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Cinque tendenze che guideranno la digitalizzazione del prossimo decennio

Nei prossimi dieci anni metaverso, phygital, quantum computing e intelligenza artificiale potranno dar vita a una rivoluzione epocale per imprese e persone, disegnando un futuro sempre più digitale. Mentre lo scorso decennio è stato caratterizzato dalla diffusione di canali digitali come portali e applicazioni, dall’implementazione di strumenti per l’analisi dei dati, dalla migrazione delle infrastrutture al cloud, nel 2023 ci troviamo in una fase transitoria tra la prima ondata di digitalizzazione e la seconda, che sarà caratterizzata dall’ascesa di nuove tecnologie e nuovi paradigmi che potrebbero avere un impatto ancora più significativo sui modelli di business e sulle relazioni tra aziende e clienti.

Secondo uno studio di Amazon Web Services e Public First, una società di consulenza indipendente, il raggiungimento in Italia degli obiettivi del Decennio Digitale della Commissione europea potrebbe generare entro il 2030 un valore economico di oltre 251 miliardi di euro, circa il 16% dell’attuale economia del nostro Paese.

In questo scenario di forte crescita saranno principalmente cinque le aree di focus per la seconda ondata di digitalizzazione.

La prima riguarda lo sviluppo di nuovi canali come metaverso e realtà aumentata, l’ultima frontiera per la relazione con il cliente. All’interno dei mondi virtuali del metaverso, infatti, gli utenti possono interagire con le aziende come farebbero nella realtà, ma avendo maggiore flessibilità nel tempo e nello spazio. Ad esempio, un cliente può visitare la propria filiale bancaria comodamente seduto sul divano di casa propria, in qualsiasi momento della giornata, incontrando un consulente specializzato che potrà consigliare le migliori soluzioni che fanno al caso suo. La realtà aumentata, invece, consente di sovrapporre informazioni digitali sul mondo fisico, permettendo agli utenti di avere maggiori dettagli su determinati prodotti esposti o servizi.

La seconda area di focus riguarderà il phygital, ovvero l’integrazione tra i canali fisici e digitali attraverso sistemi tecnologici avanzati come l’Internet of Things. Questa tendenza avrà un grande impatto sulla gestione delle operazioni industriali, permettendone un accurato monitoraggio e andando a migliorare la sicurezza e l’efficienza delle attività. Inoltre, il phygital potrà giocare un ruolo importante anche in ambito retail, attraverso soluzioni per supportare i negozi nel migliorare l’esperienza d’acquisto dei clienti, ad esempio offrendo promozioni su misura e suggerimenti basati sui loro comportamenti d’acquisto precedenti.

La terza area di focus della seconda ondata di digitalizzazione riguarda l’ottimizzazione avanzata delle operazioni attraverso tecnologie di Intelligent Process Automation (una combinazione della robotic process automation con algoritmi di intelligenza artificiale) al fine di migliorare le proprie attività e di ridurre i costi. Grazie a questi strumenti è possibile analizzare in tempo reale enormi quantità di dati e prendere decisioni in modo rapido e preciso. Inoltre, attraverso l’automazione intelligente dei processi, le aziende possono automatizzare i compiti ripetitivi, ridurre i costi, e concentrare il lavoro dei propri professionisti su task ad alto valore aggiunto.

La quarta area vede protagonisti il quantum computing e l’intelligenza artificiale. Queste tecnologie apriranno una nuova era nell’elaborazione dei dati, sia in termini di prestazioni che in termini di decision-making. Grazie alla combinazione di queste due tecnologie sarà possibile per le aziende e per le istituzioni affrontare sfide complesse che richiedono l’analisi di enormi moli di dati. Basti pensare all’impatto che potrà avere il quantum computing nel settore del trading energetico, attraverso l’ottimizzazione dei prezzi dell’energia con conseguenti benefici per i cittadini, oppure nella ricerca scientifica per la scoperta di nuove molecole o nuovi farmaci.

L’ultima area di focus, non per importanza, concerne la modernizzazione e la migrazione al cloud dei sistemi legacy delle aziende. Sebbene questi siano processi già avviati nel corso della prima ondata di digitalizzazione, ci accompagneranno anche nella seconda, a vantaggio di servizi che saranno sempre più veloci, integrati e scalabili. Infatti, i sistemi legacy aziendali rappresentano l’infrastruttura tecnologica su cui si basano molte organizzazioni, ma sono spesso obsoleti e difficili da gestire. La modernizzazione di questi sistemi consentirà di ridurre i costi e migliorare l’efficienza delle operazioni, e la migrazione al cloud consentirà di utilizzare servizi avanzati per migliorare la scalabilità e la sicurezza delle operazioni.

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Alberto Bazzi, direttore in Italia di Digital Business Technologies presso Minsait

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