La firma elettronica, conosciamola meglio con Andrea Pirone, Chief of Revenue Officer Euronovate Group. 1

La firma elettronica, conosciamola meglio con Andrea Pirone, Chief of Revenue Officer Euronovate Group.

La firma elettronica è un tema spesso oggetto di equivoci e fraintendimenti. Talvolta si sente dire che “la firma elettronica non vale nulla”, ma questa affermazione è del tutto falsa e giuridicamente errata. La firma elettronica è una fattispecie giuridica e non può essere priva di valore. In realtà, essa possiede diverse funzioni, tra cui quelle identificativa, dichiarativa e probatoria.

La funzione identificativa viene più correttamente indicata come titolarità della firma. Per quanto riguarda la funzione probatoria, esistono diversi aspetti che vale la pena approfondire.

A fornire utili indicazioni in merito, è il regolamento eIDAS, che stabilisce ad esempio che, in caso di procedimento giudiziale, una firma elettronica non può essere privata degli effetti giuridici e della sua ammissibilità come prova solo a causa della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti di una firma elettronica qualificata.

Lo stesso regolamento afferma, inoltre, che una firma elettronica qualificata ha effetti giuridici equivalenti a quelli di una firma autografa e che una firma elettronica qualificata basata su un certificato qualificato, rilasciato in uno Stato membro, è riconosciuta come tale in tutti gli altri Stati membri.

La firma elettronica qualificata ha lo stesso valore legale della firma autografa ed è riconosciuta in tutti gli Stati membri.

Tutto ciò contribuisce a dissipare ogni dubbio riguardo alla validità della firma elettronica.

In Italia il termine “firma digitale” viene utilizzato per indicare una specifica categoria di firma elettronica qualificata.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) è un punto di riferimento fondamentale nel diritto italiano ed è evidentemente riconosciuta un’importante funzione alla firma elettronica. L’articolo 20, comma 1-bis del CAD afferma infatti che un documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice Civile quando è apposta una firma digitale, un altro tipo di firma elettronica qualificata, o una firma elettronica avanzata. Queste firme devono essere create attraverso un processo che garantisce la sicurezza, l’integrità e l’immodificabilità del documento, nonché la riconducibilità all’autore in modo manifesto e inequivocabile.

Nei casi in cui non si utilizza una di queste firme qualificate, l’idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio possono essere valutati liberamente dal giudice, tenendo conto delle caratteristiche di sicurezza, integrità e immodificabilità.

È importante notare poi che ci sono alcuni atti specifici in cui solo la firma qualificata o la firma digitale possono essere utilizzate, come indicato nell’articolo 1350 del Codice Civile.

Per conclusione, la firma elettronica ha un valore giuridico significativo e può svolgere le funzioni identificativa, dichiarativa e probatoria. Trattandosi di una materia estremamente complessa, suggeriamo di approfondire i requisiti specifici per le diverse tipologie di firma elettronica e di consultare le normative pertinenti per garantire la loro corretta applicazione.

Se sulle specifiche di una firma qualificata c’è, infatti, una discreta comprensione, esistono diversi dubbi tra le imprese sulle peculiarità e su realizzare una firma avanzata. Esiste un documento dedicato specificamente a questo argomento, che chi fosse interessato può consultare. Si tratta del Titolo V del d.p.c.m. del 22 febbraio 2013 (pre-eIDAS).

Foto di szmiki95 da Pixabay

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