la visione della montagna tra 20 anni

Interpretare le Terre Alte: tra innovazione sociale, nuovi media e il racconto della montagna del futuro

In un’epoca in cui la digitalizzazione e i flussi informativi corrono a velocità esponenziale, come si racconta un territorio fragile, complesso e affascinante come la montagna?

Sabato 6 giugno si è tenuto a Gravellona Toce (nella Sala Soci Coop) un importante appuntamento per chiunque si occupi di comunicazione, territorio e innovazione: il convegno e giornata formativa “Interpretare le Terre Alte”. L’evento ha offerto quattro ore di riflessioni intense, accreditate anche dall’Ordine dei Giornalisti.

Noi di Social and Tech abbiamo seguito da vicino l’iniziativa in veste di media partner ufficiale e abbiamo curato la registrazione integrale dell’evento, convinti che l’evoluzione dei linguaggi digitali e l’impatto delle dinamiche sociali siano i binari su cui viaggerà il futuro delle comunità alpine.

Oltre lo stereotipo: i relatori e le nuove narrazioni della montagna

Il sottotitolo dell’evento – “Mediazione culturale e nuovi linguaggi tra crisi climatica e innovazione sociale” – ha preso vita grazie a un panel di relatori che ha analizzato il territorio da prospettive complementari: sociologiche, economiche, giornalistiche e tecnologiche.

1. Immaginario pop, welfare e nuovi flussi demografici

La prima parte del convegno ha gettato le basi teoriche e analitiche, scardinando l’immagine della montagna come semplice “cartolina” per turisti.

  • L’immaginario pop e i media: Luca Ciurleo ha aperto i lavori analizzando la rappresentazione della montagna nei media mainstream, evidenziando l’urgenza di un cambio di paradigma per evitare banalizzazioni.
  • Il welfare nelle Terre Alte: Caterina Angela Agus ha portato al centro del dibattito il tema cruciale del welfare di prossimità. La montagna non può essere solo una meta di svago: è un ecosistema umano che richiede servizi sociali integrati, assistenza e risposte ai bisogni reali di tutte le fasce d’età per contrastare l’isolamento e garantire una reale qualità della vita.
  • I dati dei neo-abitanti: Roberto Colombero (Presidente di UNCEM Piemonte) ha illustrato i dati del Rapporto Montagna, focalizzandosi sul fenomeno dei “neo-abitanti” e su come lo smart working e le infrastrutture digitali stiano abilitando un contro-flusso demografico verso le vallate.
  • Identità e turismo delle radici: Battista Saiu, presidente del circolo sardo Su Nuraghe di Biella ha approfondito il legame profondo tra nuova residenzialità, memoria storica e l’impatto culturale del turismo di ritorno.
  • Nuovi modelli economici: Samuel Piana (Landexplorer) ha tracciato la rotta per uno sviluppo locale sostenibile, proponendo modelli geografici ed economici capaci di integrare tradizioni locali e visione futura.

2. Il racconto sul campo: giornalismo e testimonianze attive

La seconda parte ha dato voce a chi il territorio lo vive, lo attraversa e lo comunica ogni giorno attraverso canali analogici e digitali.

  • Il ruolo della stampa locale: Arianna Parsi (redattrice di Ecorisveglio – giornale locale) ha evidenziato la funzione insostituibile dei giornali locali come custodi della memoria e amplificatori delle istanze delle comunità montane.
  • Pedagogia ed esperienze vive: Emiliano Alborghetti (rappresentante dell’Associazione Crava Persa aps) ha illustrato l’affascinante progetto della “scuola errante”, un modello educativo/ricreativo che fa del territorio l’aula stessa.
  • La narrazione dei cammini: Simone Foscarini (vicepresidente di Tracciaminima aps) ha esplorato i nuovi linguaggi digitali e multimediali legati al racconto del viaggio lento e dei cammini, con un focus sul Cammino del lago Maggiore.

La prospettiva Social & Tech: la tecnologia come mezzo

Perché un blog che parla di tecnologia e sociale si spende per un evento sulle Terre Alte? La risposta sta negli strumenti: oggi il geocaching, il content marketing territoriale, la mappatura digitale dei sentieri e lo storytelling multimediale sono i vettori principali attraverso cui si costruisce l’immaginario collettivo della montagna.

Tuttavia, come emerso chiaramente a Gravellona Toce, la tecnologia rimane un mezzo. La vera innovazione sta nella figura del comunicatore come mediatore culturale, capace di interpretare le sfide del nostro tempo (dalla crisi climatica alla transizione digitale) e restituirle al pubblico in modo autentico e privo di retorica.

Rivivi l’evento: guarda la registrazione completa

Se ti sei perso questa straordinaria giornata formativa o desideri approfondire gli interventi dei singoli relatori, la registrazione video completa – realizzata dal team tecnico di Social and Tech – è interamente disponibile online.

Quali spunti o riflessioni vi piacerebbe approfondire? Scrivetelo nei commenti!

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