Recensione DJI Mini 2: quando piccolo è meglio

Il marchio DJI non ha bisogno di tante presentazioni, rappresenta il brand di riferimento per quanto riguarda i droni, che io definisco spesso la Apple dei droni visto che realizza prodotti dal design elegante ed unico abbinando tecnologia e materiali di qualità.

Quello che vogliamo presentarvi oggi rappresenta il piccolo di casa DJI, il più piccolo dei grandi lo definirei, visto che il vero piccolo di casa è il Trello; ecco a voi il nuovo Mini 2, il drone ultracompatto con supporto a video 4K.

Iniziamo con il dire che la prima versione introdotta da DJI era il Mavic Mini che rappresentava una grande novità per l’azienda, un drone con un buon telecamera adeguata ed un peso inferiore ai 250 grammi tale da rendere più facile l’acquisto visto che non richiede alcun patentino/ attestato di Pilota APR per le operazione non critiche.

Vi ricordo inoltre che dovrete, in base al regolamento normativo, volare a vista (mantenersi a 50 metri dalle persone e a 150 metri da aree popolate) non si deve mai perdere il drone dalla propria vista e non si deve pilotare guardando solo le immagini che provengono dal drone sul vostro smartphone.

Il grande successo del Mini ha rappresentato per DJI una sfida, poter creare un prodotto che rimanga sotto i 250 grammi migliorandolo ulteriormente, ecco allora il nuovo DJI Mini 2 piccolo e facile da usare che puoi estrarre dalla tasca del giubbotto e farlo volare in pochi secondi.

Il fascino risiede nel suo design, sinuoso ed elegante proprio come i fratelli maggiori dai quali acquisisce la capacità di ritrarre le braccia (richiuso: 140×82×57 mm, aperto: 160×202×55 mm), rendendosi compatto e facile da trasportare; praticamente risulta identico al Mavic Mini, ciò che è rinnovato nella sua interezza è il controller (quello introdotto dal Mavic Air 2) maggiormente semplificato per un’esperienza potenziata; sicuramente uno degli elementi di maggior gradimento per chi vorrà acquistare il nuovo DJI Mini 2.

Il telefono in questo caso si trova sopra il controller ed è molto più facile da usare, a differenza di prima, e non bisogna preoccuparsi se possiede una custodia sullo smartphone.

Qualcosa è stato fatto anche nel packaging in cui troviamo un sistema di protezione del gimbal più robusto, con plastica più spessa ed un aggancio migliore. Nel modello Combo, quello da noi utilizzato per il test, è presente una sacca per il trasporto ben fatta comprensiva di accessori e la possibilità di trasportare, visto lo spazio a disposizione, anche lo smartphone, un powerbank oppure altro.

Contenuto della confezione:

Mini 2

Care refresh

Radiocomando

3 x batteria

3 x eliche

Cavo usb-c

Copertura protettiva fotocamera

Cavo radiocomando (micro usb, usb-c, lightning)

Sticks

18 x vite

Cacciavite

Novità la porta Type-C sul drone e sul telecomando che permette la ricarica con un powerbank sia per il sistema di batterie del pacchetto combo, sia per il la batteria inserita direttamente dentro al drone.

Come detto precedentemente il nuovo DJI Mini 2 raggiunge lo stesso obiettivo di essere sotto i 250 g con l’aggiunta che mentre il primo si focalizzava per una clientela alle prime armi e che volevano fare il primo passo nel mondo dei droni, il nuovo Mini 2 punta a soddisfare sia i principianti che piloti più esperti.

Il fatto di optare per un drone come il Mini 2 sta nella sua compattezza, anche se magari possiede una telecamere inferiore rispetto a droni più grandi di DJI, risulta essere un’ottima fotocamera. I miglioranti che sono stati apportati a questo comparto creano il pacchetto perfetto da avere con se.

Prima di passare al comporto fotografico, un’aggiunta assai gradita ed anche il più grande aggiornamento tra il primo modello ed il Mini 2 è il sistema di trasmissione Ocusync 2.0. Tale tecnologia fornisce un collegamento solido e affidabile rispetto alla vecchia connessione Wi-Fi del Mini, esso funziona su frequenze radio e può trasmettere anteprime video 1080p o 720p al proprio smartphone.

