nei tre Paesi utilizzando solo un numero di telefono, ampliando la portata e la facilità d’uso per milioni di utenti.

Questo progresso consente agli utenti di effettuare transazioni più rapide e alle aziende di gestire meglio i propri incassi e la liquidità. Inoltre, la connessione tra i sistemi sta iniziando a facilitare pagamenti internazionali molto più agili. “L’immediatezza non è più un elemento di differenziazione tecnologica, ma uno standard che ridefinisce il rapporto tra cittadini, aziende e servizi pubblici”, afferma Javier Rey, CEO di Nuek.

Open Data e fiducia: la sfida culturale

La digitalizzazione finanziaria si sta, inoltre, muovendo verso un modello in cui gli individui possono decidere quali dati condividere e per quale scopo. Non si tratta solo di controllare i conti o di consentire a un’app di aggregare informazioni bancarie da un’altra. Il concetto di Open Data apre le porte a utenti e aziende per condividere volontariamente dati finanziari o di consumo per ottenere servizi più personalizzati, sicuri e competitivi. In altre parole, i dati diventano una risorsa: il cliente controlla ciò che condivide e, in cambio, riceve offerte migliori, valutazioni del rischio più accurate e meno frodi.

Sebbene le normative italiane ed europee siano tra le più avanzate in materia di protezione dei dati e open banking (PSD2, GDPR), i consumatori italiani mostrano ancora una certa riluttanza a condividere i dati finanziari con terze parti, anche in cambio di condizioni migliori o servizi personalizzati. Solo il 21,6% degli italiani, secondo il rapporto, sarebbe, infatti, disposto a condividere i propri dati finanziari in cambio di un servizio migliore e il 20% a condividere i dati relativi al comportamento. Il rapporto evidenzia che la fiducia e la sicurezza rimangono barriere chiave: il 43,6% degli italiani indica il timore che i dati possano essere hackerati e diventare di dominio pubblico fra i principali motivi per cui non si è disposti a condividere dati finanziari con entità o società diverse dall’entità abituale. L’educazione finanziaria e la trasparenza saranno, quindi, essenziali per passare a un modello di open data pienamente funzionante.

Interoperabilità: la chiave fondamentale per l’evoluzione del sistema dei pagamenti

Infine, è importante notare che il sistema finanziario opera su diverse infrastrutture di pagamento: carte, conti bancari, wallet e moneta tokenizzata (una versione digitale del denaro che utilizza nuove tecnologie come la blockchain). Secondo il rapporto di Nuek su “Infrastrutture di pagamento e loro interoperabilità”, la chiave è che tutti questi sistemi si comprendano tra loro.

Questa interoperabilità consentirà agli utenti di pagare come e dove desiderano, indipendentemente dalla tecnologia o dal metodo di pagamento utilizzato da ciascun commerciante o servizio. Permette inoltre nuove funzionalità, come pagamenti automatici tra aziende, pagamenti internazionali più efficienti e integrazioni con tecnologie più innovative. La sfida consiste nel coordinare banche, fintech, terze parti e autorità di regolamentazione per creare infrastrutture aperte, sicure e scalabili.

Nuek

Nuek (www.nuek.com) è una società tecnologica specializzata nei pagamenti, con capacità di emissione, acquisizione e Open Finance in un unico ecosistema. Da oltre 30 anni si è affermata come partner chiave per istituzioni finanziarie, fintech e grandi aziende alla ricerca di soluzioni avanzate e di un supporto esperto nell’evoluzione del proprio business. La sua offerta combina forza operativa, capacità tecnologica e una visione innovativa del futuro dei pagamenti. Il suo team di 1.500 specialisti dei pagamenti serve più di 150 clienti in Europa e nelle Americhe, assicurando che ogni soluzione sia progettata per migliorare la loro crescita e competitività in un ambiente finanziario in continua evoluzione.

Minsait

Minsait (www.minsait.com) è la società del Gruppo Indra leader nei nuovi ambienti digitali e nelle tecnologie dirompenti. Vanta un alto grado di specializzazione, una vasta esperienza nel settore tecnologico avanzato, conoscenze settoriali e un talento multidisciplinare formato da migliaia di professionisti in tutto il mondo. Minsait è all’avanguardia nella nuova digitalizzazione con capacità all’avanguardia nell’intelligenza artificiale, nel cloud, nella sicurezza informatica e in altre tecnologie trasformative. In questo modo, promuove il business e genera un forte impatto sulla società, grazie a un’offerta digitale di servizi ad alto valore aggiunto, soluzioni connesse su misura per tutti i settori di attività e accordi con i partner più importanti del mercato.

In Italia Minsait conta oltre 2.000 professionisti che lavorano presso tutto il territorio nazionale. La società ha sviluppato competenze avanzate in ambiti innovativi come Content & Process Technologies, Customer Experience Technologies, Solutions Architects e Data & Analytics, che consentono di offrire soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto nei mercati in cui opera. Minsait ha localizzato in Italia il proprio centro di eccellenza globale per le tecnologie Customer Experience, completando la sua vasta presenza geografica con una consolidata capacità locale di produzione e delivery grazie ai centri di Napoli e Bari.

Indra Group

Indra Group (www.indracompany.com) è la principale multinazionale spagnola e una holding che guida il progresso tecnologico. Il Gruppo è composto da Indra, una delle aziende europee di riferimento nella difesa globale e nelle tecnologie avanzate — all’avanguardia nei settori della difesa, dello spazio, della gestione del traffico aereo, della mobilità e delle tecnologie dell’informazione — e da Minsait, leader nella trasformazione digitale e nelle tecnologie informatiche, che integra in IndraMind le proprie capacità sovrane in ambito AI, cybersecurity e cyber defense. Indra Group contribuisce alla costruzione di un futuro più sicuro e meglio connesso attraverso soluzioni innovative, relazioni di fiducia e i migliori talenti. La sostenibilità è parte integrante della sua strategia e della sua cultura, e gli consente di affrontare con responsabilità le sfide sociali e ambientali presenti e future. Alla chiusura dell’esercizio 2024, Indra Group ha registrato ricavi pari a 4,843 miliardi di euro, con una presenza locale in 46 Paesi e attività in più di 140 Paesi.

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Redazione