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Huawei è sana e salva! Non credete ai tg

Huawei è sana e salva! Non credete ai tg 1

Su tutti i media online la notizia è stata deflagrante:

Google rompe con Huawei dopo il bando di Trump (Il fatto quotidiano)

Google toglie la licenza Android a Huawei (il Sole 24ore)

Google rompe con Huawei, stop agli aggiornamenti Android (TGCOM24)

Dopo tutto questo vociare è ovvio che l’utente medio sia impaurito e magari davanti ad una vetrina in un centro commerciale abbia optato per non acquistare più un telefono Huawei.

Peccato che prima di creare titoli sensazionali e creare panico, bisognerebbe spiegare bene cosa potrebbe succedere in futuro davanti all’ennesimo colpo di testa di Trump che sembra voler dare una mano ad Apple (oltre che naturalmente aiutare le aziende del proprio paese) proprio quando il colosso cinese era ormai molto vicino in fatto di vendite anche in USA all’azienda della mela morsicata.

Adesso che abbiamo riletto tutti questi titoli, contiamo fino a tre, facciamo un bel respiro e cerchiamo di non fare come il gregge di pecore nel bosco, analizziamo la situazione con calma.

Fermo restando che Huawei detiene insieme a ZTE e Motorola un sacco di brevetti relativi ala tecnologia di trasmissione della telefonia mobile ( ahi ahi caro parrucchino biondo …) e che questo potere tecnologico potrebbe pesare molto nel contenzioso in atto, non dimentichiamo che per  chi oggi è in possesso di smartphone Huawei e Honor, non succederà niente di catastrofico, non avranno domani delle mattonelle inservibili, si li potrà continuare ad utilizzare tranquillamente.

Quello che ha fatto Google, rispettando le nuove normative, è sospendere alcune licenze relative a parte del sistema operativo Android, come gli aggiornamenti più importanti (neanche tutti) e probabilmente l’utilizzo di app Google nel Play Store.

Ricordo che Android come sistema operativo è open source, il che vuol dire che qualsiasi azienda lo può avere, certo con questo ban avrà meno aggiornamenti, ma lo potrà sempre utilizzare, diciamo castrato di alcune funzionalità, in pratica gli utenti Huawei sui telefoni nuovi potrebbero non avere le prossime patch di aggiornamento relative a sicurezza e upgrade.

È anche vero che se un giorno il Play Store non dovesse più funzionare (cosa alquanto remota), tutti avremmo già a disposizione App Gallery preinstallatta sugli ultimi dispositivi e assolutamente completa di tutte le app per Android.

Ma per le App Google, come Youtube o Gmail? Beh alla mal parata esistono sempre le Webapp che magari non saranno esteticamente super ottimizzate, ma che sarebbero un bel metodo per raggirare l’ostacolo.

In sostanza possiamo dire che se questa empasse continuasse per mesi, Huawei perderebbe un bel po’ di smalto in fatto di vendite perchè sarebbe vista dagli acquirenti come un fornitore di serie B, rispetto ad altri che avrebbero tutti gli aggiornamenti disponibili da Big G, una bella “scoppola” per il secondo più grade produttore di smartphone.

A onor del vero, il braccio di ferro è appena iniziato, lo stato Cinese ha già fatto le sue rimostranze dicendo che se ce ne fosse bisogno aderirebbe alle vie legali in una guerra che però potrebbe durare anni. Penso comunque che questa guerra tra bulli potrebbe anche evolversi in maniera differente, visto che comunque l’economia americana potrebbe, nel lungo periodo, risentire di un minore introito commerciale dato da aziende estere che vendono e creano lavoro.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro? Bella domanda amici, bella domanda…

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Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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