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La Responsible Technology per un lavoro sostenibile: conciliare tecnica e etica

A cura di Alberto Marsanasco, Chief Innovation Officer di WebScience

Nel cuore del concetto di lavoro sostenibile si cela una profonda connessione con l’etimologia della parola “poesia”, derivata dall’antico greco “poiein”, che significa “fare”. Un’idea di “fare” che va oltre l’aspetto meccanico del lavoro e si estende verso una dimensione etica e spirituale che rivela la vera essenza dell’arte di creare. Richard Sennett, nel suo libro “L’uomo artigiano”, esalta il valore dell’artigianato, identificando una sinergia tra competenza tecnica e responsabilità etica, tra il “come” e il “perché” delle azioni. I demiurghi greci erano gli artigiani che operavano per la comunità (da “demos”, popolo, ed “ergon”, opera). Tuttavia, con il passare del tempo e l’evolversi delle specializzazioni, molti tecnici hanno perso di vista il significato profondo del loro lavoro.

In questo contesto, il concetto di “Responsible Technology” (Tecnologia Responsabile) è emerso come una risposta alla necessità di riconciliare la tecnica con l’etica. Questo trend, formalizzato di recente, ha l’obiettivo di riportare l’attenzione sull’importanza della responsabilità etica nell’ambito tecnologico. La “Responsible Technology” sta guadagnando terreno rapidamente, come dimostrato dai dati riportati nel report di InfoQ, poiché sia le aziende che le persone, inclusi clienti e dipendenti, riconoscono il valore sociale e di business che possono derivare da un approccio più responsabile in un mondo del lavoro sempre più frenetico e stressante.

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Secondo Deb Doing, professoressa di “Ethical Technology” alla California Polytechnic State University, quando si parla di “Responsible Technology”, si fa riferimento all’intersezione tra la produzione tecnologica e la cultura, da un lato, e i valori umani, dall’altro. Questa connessione dovrebbe riflettersi nel “purpose” di tutte le aziende tecnologiche.

In WebScience – an adesso company l’abbiamo declinata nel motto “Digital with values” per sottolineare sia il valore concreto che l’azienda offre ai clienti, sia i valori umani che guidano le persone all’interno dell’azienda, tra cui la fiducia e la crescita. Questo “purpose” è il risultato di un impegno di tutta l’organizzazione che dimostra che la ricerca di una tecnologia responsabile è già parte integrante dell’azienda, anche se non ancora definita con queste parole.

Oggi il purpose è cresciuto, a valle dell’ingresso all’interno del gruppo adesso, diventando “Grow Together”. I valori sono gli stessi, la fiducia e la crescita rimangono al centro, ma si arricchiscono, hanno uno nuovo spessore, che arriva dal fatto di diventare parte di qualcosa di più grande, un gruppo internazionale.

Ma concretamente, cosa significa “Responsible Technology,” e quali ambiti tocca?

Accessibilità e design inclusivo: è essenziale considerare i reali bisogni dell’utente e influenzare positivamente le comunità. Il design thinking e l’approccio agile insegnano a esplorare questi bisogni, ma ci sono anche nuovi strumenti dedicati alla Responsible Technology, come il Canvas proposto da Omidyar Network, che pone domande cruciali sui possibili impatti e utilizzi negativi delle soluzioni tecnologiche.

Data privacy and security: oltre al rispetto delle normative, garantire la sicurezza dei dati personali è fondamentale. Il paradigma del “Security by design” aiuta a progettare applicazioni robuste dal punto di vista della sicurezza. In particolare, oggi la sicurezza infrastrutturale è spesso gestita da prodotti di mercato: il Cloud offre soluzioni solide da questo punto di vista e le principali sfide di sicurezza si spostano sul dominio applicativo. È stato molto interessante l’intervento al web day di Stefano Bruna, CTO di WebScience, su questo argomento: https://www.webscience.it/stefano-bruna-webday

Impatto ambientale: le tecnologie digitali possono contribuire a contenere il cambiamento climatico se progettate per un utilizzo efficiente delle risorse energetiche. Questo aspetto sta guadagnando rilevanza, come dimostra l’attenzione al tema del “Green IT” da parte dell’Osservatorio del Politecnico di Milano sulla Cloud transformation

Contrastare la disinformazione e promuovere la verità: con l’introduzione sempre più massiccia dell’intelligenza artificiale, è essenziale prevenire la diffusione di informazioni errate o distorte da bias che possono crearsi anche senza che siano previsti a causa di pattern identificati dall’AI. Per esempio, tempo fa, per determinare la possibilità di accedere alla libertà vigilata, il sistema di giustizia criminale degli Stati Uniti ha utilizzato algoritmi predittivi che replicavano i pregiudizi storici nei confronti degli imputati neri. Oppure file multimediali creati con la tecnica del deepfake hanno condizionato le ultime elezioni in Slovacchia . Chi si occupa di sviluppare applicazioni digitali ha ruolo importante. Se la regolamentazione e la governance etica sono definite dalle istituzioni, la trasparenza degli algoritmi è definita dai grandi vendor, sulla responsabilità umana e la valutazione dell’impatto sociale possiamo fare molto anche noi in WebScience.

Diversificazione nella forza lavoro tecnologica: La diversità di prospettive favorisce l’innovazione, e questo richiede un approccio aperto e inclusivo alla formazione dei team. La metodologia agile e i modelli organizzativi come il modello Teal favoriscono e incoraggiano la diversità di pensiero. Alcune pratiche forzano la rottura del group thinking, per non pensare tutti allo stesso modo. Altre favoriscono processi decisionali che fanno convergere idee, senza escluderle. Però non basta, serve aprirsi a nuovi spunti e esperienze che ancora non conosciamo, ricercare, sperimentare: ci sono altri punti di vista che potremmo considerare? Il gruppo adesso, che quest’anno ha acquisito WebScience, ha particolarmente a cuore il tema della diversity.

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Per intraprendere questo percorso verso una tecnologia più responsabile, si può iniziare con piccoli passi, come l’organizzazione di “futurespective” oltre alle classiche retrospective, per valutare l’impatto futuro dei prodotti e anticiparne i rischi. Attraverso l’adozione di queste metodologie, il lavoro può gradualmente ritornare a essere visto come “poesia” e artigianalità, un’attività che ha un significato profondo da celebrare ogni giorno. La Responsible Technology offre la possibilità di far convergere la tecnologia con la nostra umanità, creando un mondo del lavoro più sostenibile e significativo.

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WebScience

Fondata nel 2000, WebScience è la agile digital factory italiana, specializzata nello sviluppo software con metodologie agili, nella modernizzazione e nella realizzazione di applicazioni digitali su misura, nell’evoluzione dell’architettura applicativa verso paradigmi cloud-native, nel progettare percorsi di migrazione al cloud e nella realizzazione e adozione di applicazioni di tipo low-code.

Oggi WebScience, che ha sede principale a Milano, vanta un team di 120 persone, distribuito tra Nord Italia, Sud Italia a Lecce e Bulgaria a Sofia. Il 19 gennaio 2023 ha annunciato l’acquisizione da parte di adesso SE, uno dei principali brand di consulenza, sviluppo software e servizi IT in Europa, che si concentra sui processi aziendali rilevanti e strategici di aziende e amministrazioni pubbliche fornendo consulenza e sviluppo di software personalizzati. www.webscience.it.

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