Dati personali, app e tracciamenti: la nostra privacy è al sicuro?

Nel mondo di oggi, i dati personali ​​sono uno dei componenti essenziali delle strategie di marketing e possono valere, letteralmente, milioni. I grandi big della tecnologia lo sanno e da anni ormai sfruttano i flussi di dati per i loro modelli di business e marketing. Ma perché usare i dati? E noi come possiamo proteggerci?

Questi dati vengono usati, molto semplicemente, per le piattaforme pubblicitarie e per le profilazioni degli utenti. È una linfa vitale per il marketing: ogni spostamento da sito a sito su Internet viene tracciato attraverso i cookies e conservato in database e server per poi essere resi disponibili agli inserzionisti. Non è certo una novità, anzi, la raccolta dei dati personali esiste da anni – basta solo pensare al telemarketing e come venivano usati i nostri numeri di telefono.

I dati personali sono diventati una merce di scambio e hanno assunto un valore milionario in certi periodi e in certi stati, ad esempio negli Stati Uniti durante le presidenziali. Allo stesso tempo, tutti veniamo colpiti da pubblicità mirate e da post creati ad hoc per determinate categorie di persone.

In questi ultimi mesi di lockdown, nei quali internet ha giocato un ruolo fondamentale per permetterci di continuare a lavorare e studiare oltre ché a comunicare e intrattenerci, il flusso di dati è ulteriormente aumentato. Riportando alla ribalta anche il dibattitto sulla privacy e sull’uso dei dati personali, soprattutto per quanto riguarda le app di tracciamento per la gestione dell’emergenza sanitaria. In Italia abbiamo Immuni, in altri paesi sono state sviluppate app simili, e negli Stati Uniti Google ed Apple stanno lavorando insieme per creare un’app di tracciamento. Tra dubbi e molte polemiche, queste app potranno effettivamente aiutare ma secondo un sondaggio di ExpressVPN, il 75% degli intervistati (su base americana) temono che queste app violino la privacy. Anche se effettivamente i dubbi possono sorgere, il problema non è solo delle app di tracciamento ma di tutte le autorizzazioni che concediamo quotidianamente da smartphone e computer.

Come possiamo fare per recuperare il controllo sulla nostra privacy? Ci sono alcuni consigli che possiamo seguire e mettere in pratica per proteggere i nostri dati.

  1. Conoscere le autorizzazioni

Ogni app che installiamo richiede l’accesso a determinate funzioni dello smartphone. Non tutte queste autorizzazioni però sono essenziali al funzionamento delle app. Per questo è necessario valutare con attenzione ogni autorizzazione concessa e leggere – prima di installare – caratteristiche tecniche e recensioni.

  1. Meta-dati sui social media

Quando carichiamo una foto sui social media, ad esempio Facebook, carichiamo anche i metadati ad essa correlati. I metadati possono includere la posizione insieme ad alcuni altri dati personali come nomi e luoghi. Per proteggere questi dati, potete entrare nelle impostazioni della privacy dell’account e scegliere come e cosa volete condividere: ad esempio le posizioni usatele con cura, altrimenti potreste venire targhettizzati per un determinato prodotto in quell’aerea.

  1. Reti sicure

Le informazioni condivise tramite reti WiFi pubbliche sono vulnerabili agli hacker, i quali possono intercettare e raccogliere informazioni personali. Evitate dunque di utilizzare reti Wi-Fi pubbliche per inviare dati sensibili – come informazioni personali o pagamenti – oppure utilizzate una VPN per crittografare la connessione Internet e trasferire dati riservati e informazioni private senza compromettere la privacy.

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