I settori trainanti del digitale: intrattenimento e formazione su tutti

Le possibilità che ci offre il secondo decennio del duemila in ambito tecnologico sono infinite e “bastano” uno smartphone e una connessione stabile per visionare video, ascoltare musica, giocare online e iscriversi a programmi di formazione privata o pubblica. Sono infatti questi i principali settori del digitale che stanno anche rivoluzionando non soltanto il modo di lavorare, ma anche le professioni stesse.

L’intrattenimento: l’utente medio passa quasi otto ore al giorno online

Nell’ultimo Report Digitale pubblicato relativo al 2020, fra le tante informazioni preziose contenute ce n’è una in particolare che balza agli occhi: il numero di smartphone è balzato a 80 milioni di esemplari sulla nostra penisola. Questo numero fa riflettere e se lo si compara a quello di utenti connessi quotidianamente in Italia (50 milioni su una popolazione di 59), è chiaro che l’utilizzo di dispositivi mobili da parte degli italiani sia sempre più frequente, seppur con qualche anno di ritardo rispetto ad altre nazioni. In particolare, nel triennio 2018-2021 stiamo assistendo ad una crescita del gioco online, su tutti il fenomeno dei live casinò, e delle applicazioni che offrono servizi di intrattenimento multimediale come Netflix, Amazon Prime e Spotify. Giusto per continuare con i numeri: gli utenti di Netflix in Italia hanno raggiunto i 3,78 milioni, mentre soltanto fra Napoli e Milano sono oltre un milione le persone che si divertono su piattaforme di giochi online a pagamento.

L’altro settore che cresce a dismisura è quello della formazione online. Centinaia le piattaforme che offrono la possibilità di iscriversi a programmi medio o lunghi per acquisire nuove competenze e gli istituti universitari, privati o pubblici che siano, non sono da meno destinando gran parte delle proprie risorse all’erogazione di corsi online. Le università online più conosciute sono Pegaso ed eCampus, ma ormai la formazione di molti professionisti non si svolge più soltanto su canali tradizionali, bensì anche su piattaforme riconosciute che rilasciano certificazioni, non lauree, in diversi ambiti. Esiste ad esempio lifelearning che offre corsi gratuiti spaziando da competenze relative a Twitter a percorsi su come diventare web marketer, molti di questi riconosciuti in oltre 164 paesi. Ciò spinge soprattutto i più giovani verso nuove professioni, e i più esperti a trasformare le proprie competenze da analogiche a digitali: ingegneri, architetti, e anche avvocati, ad esempio. 

Le opportunità lavorative in un mondo che necessita sempre meno della presenza fisica

Le potenzialità e i risultati dei settori appena menzionati ha ovviamente delle conseguenze anche in ambito professionale. Il passaggio dalla carta ai sistemi di archiviazione cloud lo si è già cominciato a vedere da almeno un lustro, e la spinta di molti governi verso la digitalizzazione di molti processi lavorativi ha favorito questo passaggio. Molte amministrazioni comunali e provinciali sul nostro territorio hanno infatti permesso a molti impiegati di erogare parte o tutte le mansioni direttamente da casa, in una modalità di smartworking, termine che è diventato sempre più di uso comune in Italia. Questa è soltanto una punta dell’iceberg di un movimento che vede invece già da diversi anni sviluppatori software, copywriter e grafici soprattutto, erogare i propri servizi completamente online, avendo inoltre la possibilità di allargare il proprio mercato di riferimento se si è in possesso di lingue straniere. 

La digitalizzazione del nostro paese è iniziata tardi ma pare vivere in questi anni una crescita enorme anche grazie agli sforzi governativi fatti in questa direzione. Non è un caso che in Italia esista la Carta del Docente: bonus di 500 euro in diritto a tutti i professori e maestri per acquistare supporti digitali. 

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