Nel calcio, come nella vita, adagiarsi sugli allori risulta spesso essere qualcosa di dannoso e profondamente deleterio. Guardarsi alle spalle vantandosi del proprio curriculum per quanto fatto in passato è un esercizio a metà tra la boria e la presunzione, soprattutto quando poi non si finisce per concretizzare nulla. È un po’ quanto sta accadendo alla nazionale argentina e a quella italiana, entrambe depositarie di vittorie e prestigio ma invischiate troppo nei ricordi e poco inclini a guardare e proiettarsi avanti. Entrambe le nazionali, che vantano rispettivamente 2 e 4 Coppe del mondo per nazioni, corrono il forte rischio di dover passare per il ripescaggio per partecipare al Mondiale che avrà luogo in Russia l’estate prossima.
Per adesso, infatti, i risultati delle qualificazioni alla fase finale dei mondiali vedono poche squadre già con il biglietto per la Russia in mano. Tra di esse spiccano Germania e Brasile, che per le quote delle scommesse sportive sono le due favorite assolute per la vittoria della competizione. E così, mentre tedeschi e brasiliani già pensano a come passare i giorni sotto il Cremlino, argentini e italiani tremano per il rischio di vedere i loro beniamini mancare l’appuntamento con il paese ex sovietico. Questo perché, quando mancano solamente due giornate, entrambe le nazionali sono per ora in posizione di ripescaggio, il che significa che per accedere al mondiale dovranno vincere il doppio confronto con un’altra squadra.
La situazione, seppur simile, non ha le stesse caratteristiche. L’Argentina è sì quinta nel maxi gruppo di qualificazione sudamericano, il che per ora le assegna il diritto al ripescaggio, ma ha alle sue spalle il Cile, che ha solamente un punto di distanza. Gli uomini di Jorge Sampaoli possono ancora sperare di ottenere la qualificazione diretta, dato che al quarto posto vi è il Perù, che sfideranno in casa nel prossimo incontro, così come rischiano di essere eliminati direttamente nel caso in cui il Cile, dietro di un punto, li superasse. La situazione nel girone sudamericano è talmente delicata, e si basa su un equilibrio sottilissimo, che tranne il Brasile nessuno è ancora certo della qualificazione. Meno ancora l’Argentina, che attraversa una crisi di gioco e risultati che neanche il tentativo di rivoluzione di Sampaoli sta riuscendo a risolvere.
L’Italia, invece, è tre punti dietro la Spagna – quattro per la differenza reti – e difficilmente potrà scavalcare gli iberici al primo posto viste le partite che sono in programma. Gli uomini di Giampiero Ventura, tuttavia, sono praticamente sicuri di terminare il girone secondi dati i 6 punti di vantaggio sull’Albania, che dovrebbe sperare che gli azzurri perdano in casa con la Macedonia e batterli per 3-0 a Tirana nell’ultimo scontro di qualificazione.
Con ancora due partite da giocare, per l’Italia lo spareggio è praticamente inevitabile, mentre per l’Argentina sarebbe il male minore. Di certo c’è che un mondiale senza due delle nazionali più prestigiose di sempre sarebbe una competizione monca. Ma è lo scotto da pagare per l’aumento della competitività nel calcio.












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