Ora legale: italiani sempre più stanchi, tra sleepscrolling e gufi digitali. La guida pratica per vivere al meglio il cambio dell’ora

Smartphone, ritmi irregolari e serate sempre più “lunghe” stanno spostando in avanti il sonno degli italiani. Con l’arrivo dell’ora legale, adattarsi diventa più difficile: ecco i consigli pratici per ritrovare equilibrio e dormire meglio della startup dedicata al benessere del riposo Olimpoflex

Il passaggio all’ora legale, previsto il 29 marzo, segna ogni anno un piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane. Un’ora in meno di sonno può sembrare trascurabile, ma per molti si traduce in difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e maggiore stanchezza durante il giorno.

Il tema si inserisce in un contesto già complesso. Gli italiani dormono in media circa 6,4 ore per notte, meno delle 7-9 raccomandate, e sempre più persone riferiscono una qualità del sonno discontinua. Il cambio dell’ora, in questo scenario, rende semplicemente più evidente una fragilità già diffusa.

A essere più esposti sono i cosiddetti “gufi”, ovvero chi tende naturalmente ad andare a dormire tardi. Una fascia che oggi si sta ampliando anche a causa delle abitudini digitali. Smartphone, social e contenuti sempre disponibili hanno infatti allungato le serate, rendendo più difficile staccare e anticipare il momento del sonno.

È in questo contesto che si inserisce il fenomeno dello “sleepscrolling”: lo scorrimento continuo di contenuti nelle ore serali, proprio quando il cervello dovrebbe iniziare a rallentare. Oltre il 70% delle persone utilizza lo smartphone nell’ora prima di dormire, contribuendo a ritardare l’addormentamento e a rendere il riposo più frammentato. Anche il contesto informativo gioca un ruolo. Notifiche, aggiornamenti continui e contenuti ad alto impatto emotivo possono mantenere la mente attiva fino a tarda sera, rendendo più difficile “staccare” davvero. Il cambio dell’ora, in questo scenario, diventa un banco di prova per il nostro equilibrio quotidiano.

Per aiutare a gestire meglio questa fase, Olimpoflex – startup italiana che si occupa di benessere del riposo – ha raccolto una guida pratica con alcune strategie per migliorare la qualità del sonno e adattarsi al passaggio tra ora solare e ora legale.

La guida per dormire meglio e prepararsi all’ora legale

Difendere la “zona cuscino”
Uno dei fattori che più interferiscono con il sonno è l’attivazione mentale nelle ore serali. Smartphone, social e notifiche mantengono il cervello in uno stato di allerta proprio quando dovrebbe iniziare a rallentare. “Il problema non è solo quanto dormiamo, ma come arriviamo al momento di dormire. Oggi il sonno è messo sotto pressione da una somma di micro-abitudini quotidiane: schermi accesi fino a tardi, routine irregolari, contenuti iperstimolanti. Ritrovare il sonno significa prima di tutto ricostruire uno spazio mentale di decompressione”, spiega Andrea Valente, Founder di Olimpoflex.
Anche solo venti o trenta minuti senza stimoli digitali può aiutare il cervello a entrare nella fase di riposo. Il letto, inoltre, dovrebbe restare uno spazio dedicato esclusivamente al sonno.

Il “download mentale” serale
Pensieri ricorrenti e preoccupazioni mantengono attiva la mente anche quando il corpo è stanco. Scrivere su un foglio impegni e pensieri aiuta a “chiudere i cicli aperti” e favorisce l’addormentamento.

Prepararsi gradualmente al cambio dell’ora
Nei giorni precedenti al passaggio all’ora legale è utile anticipare l’orario in cui si va a dormire di 10–15 minuti per alcuni giorni. Questo consente al corpo di adattarsi in modo più naturale, riducendo l’impatto del cambiamento improvviso.

Sfruttare la luce naturale
La luce è il principale regolatore del ritmo circadiano. Esporsi alla luce del mattino aiuta a sincronizzare l’orologio biologico, mentre la sera è utile ridurre l’esposizione a fonti luminose intense e schermi.

Cortisolo e sonno: il ruolo dello stress serale
Il cortisolo, l’ormone dello stress, dovrebbe diminuire nelle ore serali. Tuttavia, notifiche, lavoro e contenuti stimolanti possono mantenerlo elevato anche di notte, ostacolando l’addormentamento. Per favorire un corretto abbassamento del cortisolo è utile introdurre piccoli accorgimenti nella routine serale: ridurre l’esposizione a schermi e luci intense almeno 30 minuti prima di dormire, evitare attività lavorative o cognitive impegnative nelle ultime ore della giornata e creare un rituale di “decompressione” con attività a bassa stimolazione, come lettura, musica rilassante o respirazione lenta. Anche la regolarità degli orari gioca un ruolo importante: andare a dormire e svegliarsi più o meno alla stessa ora aiuta il corpo a ristabilire un ritmo più stabile e fisiologico.

Vitamina D e qualità del riposo
L’esposizione alla luce naturale contribuisce alla produzione di vitamina D e alla regolazione dei ritmi biologici. Passare più tempo all’aperto durante il giorno può aiutare a migliorare sia i livelli di energia sia la qualità del sonno notturno.

Creare un ambiente di riposo adeguato
Temperatura, luce e comfort influenzano direttamente la qualità del sonno. Una stanza fresca e buia e un supporto adeguato aiutano a ridurre tensioni e micro-risvegli.

Monitorare il sonno senza ossessionarsi
Smartwatch e applicazioni per il monitoraggio del sonno sono sempre più diffusi e possono rappresentare uno strumento utile per aumentare la consapevolezza delle proprie abitudini. Permettono, ad esempio, di capire quanto si dorme realmente, se il sonno è regolare e quali comportamenti quotidiani possono influenzarlo.

Il rischio, però, è trasformare il riposo in una performance da misurare. Controllare continuamente i dati o focalizzarsi in modo eccessivo su parametri come le fasi del sonno può generare ansia e peggiorare ulteriormente la qualità del riposo, un fenomeno che alcuni esperti definiscono “orto-sonnia”.

L’approccio più efficace è utilizzare questi strumenti come guida, non come giudizio. Osservare i trend nel tempo, più che il singolo dato giornaliero, può aiutare a individuare abitudini migliorabili (come orari irregolari o uso serale dello smartphone) senza creare pressione. Il sonno, infatti, non è una prestazione da ottimizzare ogni notte, ma un equilibrio che si costruisce nel tempo.

Divulgare il benessere del sonno
Accanto allo sviluppo di prodotti dedicati al riposo, Olimpoflex ha creato anche un progetto divulgativo sul sonno. Il volto di questa attività è Dottor Olimpo, il personaggio digitale con cui la startup racconta sui social i temi legati al benessere del sonno. Attraverso video e contenuti informativi, il Dottor Olimpo spiega in modo semplice e accessibile come funzionano i meccanismi del riposo, raccogliendo negli ultimi mesi milioni di visualizzazioni su piattaforme come TikTok e contribuendo a diffondere una maggiore cultura del sonno tra giovani e adulti. “Il sonno sta diventando sempre più una nuova frontiera del benessere contemporaneo: dopo anni in cui abbiamo imparato a monitorare passi, calorie e attività fisica, sempre più persone stanno iniziando a capire che la qualità della vita passa anche e soprattutto da come dormiamo”, conclude Andrea Valente.

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