Turismo: algoritmi sempre più intelligenti

È passata qualche settimana dall’ultimo articolo, ma abbiamo dovuto aspettare alcuni importanti annunci relativi alle principali novità delle piattaforme OTA (Online Travel Agency).

Dopo il biennio di pandemia dove gran parte degli investimenti in comunicazione e marketing si sono fermati e dove risultava molto difficile comprendere quali sarebbero stati i bisogni ed i desideri dei consumatori, oggi la situazione è notevolmente mutata: si abbandonano le restrizioni, c’è un effetto “rimbalzo” dovuto alle nuove opportunità di movimento e soprattutto c’è una gran voglia di vacanza ed ecco che i software predittivi iniziano a tornare centrali nella creazione di modelli di marketing sul breve medio termine.

Prima, però di addentrarci nell’analisi degli algoritmi è bene sottolineare come la sostenibilità sia ormai il trend insostituibile tanto che anche recentemente la Commissione Europea ha sostenuto una operazione di marketing molto particolare, realizzata da sette nazioni: Danimarca, Isola Faroe, Finlandia, Groenlandia, Islanda, Norvegia e Svezia che hanno unito le forze mostrando nei vari format pubblicitari le eccellenze naturali ed i comportamenti che questi Paesi si aspettano dal turista in visita.

A fare la parte da leone in questo momento sono gli affitti a breve termine. Pensate entro la fine del 2022 le prenotazioni lorde raggiungeranno i 37,5 miliardi di euro e si prevede che nel 2023 si verificherà una ripresa del mercato ai livelli pre-pandemia proprio grazie alle prenotazioni online!

In particolare, nell’evento di presentazione delle novità primaverili-estive, AirBnB ha presentato una grande implementazione del proprio algoritmo di ricerca e match tra la richiesta della domanda di soggiorni oltre i 30 giorni e l’offerta della piattaforma stessa, creando una nuova modalità di prenotazione.

In estrema sintesi, l’algoritmo riesce a intrecciare dati di diverse strutture che sono aperte in periodi differenti ma consequenziali in modo tale da permettere a chi vuole restare in una destinazione per periodi lunghi (oltre i 20 giorni) di avere una maggiore scelta di strutture, singolarmente non in grado di offrire ospitalità per l’intero periodo scelto dalla domanda, che possono essere prenotate in una unica soluzione. Questo abbinamento avviene in automatico grazie alla potenza dell’algoritmo il quale “presenta” le strutture secondo un criterio di lontananza: ovvero la distanza massima che il turista potrà percorrere per rimanere in destinazione, quando una location di vacanza non può più offrire ospitalità, sarà al massimo di 6 ore.

Concludiamo con una opportunità proposta dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO). Visto le sempre più alte richieste tecnologiche e le conseguenti competenze e conoscenze da possedere. L’organismo internazionale ha realizzato un corso di formazione per le PMI. In particolare, grazie a questo programma di formazione, rintracciabile al seguente link, è possibile eseguire gratuitamente una analisi dettagliata di quanto la propria piccola impresa turistica sia digitalizzata.

Il futuro del turismo è sempre più digital e sempre più integrato grazie ad algoritmi più veloci, potenti ed intelligenti!

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