Al giorno d’oggi, di certezze ne abbiamo sempre meno. Una di queste è quella secondo cui il 2017 sarà l’anno dei dispositivi mobili. Su questo ormai non ci sono davvero più dubbi. A dirlo sono le statistiche pubblicate nel mese di febbraio su Bolognatg24.it. E le previsioni dicono che, nel 2021, ogni persona avrà a disposizione con sé almeno tre tipologie di dispositivi. Insomma, una vita, una società e una quotidianità sempre più dominata dalla tecnologia.
Tutto questo, come, ovviamente, ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro, i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Sarebbe importante però tenerne assolutamente conto. Infatti, l’aumento di smartphone e tablet, porta gli individui a essere sempre più esposti alle onde elettromagnetiche e questo comporta dei rischi considerevoli e non indifferenti. Già nel 2011, uno studio compiuto da 31 scienziati aveva messo in evidenza che i campi elettromagnetici a radiofrequenza sono potenzialmente cancerogeni per gli esseri umani. Insomma, l’allarme è stato lanciato da un bel po’ di tempo. E allora cosa occorre e bisogna fare? Proviamo a scoprirlo.
“Abbiamo studiato l’esposizione ambientale, cioè quella che deriva dalle antenne delle stazioni radio-base, ossia quelle disseminate in tutto il mondo”, sono queste le parole della dottoressa Fiorella Belpoggi, biologa che dirige l’area che si occupa di ricerca sul cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna. Le sue dichiarazioni rappresentano un ottimo punto di partenza per sviluppare il ragionamento. Va detto che, secondo gli scienziati bolognesi, la sola esposizione ai campi magnetici generati dal flusso della corrente elettrica non costituirebbe un rischio notevole per la salute della popolazione. Questo è, senza alcun dubbio, un aspetto più che positivo. Il pericolo maggiore è costituito dall’associazione ad agenti chimici o fisici. Ed è questo ciò che avviene quotidianamente in tutto il mondo. Il centro felsineo ha, tra l’altro, come prossimo obiettivo quello di verificare le conseguenze delle radiazioni a radiofrequenza sul cervello e sul cuore. E questo perché, studi americani, sperimentando le onde sui ratti, hanno evidenziato l’aumento dei tumori a queste due parti dell’organismo. Una questione quindi assai delicata.
Insomma, l’idea, o meglio il tentativo, è quello di lanciare una sorta di monito e di avviso. Gli smartphone, i tablet e in generale tutta la tecnologia sono una novità importante e piacevole, ma non occorre mai esagerare e correre così dei rischi e dei pericoli. Certo, se venisse confermato che il loro utilizzo continuativo può produrre dei danni gravi, le case produttrici sarebbero costrette a rivedere standard, metodi e modi di progettazione. Il tutto può essere davvero in continua evoluzione e mutazione. Ciò che appare necessario è una campagna di educazione sul territorio, che parta magari dalle scuole e dai più giovani. Un inizio per un percorso fatto di tante piccole, ma importanti tappe.




















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