Nel 2024 circa il 92% dei Comuni non risultava ancora attivo sulla piattaforma unica, lasciando i cittadini con disabilità esposti a un far west di regole locali e verbali ingiusti
Muoversi tra Comuni diversi dovrebbe essere un processo semplice e uniforme per le persone con disabilità, tuttavia, la realtà descritta dall’analisi e dalle segnalazioni raccolte da In&Valid evidenzia ancora una forte frammentazione dei servizi e delle procedure.
Il nodo centrale è la piattaforma nazionale CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), introdotta per consentire l’accesso automatizzato alle ZTL su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo era quello di eliminare le comunicazioni preventive tra Comuni e garantire la riconoscibilità immediata delle targhe associate ai contrassegni ma l’efficacia del sistema dipende dall’adesione volontaria delle amministrazioni locali.
Secondo i dati disponibili della documentazione ANCI e del Ministero delle Infrastrutture nel 2024 risultano attivi sulla piattaforma 554 Comuni italiani, pari a circa l’8% del totale nazionale e tra questi solamente 369 hanno effettivamente abilitato i cittadini al servizio, mentre le targhe CUDE registrate superano quota 23.000. Numeri che evidenziano come l’adozione dello strumento resti ancora limitata e disomogenea sul territorio.
Nella pratica, ciò significa che solo una parte minoritaria dei cittadini può beneficiare della piena interoperabilità del sistema infatti chi si sposta tra Comuni che hanno attivato il sistema non deve effettuare comunicazioni preventive per l’accesso alle ZTL, mentre in tutti gli altri casi restano in vigore le procedure tradizionali, con obbligo di segnalazione del transito e conseguente esposizione al rischio di sanzioni in caso di errori o mancati adempimenti.
“Il problema non è la singola ZTL ma il fatto che ogni Comune continui a operare con regole e piattaforme diverse. Questo costringe le persone con disabilità a dover verificare ogni volta le modalità di accesso, trasformando un diritto alla mobilità in un percorso amministrativo incerto” sottolinea Helena Pozzi, Project Manager di In&Valid.
Il modello veneto di ZTL integrato contro la frammentazione dei servizi per la disabilità
Anche la documentazione parlamentare più recente conferma come la natura facoltativa dell’adesione dei Comuni renda la piattaforma, nei fatti, ancora inefficace al di fuori dei territori aderenti, mantenendo la necessità di comunicazioni preventive e quindi il rischio di sanzioni improprie. La ricerca di In&Valid evidenzia che la questione della mobilità rappresenta solo una parte di un problema più ampio ovvero la frammentazione strutturale dei servizi dedicati alle persone con disabilità, caratterizzata da piattaforme non integrate, procedure non uniformi e informazioni disperse tra enti diversi.
Un’eccezione significativa è rappresentata dal progetto “ZTL Network” della Regione Veneto, che ha introdotto un sistema di interscambio dati tra Comuni, consentendo il riconoscimento automatico delle autorizzazioni senza ulteriori comunicazioni da parte dei cittadini, proprio nella direzione di una maggiore interoperabilità amministrativa.
“Il CUDE è solo uno dei sintomi di un problema più profondo, ovvero che nel nostro Paese la disabilità continua a essere gestita attraverso sistemi che non dialogano tra loro. Il punto centrale non è tecnologico, ma sistemico. La nostra missione è fare ordine, affinché la semplificazione amministrativa non dipenda dal Comune in cui ci si trova, ma diventi un diritto uniforme su tutto il territorio nazionale” conclude Helena Pozzi.
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In&Valid è una startup innovativa fondata da Daniele Pace, spinto dalla sua storia personale a creare una piattaforma che ridefinisce l’accesso ai servizi per le persone con disabilità e i loro caregiver. Sfruttando la tecnologia e potendo contare su un ecosistema di partner qualificati, In&Valid offre servizi personalizzati in ambito assistenziale, sociale, psicologico e lavorativo, con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale a 360°. Recentemente, la startup ha partecipato all’evento Accessibility for Future 2025, organizzato da Willeasy, dove ha ricevuto il riconoscimento come “Best Digital Startup”.












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