Richiesta di rimborso dei dazi USA: scadenze e opportunità per le aziende italiane. L’analisi di ExportUSA

La questione dei dazi è oramai parte dell’attualità sin dall’insediamento del Presidente Trump alla Casa Bianca. Vi sono, però, degli accorgimenti che le aziende possono mettere in atto per ottenere rimborsi anche significativi.
É in corso, infatti, il riesame da parte della Corte Suprema in merito alla legittimità di imporre i dazi di cui si avrà il responso definitivo entro metà 2026.

Da un’analisi di ExportUSA emerge un quadro molto interessante: le imprese hanno tempo fino alla fine del 2025 per chiedere  una estensione della liquidazione del dazio sulle importazioni negli USA effettuate a partire da metà aprile 2025 per preservare il diritto al rimborso dei dazi nel caso in cui la Corte Suprema accertasse che si tratta di “dazi illegittimi”. 
Per la richiesta di rimborso ci sono 2 possibili soluzioni:

  • Richiedere un’estensione della liquidazione presso la dogana americana. Le estensioni, concesse a discrezione dell’autorità doganale, coprono generalmente periodi di un anno fino a un massimo di tre anni. L’approvazione non è garantita, pertanto è necessario monitorare con attenzione lo stato della richiesta.
  • Presentare un ricorso formale (protest) dopo la liquidazione del dazio. Il ricorso consente di preservare il diritto al rimborso e deve essere presentato entro 180 giorni dalla data di liquidazione. La procedura, che può essere depositata elettronicamente, risulta più semplice da gestire e monitorare.

“Entrambe le opzioni – precisa Lucio Miranda, presidente di ExportUSA – presentano vantaggi e svantaggi, ma costituiscono gli unici strumenti per assicurarsi l’accesso a eventuali rimborsi futuri. Per le importazioni effettuate ad aprile 2025, le finestre temporali inizieranno a chiudersi tra la fine del 2025 e gennaio 2026. Disporre di una mappatura precisa delle proprie scadenze è dunque essenziale”. 

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Redazione