Il nuovo anno si apre all’insegna dell’incertezza per il turismo. Luci ed ombre continuano a frastagliare l’orizzonte e gli operatori del settore, in particolare quelli italiani, sono sempre più in difficoltà nella pianificazione strategica,
Ancora una volta la pandemia frena la voglia di viaggiare e riposarsi, in particolare durante la pausa invernale. Il quotidiano La Repubblica ha intervistato Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che ha stimato una perdita di ben il 60% delle prenotazioni invernali: questo danno si traduce in un danno ancora più grave rispetto alla passata stagione invernale in quanto, nel 2020, era chiaro che si sarebbe lavorato in maniera contingentata, mentre quest’anno si è cercato in ogni modo di proporre una vacanza invernale a pieno regime ed ora, purtroppo, si registrano costi difficilmente ammortizzabili anche a causa delle ultime notizie sull’andamento del virus. A questo proposito si chiede a gran voce l’attivazione di ristori o di specifici fondi di rotazione per le imprese turistiche.
Le ombre si addensano diventando pesanti nubi nere all’orizzonte se si analizzano i dati presentati dalla testata “Travel” che mette in luce come almeno il 50% delle agenzie di viaggio non riuscirà a sopravvivere a questo intenso periodo di “stress finanziario” e questo dato stride fortemente con le previsioni più che positive del PIL italiano che sta registrando un +6,3%.
Alcuni studi recentissimi, svolti a cavallo tra Natale e Capodanno da Aamadeus e riportati anche da alcune testate giornalistiche come Fortune segnalano, però, anche degli interessanti trend che possono diventare buone uno squarcio di luce rassicurante, nella speranza di poter presto tornare a viaggiare. In particolare i dati dei principali GDS, Global Distribution System, e i Channel Manager, ovvero i software che permettono di gestire le prenotazioni alberghiere su più piattaforme, registrano queste tendenze che potrebbero diventare dei veri e propri punti di forza grazie al PNRR per il turismo italiano:
Di fronte a questo scenario pieno di incognite, proprio il 31 dicembre 2021, il Ministero del Turismo ha reso pubblico le misure del PNRR (Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza) che attuerà ed il totale di risorse economiche a disposizione, che sono quantificate in 2 miliardi e 400 milioni di euro.
I principali pilastri su cui saranno spesi questi fondi sono:
Togliendo gli ultimi 2 punti che sono molto settoriali e geolocalizzati, infatti, si rivolgono alla necessità ormai non più prorogabile della riforma della professioni turistiche, in particolare quello delle guide turistiche che da tempo devono diventare, secondo le direttive europee, delle guide con conoscenze e competenza territoriale nazionale; mentre il progetto Caput Mundi si rivolge specificatamente a Roma e al prossimo Giubileo previsto per il 2025, rimangono due punti su cui ragfionare.
Il Fondo per la competitività si rivolgerà alla strutture ricettive e si collega fortemente alle tendenze sopra riportate e di abbiamo parlato anche in altri articoli, mentre la vera novità (con l’assegnazione di risorse economiche anche molto importanti) è il Digital Tourism Hub.
Il Digital Tourism Hub sarà una piattaforma online in grado di intrecciare diverse tipologie di dati raccolti nei vari territori che potranno essere consultati in tempo reale e, sempre secondo le linee di progetto, potranno essere analizzati incrociando i trend messi in atto dalla domanda turistica attraverso l’intelligenza artificiale!
Questo progetto riveste una particolare importanza poiché gli operatori del turismo nel nostro Paese purtroppo devono aspettare circa 1 anno prima di avere dati sicuri su come sia andata una stagione turistica e questo è assolutamente anacronistico in un mondo che cambia molto rapidamente.
Fateci sapere se siete interessati ad approfondire le tematiche del PNRR riguardanti il turismo o alcuni trend di cui vi abbiamo parlato commentando l’articolo!