Substack è una piattaforma online che permette a chiunque (giornalisti, creator, esperti di settore o semplici appassionati) di pubblicare contenuti e inviarli come newsletter via email, con la possibilità di monetizzare tramite abbonamenti. In pratica, unisce in un unico posto sito personale + blog + newsletter (e, volendo, anche podcast e altri contenuti).
Secondo la definizione più “tecnica”, Substack fornisce l’infrastruttura per pubblicazione, pagamenti, analytics e design pensata per contenuti basati su abbonamento (newsletter, podcast e video).
Come funziona Substack (in parole semplici)
Il meccanismo è intuitivo:
- Tu crei una “pubblicazione” su Substack (cioè una pagina con un nome, un tema e un layout).
- Scrivi un post: può essere un articolo, un aggiornamento breve, oppure un contenuto audio (es. podcast).
- Quando pubblichi, Substack può:
- mostrarlo sul web (come un post di un blog)
- inviarlo via email agli iscritti (come una newsletter)
L’idea centrale è costruire un rapporto diretto con i lettori: non dipendi solo da social network e algoritmi, perché hai una lista email di persone interessate ai tuoi contenuti.
È gratis o a pagamento?
Qui Substack è molto chiara:
- Se i tuoi contenuti sono gratuiti, pubblicare su Substack è gratuito.
- Se attivi gli abbonamenti a pagamento, puoi decidere prezzi e piani (di solito mensile e annuale).
In più, puoi scegliere se un contenuto è:
- per tutti (free + paid)
- solo per abbonati paganti (paywall)
- solo per iscritti gratuiti (spesso usato per messaggi “di marketing” verso i free)
Quanto trattiene?
Il “social” dichiara che guadagna solo se guadagni anche tu (“On Substack, we don’t get paid unless you do”). Se abiliti i paid, applica una platform fee del 10%, a cui si aggiungono le commissioni del processore di pagamento (Stripe).
La funzione per i podcast: che cosa cambia?
Substack non è solo newsletter: ha anche una parte dedicata ai podcast in abbonamento.
La pagina ufficiale spiega che con Substack puoi:
- avviare un subscription podcast
- distribuire su piattaforme come Apple e Spotify
- costruire una community (commenti e thread)
- pubblicare episodi free e riservare “extra” ai paganti
E puoi arricchire ogni episodio con materiali extra (testi, immagini, trascrizioni, bonus audio/video).
Tutte le funzioni interessanti
Nella creazione di contenuti si possono:
- Creare note
- Creare articoli
- Creare video
- Creare video dal vivo
- Avere uno studio di registrazione in cui invitare persone e fare registrazioni da inserire sulla piattaforma.
Perché piace (vantaggi principali)
Per un blog tech o per chi lavora con contenuti digitali, i punti forti più comuni sono:
- Semplicità: crei e pubblichi senza dover montare un sito WordPress o configurare mille plugin.
- Newsletter integrata: l’email non è un “di più”, è il cuore del prodotto (ottimo per costruire pubblico).
- Monetizzazione diretta: puoi puntare su abbonamenti e supporto dai lettori, invece di dipendere solo da pubblicità.
- Contenuti multiformato: scrittura, newsletter, podcast (e in generale più formati creativi).
Si tratta di un social network?
Non è nato come social classico, ma oggi è anche una piattaforma con forte componente “community”. In ogni caso, la differenza pratica è questa: su Substack l’obiettivo è far crescere una relazione diretta tra autore e lettori, spesso tramite l’email, e sostenuta dagli abbonamenti.






















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