Google DeepMind ha presentato SIMA 2, un agente AI progettato per muoversi, comprendere e imparare in ambienti virtuali tridimensionali. Questa seconda generazione introduce un cambio di paradigma: non più un modello che esegue comandi, ma un sistema che ragiona, pianifica e si migliora in autonomia.
La tecnologia alla base di SIMA 2 apre la strada a una nuova categoria di agenti generalisti, capaci di affrontare compiti complessi e trasferire conoscenze tra giochi, simulatori e ambienti generati.
Cosa rende SIMA 2 così diverso?
SIMA 2 nasce dall’evoluzione del progetto SIMA originale, pensato per interpretare istruzioni testuali e agire in diversi videogiochi. La nuova versione integra un modello Gemini, che introduce funzioni avanzate di:
- ragionamento e pianificazione
- comprensione multimodale (testo, segnali visivi, disegni, emoji)
- dialogo e spiegazione delle azioni
- adattamento a giochi mai visti prima
Il risultato è un agente capace di collaborare attivamente con l’utente e prendere decisioni sulla base del contesto, non solo dei comandi ricevuti.
Ragionamento e autonomia operativa
Alla base del sistema c’è un modulo di ragionamento che permette a SIMA 2 di:
- comprendere obiettivi complessi
- scomporre un compito in una sequenza di azioni
- spiegare le scelte fatte in linguaggio naturale
- adattare la strategia quando l’ambiente cambia
Questa abilità è particolarmente visibile nei mondi 3D dinamici, dove l’agente deve gestire movimento, raccolta risorse, interazione con oggetti e navigazione visiva.
Generalizzazione: funziona anche in giochi mai visti
Una delle caratteristiche più impressionanti di SIMA 2 è la capacità di operare in titoli e simulatori che non fanno parte del dataset di addestramento. Questo avviene grazie a:
- interpretazione visiva avanzata
- apprendimento concettuale trasferibile
- comandi multimodali che rafforzano la comprensione del compito
Per esempio, se SIMA 2 apprende a “minare” risorse in un gioco, può trasferire quel concetto a un altro ambiente in cui l’azione corrisponde a “raccogliere”.
Auto-miglioramento continuo nei mondi generati
Uno degli elementi più innovativi è la capacità di apprendere da solo, senza dover dipendere da etichette umane costose.
Il processo di training prevede:
- video e dimostrazioni umane per costruire le prime competenze
- annotazioni e valutazioni generate dal modello Gemini
- un ciclo di reinforcement learning in cui SIMA 2:
- agisce negli ambienti
- riceve un feedback dal sistema di ricompensa
- migliora le proprie prestazioni a ogni iterazione
DeepMind ha testato l’agente anche in mondi generati da Genie 3, un modello capace di creare ambienti 3D realistici a partire da prompt testuali. Anche in questi contesti nuovi, l’agente mostra una sorprendente capacità di adattamento.
Perché SIMA 2 è importante per il futuro dell’AI
SIMA 2 non rappresenta solo un salto tecnologico per il mondo del gaming: si tratta di una piattaforma di ricerca fondamentale per la embodied AI, ovvero l’intelligenza artificiale incarnata in un corpo — fisico o virtuale — capace di agire in ambienti complessi.
Tra le implicazioni più rilevanti:
- robotica avanzata: capacità di navigazione, manipolazione e pianificazione
- assistenti virtuali immersivi: agenti utili nei metaversi e nei simulatori 3D
- simulazione e training: ambienti generati che accelerano l’apprendimento
- passi concreti verso l’AGI tramite ragionamento + autonomia + generalizzazione
Limiti attuali e sfide aperte
Nonostante i progressi, SIMA 2 è ancora un progetto di ricerca. Tra i limiti più rilevanti:
- contesto di memoria limitato per compiti lunghi
- difficoltà nel mantenere precisione nei controlli (mouse/tastiera simulati)
- comprensione visiva migliorabile in ambienti molto complessi
- capacità di pianificazione su task estesi ancora in evoluzione
Per questo, l’accesso al sistema è riservato a un gruppo ristretto di ricercatori e sviluppatori.
Conclusione
SIMA 2 segna un passo significativo verso agenti AI generalisti capaci di operare in mondi tridimensionali complessi. La combinazione di ragionamento, generalizzazione e auto-miglioramento crea una base solida per futuri utilizzi in robotica, simulazione e applicazioni immersive.
Per chi segue l’evoluzione dell’AI, si tratta di una delle tecnologie più promettenti del momento.




















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