La “quarta rivoluzione industriale” è in atto
Il nuovo millennio in corso è caratterizzato da quella che da molti sociologi è definita: “Quarta Rivoluzione Industriale”, contraddistinta da una tendenza all’automazione, una rete di connessioni sempre più densa ed efficiente, e l’ingresso della realtà virtuale in molti ambiti. Il 5G e l’Edge Computing fanno parte delle grandi innovazioni del secondo decennio del duemila, e insieme allo streaming possono far esplodere definitivamente il fenomeno della realtà virtuale: non più associata soltanto al gioco o all’assistenza, bensì a tante altre finalità.
Il 5G: rivoluzione non soltanto per smartphone
In Italia a fine 2020 il numero degli smartphone faceva registrare un numero di gran lunga superiore a quello degli stessi abitanti: 80 milioni di dispositivi a fronte di 59 milioni di abitanti. Vien da sé che tutte o quasi le innovazioni tecnologiche, così come le principali piattaforme che offrono servizi di gioco o scommesse online oppure entrambi come Codere Italia, o ancora le applicazioni che garantiscono eventi sportivi in diretta streaming come le celebri Sky Go e DAZN, dedichino particolare attenzione agli smartphone. Tutti gli attori sovra citati a cui aggiungiamo anche scuole di formazione online e piattaforme per la condivisione di file o per meeting beneficeranno della nuova tecnologia 5G, che però sta favorendo la crescita anche di altri settori. Uno fra questi è sicuramente quello della realtà aumentata e della realtà virtuale: in particolare il turismo ad esempio, potrebbe beneficiare in maniera importante della tecnologia 5G per favorire la creazione di mappe abilitate in realtà aumentata o virtuale per esplorare destinazioni per ora inesplorate e siti storici. Un altro ambito in cui il 5G potrebbe favorire la realtà virtuale è sicuramente quello dei trasporti. Se ne parla da tempo di veicoli autonomi, e se ne vedrà una flotta alle prossime Olimpiadi di Tokyo per favorire spostamenti di atleti e pubblico. Grazie alla bassa latenza di dati con la tecnologia 5G, gli ingegneri possono mettere a punto macchine con una capacità responsive mai vista prima, garantendo massima affidabilità.
L’Edge Computing: latenze sempre minori e affidabilità aumentata
Conosciamo sicuramente meglio il termine 5G rispetto a Edge Computing, ma è bene cominciare a fare “amicizia” con questo nome composto inglese. La traduzione italiana è letteralmente “elaborazione al margine”, e sta ad indicare un calcolo distribuito in cui l’elaborazione dei dati viene effettuata a breve distanza dal luogo dove viene richiesto e dove questi dati vengono creati. In breve, anche questa tecnologia incide positivamente come il 5G sui tempi di latenza, oltre a ridurre il traffico delle informazioni. Viene particolarmente utilizzato nell’IoT, il cosiddetto internet delle cose, per la propria predisposizione nel trasmettere enormi quantità di dati e informazioni in breve tempo e con l’aggiunta di poter inviare a sistemi connessi in remoto quegli stessi dati, ma in maniera più efficiente grazie a uno smart device. Per questo motivo nel settore IoT si parla di una “conquista” definitiva dell’Edge Computing a discapito del Cloud Computing, tecnologia che solo fino a pochi mesi fa sembrava assolutamente all’avanguardia. Il binomio 5G-Edge Computing sembra essere l’ultimo tassello mancante per far sì che dati e applicazioni diventino sempre più vicini alle persone. La collaborazione fra le due tecnologie diventa imprescindibile per usufruire di determinati servizi che implicano un’elaborazione e spostamento di quantità di dati enormi: basti pensare alle aziende nelle analisi dei dati, oppure alle case smart per anziani, ma andando a toccare anche la vendita al dettaglio, e finanche lo sport.
Come conferma Dan Rodriguez, VP di Intel, il connubio fra queste due tecnologie offre alle imprese opportunità mai vista, e rappresenta una solida base per l’innovazione del futuro prossimo.












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