
A poco più di un mese dall’ultimo articolo realizzato per il blog a tema turismo e dopo la conclusione di BIT (Borsa Internazionale del Turismo) tenutasi a Milano nei giorni scorsi è giunto il momento di sintetizzare la situazione.
Finalmente le OTA (Online travel Agency) in particolare Booking.com ed Expedia stanno trainando le spese di marketing grazie a budget davvero importanti. In particolare Booking.com (al cui interno troviamo anche i marchi: Kayak, Priceline, Agoda) ha deciso di spendere ben 3,8 miliardi di dollari in marketing nel 2021, avvicinandosi molto alla spesa sostenuta nel 2019 che si è attestata a circa 4,98 miliardi.
Anche Expedia ha aumentato il budget in comunicazione e marketing passando dai 2,5 miliardi di dollari a 4,1 miliardi di dollari dato che si di scosta poco dal record di investimenti promozionali, di circa 6 miliardi, toccato nel 2019.
Un altro marchio importante nel mondo travel ha diversificato molto il budget di spesa riuscendo a creare una nicchia di mercato molto interessante ed in grado di performare nel lungo periodo, stiamo parlando di AirBnB che ha investito ben 1,9 miliardi nel 2021 superando il budget del 2020 e soprattutto del 2019. Nell’anno pre-pandemico il budget si era fermato a 1,6 miliardi.
Ultima OTA molto importante che analizziamo non solo per riconfermare il trend di aumento degli investimenti pubblicitari, ma soprattutto perché è un importante indicatore della domanda turistica orientale è il colosso Trip.com che ha aumentato di ben il 12% anno su anno, raggiungendo i 772 milioni di dollari. Se è vero che il dato e positivo, esso, però, rimane lontano dall’investimento fatto nel 2019 che era pari a 1,3 miliardi di dollari. Quest’ultimo dato risulta molto interessante poiché ci conferma che il mercato interno cinese è ripartito ma le restrizioni internazionali rimangono un ostacolo alla piena ripresa.
Che turista aspettarsi in questi mesi?
A questa domanda, è necessario considerare la fase di uscita dalla pandemia ed il conflitto Russia-Ucraina che ha saputo raffreddare gli animi di molti turisti pronti a varcare i confini nazionali in particolare i turisti americani. Pensate che all’indomani dello scoppio della guerra i sistemi di prenotazione hanno visto dimezzare le richieste!
La stagione primaverile-estiva che si apre in Italia tradizionalmente con le festività Pasquali vede ancora una prevalenza di mete italiane, quindi ci sarà un turismo interno e di prossimità, e questa scelta sarà dettata anche dall’aumento dei prezzi legati agli spostamenti ed alle materie prime.
Quanto appena descritto si coniuga alla perfezione con la ricerca di un turismo più sostenibile e questo potrebbe cambiare finalmente la visione del fenomeno turistico da commodity e esperienza trasformativa in grado di lasciare un segno indelebile.
Questo passaggio dipenderà molto dall’offerta turistica e da come essa saprà interpretare il concetto di convenienza: se punterà al semplice rapporto qualità/prezzo standardizzato l’Italia potrebbe perdere ulteriori posizioni tra le mete più gettonate, mentre se il concetto di convenienza verrà “tarato” rispetto al valore aggiunto offerto nell’esperienza avremo grandi opportunità di crescita.
In conclusione: vincerà il turismo del “dove” o del “perché”? A seconda della scelta ci giochiamo il futuro!




















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