Ecco gli ultimi aggiornamenti da Boca Chica, Il sito di lancio di SpaceX nel South Texas, la Starship SN11 è già in fase di preparazione.
Come ormai tutti sappiamo bene, il test ad alta quota di Starship SN10 ha quasi completato con successo la discesa in piattaforma. Quel “quasi”, ha significato l’esplosione spettacolare del razzo che lo ha visto letteralmente saltare in aria pochi istanti dopo essere atterrato in piattaforma.
Ma SpaceX è abituata a guardare avanti e, forte della quantità di dati rilevata dal test, ha già piazzato in rampa di lancio il prototipo successivo, Starship SN11.
Cosa è accaduto con Starship SN10
“Senza il coraggio di sbagliare il progresso è impossibile”, questo potrebbe essere il motto di SpaceX di fronte alla carcassa distesa di Starship SN10, riportata dalle tantissime immagini che girano in rete.
Chi ha seguito il test ad alta quota di Starship SN10 ha potuto notare che la prima parte di ascesa non ha mostrato criticità. il problema è sorto solo nei secondi finali dove si è verificato l’evento che ha provocato l’atterraggio scomposto della navicella.
Riguardando il filmato in diretta, possiamo vedere che la fase di discesa con controllo aerodinamico attivo è proceduta senza intoppi. Il movimento indipendente dei due flap in avanti e i due a poppa hanno mantenuto Starship in orizzontale senza particolari problematiche.
A differenza dei prototipi precedenti, stavolta si è optato per l’accensione di tutti e tre i Raptor (prima solamente due motiri su tre venivano riattivati) e subito dopo è avvenuta la manovra Belly Flop (necessaria per finire la caduta libera con un atterraggio leggero sul sito d’atterraggio designato).
Le fasi finali
Una volta che la Starship si è raddrizzata, due dei motori sono stati spenti lasciando solamente ad uno di essi il compito di effettuare il rallentamento finale. Tutto come da previsioni, sappiamo infatti che un motore Raptor è in grado di svolgere il lavoro in autonomia. Ma proprio a questo punto qualcosa è andato storto.
Nelle fasi iniziali, l’atterraggio era sembrato regolare, ma guardando bene il video, SpaceX si nota molto bene un leggero rimbalzo della starship, dopo aver toccato il terreno.
A quel punto le prime fiamme sono diventate visibili e molto probabilmente il carburante residuo ha completato l’opera, dando vita all’esplosione.

Le analisi successive di SpaceX riveleranno che l’atterraggio è stato più “duro” del previsto. Elon Musk riferisce che la spinta del motore SN10 era bassa, probabilmente a causa della “parziale ingestione di elio dal serbatoio del carburante” .
La velocità d’impatto è quindi rimasta leggermente elevata e ciò ha gravato sulle “gambe” di Starship SN10 che, nonostante il tentativo di blocco nella posizione corretta, sono rimaste schiacciate.
Starship SN11 è già pronto
Con un’impressionante velocità Il nuovo prototipo di Starship è già pronto, e durante le scorse ore è stato trasportato in direzione del launch pad B.
I tre motori Raptor sono già stati installati e tra le novità visibili all’esterno possiamo notare una maggiore superficie della scocca coperta con le piastre esagonali dello scudo termico. Nei prossimi giorni, forse già entro il fine settimana, si procederà con i primi test statici.

Come già annunciato, Starship SN11 sarà l’ultimo prototipo della generazione attuale, (SN8, SN9 e SN10). Il prossimo modello potrebbe essere direttamente a SN15, ad oggi non sono state rese note le modifiche che saranno introdotte, ma di certo è che saranno molto rilevanti.
Al momento il prototipo di Starship SN15 è ancora posizionato nell’hangar di Mid Bay all’interno dell’area di assemblaggio, ma una volta che Starship SN11 prenderà il volo la nuova Starship verrà spostata a High Bay per il montaggio e le operazioni finali.
Nel frattempo procedono anche i lavori per il prototipo del razzo Super Heavy BN1, il primo stadio che andrà a completare Starship e che ancora non abbiamo visto in azione.
Una prima sezione del booster è stata recentemente movimentata sopra uno stand creato ad hoc per l’imponente struttura.
Nel frattempo, nel quartier generale di SpaceX a Hawthorne, in California ha preso vita la produzione dei nuovi motori Raptor, che successivamente sono stati trasportati al Test Center di SpaceX a McGregor, in Texas , e infine a Boca Chica per l’assegnazione su futuri veicoli di prova. Un ulteriore segno che i lavori procedono a gonfie vele.
Non sappiamo di preciso se saranno utilizzati per i prototipi di navicella o del booster Super Heavy, tuttavia è noto che nel complesso la versione definitiva di Starship ne potrà montare un massimo di 31 in totale (tra booster e navicella).
Restiamo quindi in attesa per il lancio di Starship SN11, vi daremo aggiornamenti nei prossimi giorni.





















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