In breve
- A metà/fine agosto 2025 alcuni utenti hanno segnalato ssd che “spariscono” o si corrompono dopo l’update di sicurezza di Windows 11 KB5063878 (rilasciato il 12 agosto 2025). Gli episodi si manifestano spesso durante scritture continuative molto grandi su unità quasi piene.
- Microsoft ha indagato e afferma che non c’è correlazione tra il patch KB5063878 e i guasti ai dischi osservati nella telemetria e nei test con i partner.
- Phison (noto produttore di controller ssd) ha verificato che i casi riproducibili riguardavano firmware “engineering” pre-rilascio installati su alcuni drive di test; i firmware di produzione non risultano coinvolti. Aggiornare il firmware risolve.
Cos’è successo (timeline e sintomi)
Dopo l’update cumulativo KB5063878 del 12/08/2025, sono emersi report di:
- unità ssd/nvme che scompaiono dal sistema durante download o installazioni molto grandi (giochi, archivi),
- errori di i/o e, in rari casi, corruzione dei dati.
Le condizioni ricorrenti nei thread tecnici: scritture >50–55 GB continuative su dischi oltre il 60–80% di riempimento.
Cosa dice Microsoft
Tra fine agosto e inizio settembre, Microsoft ha pubblicato aggiornamenti: non ha rilevato aumenti anomali di failure nelle sue metriche e “non trova un nesso causale” con KB5063878. L’azienda continua comunque a monitorare i feedback.
Cosa hanno trovato i partner (il nodo firmware)
Un’indagine indipendente condivisa da community e confermata da ingegneri Phison indica che gli incidenti riproducibili riguardavano ssd con firmware pre-produzione (unità di test/recensione), non i modelli retail aggiornati a firmware di produzione. In questi casi, l’aggiornamento del firmware elimina il problema.
Implicazione pratica: se usi un ssd “normale” acquistato al dettaglio e aggiornato al firmware ufficiale del produttore, è improbabile che tu sia colpito da questo scenario. (Fonte: Tom’s Hardware)
Chi è davvero a rischio
- Tester/recensori o utenti avanzati che, per vari motivi, hanno firmware non definitivi su ssd con controller Phison.
- Workload che generano scritture lunghe e sequenziali (es. installazioni di giochi AAA, ingest video) su dischi molto pieni.
Verifiche rapide
- Controlla il firmware dell’ssd e aggiorna con lo strumento del produttore (Samsung Magician, Crucial Storage Executive, WD Dashboard, ecc.). Se vedi menzioni a firmware “engineering”/beta, passa subito alla versione stabile.
- Aggiorna BIOS/UEFI e driver storage (Intel/AMD NVMe, RST/VMD se usati). Questo riduce incompatibilità tra stack storage e firmware. (Buona pratica generale).
- Salute e temperatura: verifica S.M.A.R.T. e temperature (CrystalDiskInfo/strumenti vendor). Alcuni utenti hanno notato scomparsa dell’unità a temperature elevate durante carichi prolungati: un dissipatore per NVMe può aiutare. (Osservazioni della community, non conferma ufficiale). (Reddit)
- Spazio libero: mantieni >20–30% libero quando prevedi grandi scritture; frammentazione e wear-leveling lavorano meglio con più spazio. (Correlazione evidenziata nei report). (Microsoft Learn, TechRadar)
Mitigazioni e soluzioni pratiche
…Se tutto funziona ma vuoi andare sul sicuro
- Backup completo prima di grandi installazioni/trasferimenti.
- Aggiorna: Windows (inclusi micro‐aggiornamenti), firmware ssd, BIOS/UEFI e driver nvme/sata.
- Evita per ora scritture monolitiche >50 GB su dischi oltre il 70–80% di riempimento (soprattutto su macchine “calde”).
Se l’ssd “sparisce” durante un’operazione
- Spegnimento completo e raffredda la macchina; poi riaccendi e verifica nel BIOS se l’unità torna visibile. (Consiglio pragmatico visto il legame con carichi/temperature).
- Aggiorna il firmware dell’ssd appena possibile.
- Riduci il carico (suddividi le copie/installazioni in chunk più piccoli) e libera spazio.
Rollback dell’aggiornamento (opzione estrema)
Se colleghi i problemi solo a KB5063878 e vuoi fare marcia indietro:
- vai su Impostazioni → Windows Update → cronologia aggiornamenti → disinstalla aggiornamenti e rimuovi il pacchetto; in alternativa Ripristino → “Torna alla build precedente” se disponibile.
Nota: Microsoft non ritiene il patch la causa; meglio intervenire su firmware/driver prima di rimuovere aggiornamenti di sicurezza.
Idee “da forum” da trattare con cautela
In alcuni thread è stato suggerito di disabilitare VMD nel BIOS per far riapparire l’unità. Può funzionare in scenari specifici, ma rischi di rendere il sistema non avviabile (specie con RAID/BitLocker/IRST). Usalo solo se sai esattamente cosa stai facendo e dopo un backup.
Conclusioni
Al momento, le migliori evidenze indicano che Windows 11 non “rompe” gli ssd in sé: i casi dimostrabili sono legati a firmware pre-produzione su alcuni modelli e a condizioni operative molto specifiche (scritture lunghe su dischi quasi pieni). La strategia più efficace è: mantenere firmware e driver aggiornati, controllare temperature e spazio libero, e fare backup prima di carichi pesanti. Se già tutto funziona, non c’è motivo di allarmarsi o disinstallare patch di sicurezza.