L’attacco hacker che nei giorni scorsi ha colpito il Comune di Palermo è stato rivendicato dalla cyber gang Vice Society che avrebbe chiesto un riscatto all’amministrazione comunale per non rendere noti i dati in loro possesso.
Max Heinemeyer, VP of Cyber Innovation di Darktrace, commenta la notizia e fa il punto sulle strategie adottate da questo genere di cyber gang e sulle difese messe in atto da organizzazioni pubbliche ed aziende.
L’attacco hacker al Comune di Palermo testimonia come le gang ransomware e i loro approcci siano in costante evoluzione. Si tratta, infatti, di gruppi altamente dinamici che per sfuggire alle forze dell’ordine dopo attacchi ad alto profilo (come quello alla Colonial Pipeline) usano quasi sempre la stessa strategia: scomparire nel nulla, cambiare nome e riprendere il proprio lavoro indisturbati. Una tattica, questa, che si sta dimostrando piuttosto efficace.
Vice Society, la gang che ha rivendicato l’attacco ai sistemi informatici del capoluogo siculo, sembra concentrarsi a colpire le organizzazioni del settore pubblico, ma di base è solo un altro classico gruppo hacker che usa il ransomware a doppia estorsione, noto per l’esfiltrazione di dati sensibili, l’hosting dei dati su Internet e la richiesta di riscatto alle proprie vittime.
Tradizionalmente, la maggior parte dei governi occidentali ha cercato di contrastare gli attacchi ransomware con politiche che prevedessero di non cedere al pagamento del riscatto. Quanto questa strategia sia mantenuta in tutti i Paesi e anche a livello di amministrazioni regionali, è una questione difficile da determinare. Prendere di mira singole regioni e città, con risorse a volte più limitate, fa sì che l’attacco ransomware possa avere conseguenze negative anche sul singolo cittadino, e non solo sull’azienda. Tenere sotto controllo le conseguenze di un ransomware è molto più difficile quando vengono colpiti servizi al pubblico, con disagi evidenti che richiedono risposte immediate: è proprio tale necessità di agire rapidamente che potrebbe spingere a pagare i cybercriminali.
Sebbene i governi di tutto il mondo e le grandi aziende abbiano già migliorato le proprie capacità di difesa nel corso degli anni grazie alla sempre maggiore automazione, l’adozione e il processo delle tecnologie di intelligenza artificiale si dimostreranno fattori essenziali per garantire la visibilità di cui hanno bisogno per mitigare in tempo reale attacchi informatici rapidi e potenzialmente molto dannosi. Per questo, è necessario investire sempre più nella sicurezza informatica per proteggere le catene di fornitura globali e i dati sensibili prima che gli aggressori possano accedervi.












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