L’azienda riporta che il Mini 2 supporta trasmissioni video HD fino a 10 km di distanza ed è dotato di eccellenti capacità di anti-interferenza, dandoti la possibilità di volare ancora più lontano e di vedere più chiaramente.

In altezza si ha un raddoppio, rispetto al modello pretendete, del potenziale con un tetto massimo, reale, fissato a 500 metri (nei miei test come distanza sono arrivato sui 2-2,5 km senza problemi di interruzione di segnale). Autonomia che si stima circa sui 30 minuti, dipende anche da che modalità utilizzerete durante il volo (quella sportiva che porta la velocità dei moriti al massimo possiamo arrivare non otre i 20 minuti).

A questo si aggiunga anche motori più potenti (nuovi brushless) che fanno si che il drone possa essere in grado di sostenere venti forti, al pari anche di droni più potenti.

Nei miei test non ho avuto modo di riscontrare preoccupazioni nella perdita di controllo; inoltre il rumore non è troppo forte salvo impostare la modalità sport, in cui si superano i 16m/s in volo orizzontale e i 5m/s in volo verticale..

In questo l’azienda dichiara che il drone possa resistere a venti di livello 5 e decollare da un’altitudine massima di 4,000 metri.

Al momento tutto sembra perfetto, però qualche mancanza dovrà pure averla questo Mini 2 ed in questo caso non troveremo i sensori per evitare gli ostacoli, per cui dovremo stare molto attenti quando lo facciamo volare.

In ogni caso dalla mia esperienza, nonostante non avesse alcun sensore, avevo un ottimo controllo del drone grazie ai comandi molto precisi e poi essendo cosi piccolo si può facilmente gestirlo anche in spazi più ristretti. Ovviamente il fatto di non avere alcun sensore significa non avere alcuna modalità di volo automatizzata e preprogrammata.

Per pilotarlo dovremo utilizzare l’app Fly di DJI, in questo caso è normale che sia una versione ridotta dell’app DJI Fly 4 che è per i droni più avanzati;

in ogni caso possiede tutte le caratteristiche di cui abbiamo bisogno compresa la calibrazione del gimbal.

Se presenti prima dovremo scaricare gli aggiornamenti firmware e/o per le battere.

Fatto questo potete anche disattivare il collegamento ad internet, salvo non vogliate le mappe con le zone geo limitate segnalate da direttamente da DJI con il sistema FlySafe, un database costantemente aggiornato che fa si che il drone vada in vicinanza di zone sensibili o aeroporti.

Eseguite tutte le procedure compreso stare attenti alla zona in cui vogliamo farlo volare, non dobbiamo farlo altro che attivarlo per decollare; in questo caso ci sono due modi:

  • incrociando gli stick del radiocomando (procedura denominata CSC, presente sia sul manuale che sull’applicazione
  • cliccando e tenendo premuto sull’icona DJI Fly, attendendo che il drone avvii i motori e si posizioni a 1,2 metri dal suolo.

Ricordatevi sullo smartphone di calibrare la bussola (seguendo le indicazioni a schermo) ed aspettare il fix dei satelliti. Successivamente avvertirete un avviso sonoro e visivo che significa che è stato registrato il punto di ritorno Home Point e che è possibile decollare.

Spiccato il volo troviamo il Mini 2 ben stabile e fermo, questo grazia hai sensori posizionati sotto la pancia che permettono di stazionare anche in ambienti chiusi senza ricevere segnali dai satelliti (riceve segnali dai sistemi GPS, Glonass e GALILEO); tutto pronto per i nostri comandi.

Bello notare fin da subito che le immagini sono stabili e nitidi, in tempo reale con bassissima latenza; qua il grande aiuto è dato dal gimbal meccanico a 3 assi, il vero punto di forza di DJI. Gimbal che può essere modificato nella sua stabilizzazione in tre modalità: Cinesmooth, Normal e Sport, mentre la Normal la si consiglia per i novizi per prender praticità, la Cinesmooth sono più lenti e fluidi e la Sport avremo un drone molto più reattivo, scattante e veloce.

