Un recente sondaggio condotto da Michael Page su circa 4.000 lavoratori evidenzia una situazione da non sottovalutare: il 60% dei partecipanti ha dichiarato di essere a rischio burnout e il 51% considera di dare le dimissioni. Le aziende, quindi, devono adottare misure urgenti per affrontare questa situazione.
Il 60% dei lavoratori trova il proprio lavoro stressante, il 51% ha considerato l’idea di lasciarlo a causa delle richieste troppo opprimenti e 1 professionista su 3 accetterebbe uno stipendio inferiore se il nuovo ruolo garantisse maggiore serenità. Sono questi i primi dati che emergono da un sondaggio condotto da Michael Page – società leader, a livello globale, nel settore del recruitment di professionisti altamente qualificati e manager – su 3854 professionisti occupati e in cerca di lavoro.
Cause dello stress lavorativo e soluzioni proposte. Secondo i partecipanti al sondaggio, le principali cause di stress sono:
“È evidente – precisa Francesca Caricchia, Senior Executive Director di PageGroup – quanto la flessibilità, la tutela del benessere delle persone (che si concretizza anche nel gestire al meglio i carichi di lavoro) e il dialogo continuo debbano essere al centro di ogni strategia di talent attraction e di talent retention”.
“Per ridurre lo stress lavorativo – conclude Francesca Caricchia – non è necessario stravolgere completamente i processi. Spesso, piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza, migliorando la vita dei dipendenti e creando una cultura organizzativa più sana. Nonostante ciò, esiste ancora un divario tra le esigenze dei dipendenti e ciò che le aziende offrono. Solo il 10% dei partecipanti al sondaggio ha ricevuto un supporto concreto. Mentre alcune aziende stanno già implementando programmi di assistenza e raccolta feedback, il percorso è ancora lungo. È fondamentale mettere il benessere e la salute dei lavoratori al primo posto, perché molti stanno pensando di cambiare lavoro per evitare il burnout, con un impatto significativo anche sulle aziende”.
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