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Facebook ci ricasca ancora: 540 milioni di dati sensibili non protetti online

Facebook ci ricasca ancora: 540 milioni di dati sensibili non protetti online 1

Pare che negli ultimi giorni oltre 540 milioni di dati sensibili degli utenti di Facebook siano stati esposti pubblicamente e resi accessibili anche sul servizio di cloud computing di Amazon.

Due sviluppatori di app di terze parti di Facebook hanno pubblicato i record senza alcuna protezione, consentendone l’accesso indiscriminato, a testimonianza di quanto sia sempre più arduo non solo proteggere i dati nel cloud ma anche gestire i rischi di sicurezza legati a fornitori terzi.

Gli scandali di sicurezza per Facebook si stanno susseguendo a ritmi sempre più preoccupanti e Andrew Tsonchev, Director of Technology di Darktrace Industrial, commenta così l’accaduto:

 

“A un anno dallo scandalo di Cambridge Analytica, milioni di altri registri dati di Facebook sono stati esposti online. Questo riaccende i timori dei consumatori sul fatto che i giganti della tecnologia a cui affidiamo i nostri dati non abbiano ancora un controllo adeguato su come questi vengano spostati e su chi vi abbia effettivamente accesso. È proprio la ricchezza dei dati ad avere permesso a Facebook di diventare il colosso che è oggi, tuttavia credo che la mancanza di protezione di questi dati rappresenterà inevitabilmente la sua rovina.

È probabile che questo nuovo caso di condivisione accidentale delle informazioni degli utenti sia il risultato di un’errata configurazione ed evidenzia ancora una volta la portata delle sfide poste dalla sicurezza del cloud e la mancanza di visibilità delle organizzazioni rispetto alle parti virtuali della propria infrastruttura. Ecco perché le difese informatiche guidate dall’IA sono essenziali per prevenire compromissioni rilevanti: coprendo l’intera ampiezza della rete, sono in grado di vagliare quantità enormi di dati e stringhe di codice, per determinare in modo intelligente se i dati sensibili sono archiviati dove non dovrebbero.  

Le aziende moderne sono regni interconnessi, che più divengono complessi, più presentano rischi di sicurezza. Ci affidiamo ai grandi big della tecnologia perché ci assicurino le migliori pratiche di sicurezza, ed è quindi un loro dovere effettuare al più presto i cambianti necessari, in modo da soddisfare le nostre aspettative.

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Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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