Inventare tecnologie rivoluzionarie che abbiano un impatto positivo e soddisfino i bisogni della società è l’obiettivo principale di Qualcomm. Nel promuovere collaborazioni che guidano l’innovazione, Qualcomm Technologies, è lieta di condividere maggiori dettagli sul duro lavoro svolto con il NASA Jet Propulsion Labs (JPL) nello sviluppo di tecnologie e soluzioni che alimentano Ingenuity, l’elicottero pensato per il primo volo a motore su un altro pianeta, arrivato lo scorso febbraio sul Pianeta Rosso.
Il progetto Ingenuity è in sviluppo dal 2014 ed è il culmine di rigorosi test e innovazioni. Il progetto vuole essere una dimostrazione tecnologica da parte del JPL per mostrare come il volo autonomo possa espandere l’orizzonte dell’esplorazione spaziale, della ricerca e dei dati per le missioni e i progetti futuri. In questo contesto anche il minimo dettaglio è fondamentale, compresa la realizzazione del processore responsabile del funzionamento dell’elicottero. Quando JPL ha contattato Qualcomm per testare ed espandere le capacità autonome di Ingenuity utilizzando i prodotti di Qualcomm Technologies, l’azienda ha risposto con entusiasmo.
Le sfide del primo volo spaziale della storia
I rigori dello spazio pongono sfide uniche al funzionamento di un elicottero su Marte – sfide che Qualcomm Flight Platform è in grado di affrontare. L’ostacolo principale è il funzionamento stesso; a causa dei segnali che impiegano minuti per arrivare, è impossibile controllare in tempo reale un elicottero, tramite telecomando. I comandi trasmessi all’elicottero da milioni di chilometri di distanza, infatti, arrivano con un ritardo tra i 3 e i 22 minuti. Da lì, la prossima grande sfida è fare in modo che il sistema che gestisce il funzionamento autonomo abbia una potenza di calcolo sufficientemente elevata e contemporaneamente un basso consumo energetico, dato che gran parte del consumo di energia nell’elicottero proviene da un riscaldatore che mantiene caldi i componenti nelle serate marziane. Anche se Qualcomm Flight non è stato originariamente progettato per i viaggi nello spazio, le sue potenti caratteristiche per il funzionamento autonomo su cui l’azienda ha creduto fortemente, rappresentano un ottimo punto di partenza per affrontare queste sfide.
Oltre alla funzionalità autonoma flessibile, le radiazioni marziane e le condizioni atmosferiche sono stati fattori determinanti nel portare JPL a scegliere la giusta piattaforma robotica. Temperature estreme e cicli di temperatura possono usurare le parti molto rapidamente. Inoltre, alcune forme di radiazioni spaziali danneggiano gradualmente o bruscamente il silicio. Attraverso una serie di analisi, il JPL è stato in grado di determinare che alcune proprietà della tecnologia Qualcomm Flight ridurrebbero il rischio di guasti e rispondendo alle esigenze per il primo volo su un altro pianeta.












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