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La carta di credito 2.0: non bisogna più “strisciarla” né firmarla

La carta di credito 2.0: non bisogna più "strisciarla" né firmarla 1

Fino a non molto tempo mettere la propria firma era considerata l’azione più significativa della certificazione della propria identità: si firmavano le lettere, si firmavano gli assegni, si firmavano i contratti e senza quei caratteristici segni posti ordinatamente in calce nessun documento valeva.

Oggi non è più così. Si scrivono mail o messaggi attraverso applicazioni per smartphone, si firmano contratti apponendo la firma digitale, si inviano bonifici con pochi tap.

Insomma tutto è cambiato o si sta preparando a cambiare. Anche la famosa, nonché molto stilosa, firma quando si paga con la carta di credito non sarà presto più necessaria, così come dovremo rinunciare anche all’altrettanto stilosa “strisciata” che ci fa sentire molto “signori”.

Proprio dagli Stati Uniti parte, infatti, la rivoluzione che sancisce la fine di un’era, in quanto i più importanti circuiti di pagamento, ossia Visa, MasterCard, Amex e American Express, stanno già sperimentando, seppur con tempi e modi diversi, l’abolizione della firma.

L’evoluzione tecnologica ha fatto passi da gigante e oggi sono diversi i sistemi di controllo che certificano l’identità dell’intestatario: PIN, token, dati biometrici, codici di sicurezza a tempo, sistemi contactless e chip che rendono sempre più difficoltosa la clonazione della carta e garantiscono la sicurezza delle operazioni.

La società più “coraggiosa” è stata Amex, che ha deciso di abbandonare l’obbligo di firma in tutti i mercati globali, quindi anche quello nostrano; Visa, invece, l’ha reso possibile solo nell’America del Nord e per chi utilizza carte di credito con chip, mentre MasterCard ha esteso la possibilità a tutti gli utilizzatori di carta di credito, di carta prepagata e di carta revolving (maggiori dettagli a proposito delle carte revolving su http://www.cartedipagamento.com/carte_revolving.htm degli Stati Uniti e del Canada.

A dire il vero è già dal 2010 che i principali circuiti di pagamento hanno sospeso l’obbligo di firma per le operazioni relative a piccoli importi, anche perché, grazie alla presenza del chip elettronico, presente ormai da anni in ogni carta di pagamento, ogni transazione viene contrassegnata con un codice univoco ed è, quindi, facilmente rintracciabile; per le grandi somme, invece, viene ancora richiesta la firma dell’intestatario, a garanzia della sua identità.

La scomparsa definitiva dell’obbligo di firma, comunque, richiederà un po’ di tempo, anche perché in questa fase, che potremmo definire sperimentale, viene data facoltà ai commercianti di decidere se far firmare o meno il cliente, il quale non potrà rifiutarsi di farlo se gli viene richiesto.

Eliminare l’obbligo della firma è sicuramente un passo avanti e nell’evoluzione digitale del mondo della finanza, in quanto, a differenza di quello che si potrebbe pensare, le tecnologie disponibili, di cui abbiamo accennato nel paragrafo precedente, sono decisamente più sicure della firma personale, che può essere facilmente falsificata e che spesso non viene neanche controllata dai commercianti. In tal senso è interessante sottolineare i risultati di un esperimento fatto da un noto comico statunitense, il quale ha passato la giornata a fare acquisti con la sua carta di credito firmando gli scontrini relativi con nomi di personaggi famosi, senza che nessun cassiere se ne accorgesse e gli contestasse il pagamento.

 

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Massimo Uccelli
Fondatore e admin. Appassionato di comunicazione e brand reputation. Con Consulenze Leali mi occupo dei piccoli e grandi problemi quotidiani delle PMI.
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