Il black-out globale di Starlink: quando il cielo cade sulla Terra

Un’interruzione critica dei servizi software interni ha messo fuori uso per oltre due ore e mezza la più grande costellazione satellitare al mondo, con ripercussioni significative dal fronte ucraino alle zone rurali di tutto il pianeta

La sera del 24 luglio 2025, alle 21:15 ora italiana, milioni di utenti in tutto il mondo hanno improvvisamente perso la connessione a internet. Non si è trattato di un blackout elettrico locale o di un problema con i fornitori tradizionali di servizi internet, ma di un’interruzione globale che ha colpito Starlink, il sistema di connessione satellitare di SpaceX guidato da Elon Musk.

Un’interruzione senza precedenti

Per circa due ore e mezza, oltre sei milioni di utenti distribuiti in 140 paesi sono rimasti senza connessione, con l’infrastruttura che ha funzionato solamente al 16% della sua capacità normale, secondo i dati riportati da NetBlocks. Molti terminali hanno mostrato il messaggio di errore “No healthy upstream”, indicando l’incapacità di connettersi ai server centrali.

L’interruzione è stata la più lunga e diffusa nella storia recente del servizio, il primo problema su larga scala del 2025 per Starlink. Mentre negli anni precedenti si erano verificati altri malfunzionamenti, in particolare a settembre 2023 e nel 2022, mai si era assistito a un blackout così esteso.

La causa: un guasto software, non un attacco

Inizialmente si era ipotizzato un possibile sabotaggio o un attacco informatico, ma la realtà è risultata più prosaica. Michael Nicolls, vicepresidente di Starlink Engineering, ha chiarito la situazione poco dopo la mezzanotte: “L’interruzione è stata causata da un guasto dei principali servizi software interni che gestiscono la rete centrale”.

Anche Elon Musk è intervenuto personalmente su X (ex Twitter) per scusarsi: “Mi dispiace per l’interruzione. SpaceX rimedierà alla causa principale per garantire che non accada di nuovo”.

Secondo gli esperti di cybersicurezza, il problema potrebbe essere stato causato da un aggiornamento software fallito, simile a quanto accaduto nel caso della crisi CrowdStrike che nel luglio 2024 aveva bloccato 8,5 milioni di dispositivi Windows in tutto il mondo.

Implicazioni militari in Ucraina

L’interruzione ha avuto ripercussioni particolarmente critiche in Ucraina, dove Starlink è diventato un elemento fondamentale per le comunicazioni militari. Le forze armate ucraine hanno confermato tramite Telegram che i terminali Starlink sono rimasti offline lungo tutto il fronte per circa 150 minuti, in quella che è stata descritta come “la più lunga interruzione del servizio nel corso della guerra”.

Robert Brovdi, comandante delle Forze dei Sistemi Senza Pilota delle Forze Armate ucraine (noto con l’alias “Madiar”), ha spiegato che durante l’interruzione “le missioni di combattimento sono state condotte senza streaming video; la ricognizione è stata effettuata con droni d’attacco”. Ha inoltre sottolineato come questo incidente abbia evidenziato dei punti deboli nel sistema: “Questo incidente, durato 150 lunghi minuti in tempo di guerra, mette in luce i punti deboli. Dobbiamo tenerne conto e diversificare le nostre comunicazioni”.

Un altro comandante di droni, che ha richiesto l’anonimato, ha rivelato che la sua unità ha dovuto posticipare diverse missioni di combattimento a causa dell’interruzione.

Un sistema in crescita esponenziale

Il blackout arriva in un momento in cui Starlink sta vivendo una fase di rapida espansione. La costellazione conta oggi oltre 7.600 satelliti operativi in orbita terrestre bassa, con un parco utenti che ha superato i sei milioni a livello globale, distribuiti in circa 140 paesi.

Proprio il giorno precedente all’interruzione, era stata annunciata una partnership con T-Mobile per l’offerta di servizi “direct to cell” (T-Satellite) che consentono di inviare messaggi di emergenza anche in zone isolate collegando direttamente il telefono cellulare con la rete satellitare di SpaceX. Alcuni esperti hanno ipotizzato che l’implementazione di questo nuovo servizio possa essere correlata ai problemi tecnici verificatisi.

I limiti dell’architettura satellitare

L’incidente ha messo in luce alcune vulnerabilità strutturali della tecnologia satellitare. A differenza delle tradizionali reti terrestri, la costellazione Starlink combina una struttura decentralizzata di satelliti con una forte dipendenza da gateway e sistemi di controllo terrestri.

Secondo l’analisi di Massimiliano Nicolini, esperto di metaverso e AI, la rete Starlink ha impiegato molto più tempo a riprendersi rispetto ad altre infrastrutture come Google Cloud, Amazon Web Services e Microsoft Azure, che hanno subito problemi simili nello stesso giorno ma sono tornate operative in meno di 20 minuti grazie a sistemi avanzati di rerouting e isolamento dei nodi.

Tra i problemi strutturali evidenziati ci sono:

  1. Dipendenza dai gateway terrestri: Sebbene i satelliti siano distribuiti nello spazio, i gateway terrestri sono fondamentali per collegare la rete satellitare alle dorsali in fibra ottica.
  2. Topologia mesh orbitale in evoluzione: La sincronizzazione dei collegamenti ottici inter-satellitari richiede tempo per essere ripristinata in caso di guasto, con un processo di ricostruzione delle rotte che può durare diversi minuti.
  3. Modello centralizzato di autenticazione: Ogni terminale utente stabilisce una sessione autenticata con un server centrale di orchestrazione, creando un potenziale punto di vulnerabilità in caso di guasto sistemico.

Implicazioni per il futuro

Questa interruzione solleva interrogativi importanti sulla resilienza delle infrastrutture satellitari moderne e sull’affidamento esclusivo a un unico fornitore di servizi per comunicazioni critiche, specialmente in contesti militari o di emergenza.

Oleksandr Dmitriev, fondatore di OCHI, una piattaforma ucraina che aggrega i feed di migliaia di squadre di droni in prima linea, ha definito la dipendenza dai servizi cloud “un rischio enorme”, sottolineando che “se l’accesso a Internet viene perso, la capacità di condurre operazioni di combattimento è praticamente azzerata”.

Per Starlink e SpaceX, la sfida ora è dimostrare che i nuovi lanci, i futuri aggiornamenti e l’espansione verso servizi complementari non comprometteranno l’affidabilità del servizio, soprattutto alla luce del crescente peso strategico della rete nelle telecomunicazioni globali.

Come ha commentato un utente colpito dal grave disservizio: “Meno male che avevo il 5G sul mio telefono”, aggiungendo “se non funziona Starlink, l’unica alternativa è la rete telefonica”. Una considerazione che dovrebbe far riflettere sull’importanza della ridondanza dei sistemi di comunicazione in un mondo sempre più interconnesso e dipendente dalla tecnologia.

In un’epoca in cui la cybersicurezza, la resilienza delle reti e la continuità del servizio sono diventati pilastri strategici per governi, aziende e cittadini, l’incidente di Starlink ci ricorda che anche le tecnologie più avanzate possono essere vulnerabili a un singolo punto di guasto.

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