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Google settimana scorsa ha lanciato tantissimi palloni areostatici con Wi-Fi annesso nel sud della Nuova Zelanda. La scelta della location è stata tutt’altro che casuale: i neozelandesi si sono proposti come il mercato ideale per testare nuove tecnologie. Il paese è piccolo e diversificato con almeno la metà della popolazione composta da immigrati, il che lo rende “un microcosmo perfetto di una comunità globale”. Il paese è isolato ( la Nuova Zelanda è distante più  di 900 miglia dalla vicina isola di Norfolk) è comprensibilmente di dimesioni giuste  per  “qualsiasi tecnologia che dipende dalla tirannia della distanza”, aggiunge Malcolm Fraser, capo esecutivo della Future Cities Institute di Auckland.La poca  popolazione del paese, consente alle aziende tecnologicamente avanzate, di testare le loro innovazioni a costi relativamente bassi. L’isolamento riduce il rischio che i difetti vengano propagati a mercati importanti, mentre la sperimentazione su un paese di lingua inglese, salva le imprese statunitensi la fatica di dover tradurre commenti e lamentele.Facebook è una delle tante aziende tecnologiche che utilizzano questo paese  come banco di prova. Per esempio, la società ha testato l’invio dei messaggi sponsorizzati all’utente e la nuova timeline.Stesso discorso anche per LinkedIn.Tornando a Google, il nuovo progetto Loon consiste in una rete wireless formata da palloni areostatici ,che permette di avere internet nelle zone rurali. L’obiettivo è quello di espandere la rete per coprire i due terzi della popolazione mondiale.

Via Quartz

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Published by
Massimo Uccelli