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Foto, la formula perfetta per avere più Like

Foto, la formula perfetta per avere più Like 1

Ti sei mai chiesto come mai alcune foto su Facebook piacciono di più e altre di meno? Probabilmente no, in fondo dipenderà dal soggetto inquadrato e dalla qualità dello scatto… giusto? Tutto vero, ma c’è di più: Nikon, in collaborazione con l’università di Berkeley, ha provato a indagare sulle origini del Like con una ricerca compiuta su 500 persone sparse in tutta Europa.
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Dalle reazioni ai 35 scatti proposti ai soggetti del test, l’equipe della University of California ha estratto quella che Nikon definisce la formula del mi piace, ovvero quel mix di ingredienti che, se mescolati correttamente, hanno più probabilità di fare breccia nel cuore della tua cerchia di amici. Eccola:

P + A + (I + U + C)
CE (corretta esposizione) S (sfocatura)

Come si traduce? Secondo lo studio, i fotografi su Facebook dovrebbero scegliere come soggetto della loro immagine un panorama (P) o un animale (A) e dovrebbero valutare la possibilità di introdurre un soggetto che sia d’ispirazione (I) (ad esempio un tramonto), un tema umoristico (U) o qualcosa di carino (C) nella composizione. Allo stesso tempo, anche cogliere la luce nel modo più realistico, per ottenere la corretta esposizione (CE) e ridurre al minimo la sfocatura (S), è fondamentale.

A ben guardare, la formula ha dei problemi formali: mettere al denominatore la corretta esposizione farebbe diminuire il valore finale dello scatto quanto più la luminosità è perfezionata.

Comunque sia, i 500 soggetti interpellati dalla Berkeley non hanno tutti i torti, anche se quelle indicate nei risultati sono semplici regole di buonsenso. Un fotografo professionista ti direbbe lo stesso: ecco il parere di Milo Sciaky: ”Non ci vuole molto a intuire che una foto correttamente esposta (CE), ossia non troppo scura né troppo chiara, produce un apprezzamento visivo gradevole nell’osservatore così come, al contrario, una foto sfocata (S) infastidisce, fungendo da deterrente all’apprezzamento. Non rappresenta una trovata pazzesca nemmeno considerare che le fotografie raffiguranti gruppi di persone a una festa riscuotano minor coinvolgimento rispetto a un tramonto o un paesaggio mozzafiato: nel primo caso l’interesse sarà limitato ai diretti soggetti ritratti all’evento e, magari, a qualche amico; nel secondo, invece, scatta un’empatia emozionale con il luogo in cui l’osservatore può sognare di trovarsi”. Una formula, insomma. che non rivela nulla eclatante.

Se poi vuoi verificare anche tu con un po’ di pratica, puoi fare un test sulla tua pagina e comunicarci il risultato.

 

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Fabio Guerrera
Appassionato di sicurezza informatica, analisi dati, ruolo gestionale e di acquisizione clienti tramite il Digital Marketing e Growth Marketing! Il classico cacciatore di teste!
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