Le immagini sono davvero ottime, possiamo dire che ci aspettavamo questa resa come quella dei video, proprio perché eravamo fiduciosi dell’ottimo livello che avrebbe mostrato questo piccolino.

Per chi volesse è possibile scattare e registrare sulla memoria esterna foto in jpg (comprensione) ed in DNG (formato puro), questo da modo di lavorare in post produzione per realizzare splendide realizzazioni.

La fotocamera ha lo stesso piccolo sensore da 12MP da 1 / 2,3 pollici del Mini originale, ma vedendo in giro pare con una resa migliore. I JPG ottenuti possono essere ritoccati direttamente all’interno dell’app DJI.

Foto nitide con un buon livello di dettaglio e contrasto fino a 1600 ISO, oltre invece le immagini perdono un pò diventando meno definite e colorate. Infatti il sensore più piccolo mostra davvero i suoi limiti a valori ISO più alti, inc ogni caso i filmati risultano buoni anche in condizioni di scarsa illuminazione.

Sebbene il sensore sia invariato, adesso le riprese sono danno modo di avere video 4K a 100 Mbps bitrate fino a 30 fps rispetto ai 2,7K a 60 Mbps del Mavic Mini originale; senza tralasciare lo zoom digitale che nel formato a 1080p permette di ingrandire 2X senza perdere la risoluzione.

Per avviare il tutto dovrete cliccare contemporaneamente il pulsante Funztion con il movimento della rotella laterale, oppure cliccando sullo schermo dello smartphone con il simbolo 1X o il movimento di Pinch sullo smartphone.

Filmato molto buono se pensiamo ad un sensore di queste dimensioni, le riprese in luce diurna sono nitide ed il colore non sembra eccessivamente elaborato.

Un aspetto negativo sta nella mancanza di supporto per i filtri ND., ma vero anche che la maggior parte delle persone non ha il fastidio di imparare e usare i filtri ND, ma sarebbe un’opzione per quei pochi.

Infine, questo drone ha anche uno zoom 2x. DJI lo chiama lossless, ma è un po ‘generoso. Sembra a posto su schermi più piccoli, ma una volta che inizi a modificare il tuo filmato, noterai immediatamente i suoi svantaggi. I pixel diventano più grandi e il metraggio perde la sua nitidezza. Non sembra diverso dal ritagliare il filmato originale. È una piccola caratteristica bonus che potrebbe funzionare in un pizzico, ma non ci farei troppo affidamento.

Conclusione

Il Mini 2 non è sicuramente il drone più appariscente da parte di DJI, ma di meglio non si può avere per un drone al di sotto dei 250 grammi.

Il piccolo di casa DJI ha dimostrato ottime funzionalità, alcune delle migliori cose che DJI può offrire all’interno di un pacchetto cosi piccolo sono sicuramente una connessione sempre affidabile e stabile, fotocamera più che adeguata ed un’ottima esperienza software.

Un’ottima soluzione per principianti, senza disdegnare anche i più esperti per un drone facilissimo da portare con sé grazie alla sua leggerezza, la possibilità di piegarlo ed ottima autonomia (oltre 30 minuti).

Interessante anche l’hub di ricarica, che si può acquistare separatamente per ulteriori €45, che sembra di avere il drone come la rosa di “la Bella e le Bestia”.

Ricordo che non necessità di patentino ovvero Attestato di Pilota Remoto, dovrà essere registrato su D-Flight e va comunque assicurato come tutti i droni.

Mini 2 è disponibile sul sito di DJI al costo di €459 mentre la versione combo da noi recensita è disponibile al costo di €599, su Amazon invece lo trovate rispettivamente al costo di €459 e €628,95.

Per il DJI Care recatevi qui.

DJI Mini 2

€599
9

Design

9.0/10

Materiali

9.0/10

Resistenza

9.0/10

PRO

  • Ocusync
  • Durata batteria
  • Facilità di controllo
  • Compatto
  • Zoom 2x...

CONTRO

  • No sensori per evitare ostacoli
  • No follow mode
  • ... ma non molto nitido
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Published by
Federico Grigolini