Tech, la battaglia dell’UE per la sicurezza

Si torna a parlare di sicurezza in ambito tech. E lo si fa in particolar modo nei palazzi e nelle aule dell’Unione Europea. A tener banco è soprattutto la disputa, con la Cina, per quanto riguarda le restrizioni sui brevetti.

La questione dei brevetti in Cina

Il parlamento comunitario ha infatti avviato un’azione in sede di Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, dal momento che il gigante asiatico ha imposto pesanti restrizioni alle imprese europee che vantano diritti su tecnologie come il 3G, il 4G e il 5G. “Restrizioni – si legge su RaiNews – che limitano le possibilità che queste imprese hanno di proteggere tali diritti da un uso illegale o non adeguatamente compensato dei loro brevetti, ad esempio da parte dei fabbricanti cinesi di telefoni cellulari”. Una politica dannosa per l’innovazione e la crescita europea, che priva di fatto le imprese tecnologiche del nostro continente di poter esercitare e far rispettare i diritti che conferiscono loro un vantaggio tecnologico.

La questione della sicurezza online

Ma in Europa si torna a parlare con maggiore forza anche di sicurezza online, di tutela dei dati sensibili degli utenti e di contrasto alle attività criminali. Uno dei settori più colpiti da tutto questo è senza ombra di dubbio il gioco legale online, che durante i mesi della pandemia ha visto aumentare in maniera esponenziale la zona d’ombra del gioco illegale. Piattaforme pirata, siti illeciti, fake news legate al gambling sono all’ordine del giorno. Per questo le società hanno iniziato precise campagne di sensibilizzazione e prevenzione in cui innanzitutto spiegano agli utenti che non esistono metodi su come vincere alle slot e poi cercano di fornire strumenti chiari per individuare, distinguere e riconoscere siti e piattaforme illecite.

Per aiutare la sicurezza, nel gioco ma anche nel lavoro, nel passatempo come nella formazione, sta per essere varata una grande novità: la e-ID, ovvero l’identità digitale europea. Una sorta di SPID valida ovunque, in qualsiasi paese, che consentirà di avere sempre a portata di mano dati, informazioni e certificati spendibili in ogni paese della comunità europea. Una svolta per il mondo di internet, ma anche dell’università, del lavoro, dell’economia in senso generale. Una svolta, soprattutto, per la sicurezza: esisteranno solo profili veri, certificati e autentici, tutti potranno accedere alle stesse funzionalità, ogni conto o operazione economica sarà tracciata. Nel massimo rispetto, ovviamente, della privacy. Una svolta che si aspettava da tempo e che ora, finalmente, sembra realtà.

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