Recensione Homey Pro Mini: la casa smart a metà del prezzo

Quando si parla di smart home e di come iniziare a crearne una non è mai facile, solitamente si parte da voler mettere una presa intelligente oppure una lampadina per poi finire a fare delle vere e proprie automazioni che interfacciano tra loro vari dispositivi intelligenti come sensori, serrature etc.

Per collegare tutti i vari dispositivi intelligenti possiamo sicuramente consigliare un prodotto davvero interessante, sto parlando del nuovissimo Homey Pro Mini, fratello minore e meno potente del Homey Pro.

Per chi non lo sapesse Homey nasce nel 2014 quando la società Athom fondata da Emile Nijssen e Stefan Witkamp partendo da Kickstarter raccoglie 203.918 €, tali da rendere Homey una realtà. Il progetto nel tempo è cresciuto tanto fino ad arrivare nel 2019 alla realizzazione di un nuovo Homey Pro, una variante più potente basata sullo stesso hardware con il doppio della RAM e della velocità della CPU. Fino ad arrivare nel 2024 ad essere acquisita da LG.

Se da una parte Homey Pro Mini rappresenta il fratello minore del Pro non dovete farvi ingannare in quanto per la maggior parte delle persone, sopratutto per chi sta iniziando con la smart home, rappresenta una scelta davvero azzeccata e potente. La versione Pro Mini sacrifica qualche funzionalità però va ad abbattere parecchio quello che è il prezzo del Pro.

Homey è una piattaforma progettata per collegare insieme vari dispositivi domestici intelligenti, potendo creare automazioni complesse tra vari tipi di prodotti, anche se appartenenti a diversi brand differenti. Homey sarà il vostro cervello della casa intelligente senza passare da mille app differenti.

Infatti grazie ad esso andrete a raggruppare vari protocolli come Wi-Fi, Zigbee, Z-Wave, Infrarossi, ecc. (anche se per alcuni avremo bisogno anche di un’aggiunta) che ovviamente non sempre si integrano bene tra loro, oltre a parecchi brand che a volte necessitano del proprio hub per funzionare.

Per chi vuole iniziare a costruire la propria casa intelligente oppure integrare l’hub Homey, il modello Pro potrebbe essere eccessivo oltre ad un prezzo non proprio alla portata di tutto. Per questo Athom ha realizzato la versione Pro Mini che si presenta come un piccolo quadrato con angoli arrotondati con una porta Ethernet e una USB-C (serve sia per l’alimentazione che per eventuali backup locali) sul retro ed un processore quad-core ARMv8 da 1,5GHz e 1GB di RAM per gestire facilmente una ventina di app Homey installate contemporaneamente.

La principale differenza di Homey Pro Mini risiede nella sua filosofia di funzionamento: l’elaborazione avviene interamente in locale, senza transitare dai server del produttore. La connessione a Internet viene utilizzata solo quando strettamente necessario, ad esempio per servizi cloud come le telecamere o gli assistenti vocali. Ne derivano automazioni più rapide, una maggiore affidabilità e una tutela concreta della privacy. Anche in assenza di connessione Internet, Homey continua a operare senza interruzioni.

Nonostante le piccole dimensioni, parecchio più piccolo del fratello Pro, possiede un chip Zigbee 3.0 integrato, supporto per Thread come border router, e certificazione Matter.

Come accennato poco sopra alcuni protocolli non sono presenti, ossia Z-Wave, Bluetooth, infrarossi e 433MHz, ma che possono essere aggiunti aggiungendo il Homey Bridge (da noi recensito) da acquistare a parte a 69 euro. In ogni caso anche con l’aggiunta del Bridge il costo rimarrebbe inferiore al fratello maggiore.

Il vero ed unico limite rimane la RAM da 1GB che, come detto, restringe il numero di app Homey installabili contemporaneamente. Infatti nell’ecosistema Homey dovrete utilizzare le app scaricate per controllare i dispositivi domestici intelligenti. Ogni app occupa spazio di archiviazione e per funzionare ovviamente avranno bisogno di RAM, come riportato dall’azienda comunque può eseguire circa 20 app.

