Travel Tech: la delicata relazione da cui dipende il posizionamento di una destinazione turistica!

UNWTO, l’organizzazione Mondiale del Turismo, ha diramato un recente report che descrive la ripresa del turismo in una forma discontinua e lenta per il 2022.

Nello stesso tempo proprio il 2021 presenta dei risultati ottimi per il comparto agroalimentare che registra un record storico: +11%, ovvero un valore vicino ai 52 miliardi di euro. Questo dato emerge dalla proiezione di Coldiretti sulla base dei nuovi dati ISTAT relativi al commercio estero nei primi 11 mesi dell’anno evidenziando anche l’impatto positivo sulle vendite all’estero derivanti dei recenti successi sportivi e musicali che hanno dato lustro al Made in Italy.

In questo scenario di continue luci ed ombre, in una situazione economica che sta portando ad un forte indebitamento delle aziende turistiche, la tecnologia può essere un grande “alleato”, ma è necessario analizzare brevemente che tipologia di legame esiste tra internet, tecnologia e turismo.

Quattro sono le caratteristiche che descrivono il rapporto tra tecnologia, internet e turismo:

  1. relazione stretta: la continua frequentazione dei due mondi che hanno in comune l’alta intensità informativa, ovvero un alto volume di informazioni
  2. relazione discussa: con l’implementazione della tecnologia e di internet è profondamente cambiato la struttura tradizionale della filiera turistica, mettendo in difficoltà l’anello organizzativo dei viaggi in particolare agenzie e tour operator
  3. relazione forzata: utenti sempre più consapevoli, esigenti
  4. relazione pericolosa: per gli effetti attuali e futuri che produce sul settore

Inutile dire che in Italia i trend legati al cosiddetto Travel Tech sono da sempre visti con sospetto, da una parte c’è la paura di perdere il concetto di ospitalità tradizionale italiana a favore di piattaforme fredde di prenotazione, dall’altro un maggiore controllo sul cliente permette i tentativi di upselling creando collaborazioni con il resto del territorio.

Interessante, però notare come si sta registrando un’impennata bell’implementazione di software e hardware contactless/touchless che hanno permesso il self check-in. Ma gli scenari si possono ampliare e di molto se si pensa all’intelligenza artificiale: già da qualche anno in Europa esistono Hotel, che oltre ad accoglierti senza la necessità di personale alla reception e senza il bisogno di consegna delle chiavi per entrare in camera, in grado di offrire, tramite assistenti vocali, la playlist più adatta allo stato mentale del turista nel momento in cui varca la porta della camera d’hotel.

Quest’ultimo esempio ci porta facilmente a legare la tecnologia al neuromarketing e a quell’esigenza, ormai ineludibile, di intercettare il bisogno del cliente in tempo reale. Questo approccio integrato consente di comprendere e rendere prevedibili le emozioni, le motivazioni e le variabili psicologiche che entrano in gioco nei processi decisionali dei turisti con l’obiettivo di rendere eccezionale l’esperienza del cliente.

A questo punto, il nodo focale diventa il processo d’acquisto del nostro consumatore, ovvero il costumer journey (il “Viaggio” [di acquisto] del cliente) divenuto ibrido, in continuo mutamento e pieno di vie alternative per raggiungere lo stesso risultato.

Se cambia la domanda non può non cambiare l’offerta in caso contrario si perdono occasioni di vendita del mercato e l’Italia che già da tempo perde posizioni competitive rispetto al resto del mondo proprio nel turismo, ha l’assoluta necessità di ridurre questo divario e riposizionarsi nella scena internazionale.

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Published by
Samuel Piana