Non preoccupatevi perchè anche se sembrano poche 20 app in realtà rappresentano un ottimo numero per la maggior parte degli utenti che si affacciano alla smart home. Secondo la società Athom, l’utente medio Homey ha solo 14 app installate.

Nonostante la presenza della parola “Mini” questo dispositivo è pur sempre “Pro”, infatti il software è uguale al fratello maggiore quindi avremo tutte le sue funzionalità di livello Pro ma solo qualche funzionalità hardware in meno.

Veniamo adesso al software HomeyOS che rappresenta il vero motore dell’intero ecosistema. L’interfaccia, accessibile sia da app mobile sia da web, dovremo creare l’account e collegare il proprio Homey Pro Mini, organizza i dispositivi in modo ordinato per stanze e zone della casa. Supporta più utenti per il geofencing, così come automazioni basate sulla presenza. Il design è essenziale e moderno, ma il suo reale potenziale emerge nel momento in cui si inizia a lavorare sulle automazioni.

Il sistema di automazione “Flow” si basa su una logica intuitiva di tipo “Quando” “E” “Allora”, un pò come troviamo anche in altre app. Un esempio semplice può essere di attivare le luci di una parte di casa solo quando un sensore rileva il movimento ed il sole è già tramontato.

Il meglio però lo da quando si parla di “Advanced Flow”, automazioni avanzate disponibili via interfaccia web, che danno modo di creare veri e propri flussi logici, con diramazioni, condizioni multiple e cicli.

Non è necessario scrivere alcuna linea di codice, ma è fondamentale comprendere la logica. Per chi proviene da Home Assistant tutto risulta decisamente più semplice, mentre per chi arriva da Apple Home sicuramente c’è più lavoro da fare ma nulla di complicato.

Se da una parte gli Advanced Flow permettono automazioni complesse, la funzione “Insights” invece registra in modo dettagliato consumi energetici, temperature e attivazioni dei sensori; grazie anche a grafici chiari ed utili per individuare dati che potrebbero risultare molto utili nel tempo. Si aggiunga anche il monitoraggio dell’energia e Homey Dashboards (simili alle dashboard di Home Assistant; utili per trasformare un tablet in un sistema di controllo domestico intelligente).

Come detto Homey lavora con le app, si proprio come se fosse un app store in cui ciascun brand possiede la propria app che fa da driver (come Aqara, Ikea etc..); il catalogo è bello folto. Nel caso non trovassi l’applicazione per un brand, è possibile utilizzare la community o configurare account sviluppatore.

Conclusione

Homey Pro Mini è un prodotto che si fa apprezzare fin da subito, ottimo per chi inizia a realizzare una smart home dall’inizio ma anche per chi volesse ampliare la propria smart home ad un livello superiore senza complicarsi troppo le cose passando ad Hoc Assistant.

Quando si possiede tanti dispositivi di brand diversi e/o si vogliono creare automazioni avanzate questo prodotto può sicuramente aiutarci.

Homey Pro Mini fa fare sicuramente un salto di qualità per creare una smart home di tutto rispetto. Il supporto a Zigbee, Thread e Matter ci fa dormire sogni tranquilli anche in vista di futuri dispositivi, la porta ethernet integrata è un quid da apprezzare ma che da stabilità al sistema.

La RAM limitata a 1GB è forse l’unico neo che restringe il numero delle app che possiamo installare e per chi volesse sfruttare del tutto la piattaforma potrebbe trovarsi facilmente al limite delle 20 app installate.

Per chi stesse considerando l’idea di Home Assistant il software Homey è sicuramente più facile da usare, in ogni caso la società ha dato modo di avere avere la sola soluzione Self-Hosted server a pagamento (una tantum o canone mensile), in cui però dovremo aver già a disposizione un hardware su cui installarlo (Raspberry, Nas ad esempio).

Homey Pro Mini è disponibile sul sito del produttore al costo di €249 oppure su Amazon al medesimo prezzo.

Federico Grigolini
Giurista di professione ed amante Apple per passione. La tecnologia mi affascina ed anche nel mio lavoro non posso farne a meno, provare e recensire i prodotti è il mio toccasana.
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